Riforma dell'assistenza in Germania: il progetto Warken scatena un'ondata di critiche
Berlino, 5 giugno 2026
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Summary
Il ministro federale della Salute Nina Warken ha presentato una bozza di riforma per stabilizzare l'assistenza di lungo periodo, ma l'iniziativa è duramente criticata da comuni, esperti sanitari e associazioni di categoria. Le misure prevedono tagli ai contributi pensionistici per chi assiste i familiari e criteri più severi per accedere ai gradi di assistenza, con l'obiettivo di generare circa undici miliardi di euro l'anno prossimo.
Berlino, 5 giugno 2026
Il ministro federale della Salute Nina Warken, esponente della CDU, ha presentato una bozza di riforma della Pflegeversicherung che prevede tagli ai contributi pensionistici dei caregiver familiari e criteri più restrittivi per la classificazione nei gradi di assistenza, suscitando forti critiche da parte di comuni, partiti e associazioni del settore.
La proposta, riportata il 5 giugno 2026 da Deutschlandfunk e altri media, mira a colmare un deficit previsto di circa 7,5 miliardi di euro per il prossimo anno nella Pflegeversicherung, che secondo il Ministero della Salute potrebbe salire a 15 miliardi di euro entro il 2028. L'obiettivo dichiarato del governo è stabilizzare finanziariamente il sistema ed evitare un aumento generalizzato dei contributi, ma le misure previste hanno immediatamente sollevato un coro di proteste provenienti da più fronti.
Contenuto della bozza e obiettivi finanziari
Tra i punti più controversi figura la riduzione al 70 percento dei contributi pensionistici versati dalla Pflegeversicherung per i familiari che assistono persone non autosufficienti, una misura che dovrebbe generare risparmi per circa due miliardi di euro annui ma che, secondo i critici, comprometterebbe la protezione previdenziale di decine di migliaia di caregiver. Il ministro Warken ha presentato l'intero pacchetto come una necessaria misura per la stabilizzazione finanziaria: "Dies ist eine notwendige Maßnahme zur finanziellen Stabilisierung der sozialen Pflegeversicherung", si legge nella bozza.
La bozza prevede inoltre un inasprimento dei requisiti per la classificazione nei gradi di assistenza 1, 2 e 3. Secondo il testo, "die Voraussetzungen für die Einstufung in einen Pflegegrad leicht angehoben" verrebbero elevate, con l'obiettivo dichiarato di correggere le deviazioni dai criteri scientifici emerse con la riforma del 2017, anno in cui sono stati introdotti i cinque attuali Pflegegrade. Le persone già classificate manterrebbero comunque il proprio grado.
Effetti su gradi di assistenza e case di cura
Per i residenti delle case di cura, la bozza prevede uno spostamento temporale degli importi dei sussidi di sollievo, che oggi aumentano con la durata della permanenza: 15 percento nel primo anno, 30 percento dopo dodici mesi, 50 percento dopo ventiquattro e 75 percento dopo trentasei mesi. Con la riforma, ogni soglia verrebbe posticipata di sei mesi, e il sussidio massimo del 75 percento sarebbe raggiunto solo dopo quattro anni e mezzo. La quota mensile media a carico degli assistiti per l'assistenza stazionaria completa ha recentemente superato i 3.200 euro a livello nazionale.
Sul fronte dei contributi, la bozza prevede un aumento dell'aliquota per i senza figri dal 4,0 al 4,3 percento, con un incremento della sovrattassa di 0,1 punti percentuali sull'aliquota generale dei contributi. L'aliquota generale a carico dei lavoratori per la Pflegeversicherung è attualmente fissata all'1,8 percento. La riforma introduce inoltre, per la prima volta, contributi pari al 3,6 percento sui Mini-Job fino a 603 euro, interamente a carico dei datori di lavoro.
Contributi, co-assicurazione e nuove prestazioni
Dal 2028 è prevista la fine della co-assicurazione gratuita del coniuge per i partner senza reddito proprio significativo, con l'introduzione di un contributo dello 0,52 percento sul reddito imponibile del partner, in linea con modifiche analoghe previste per l'assicurazione sanitaria. Restano esclusi i pensionati, chi accudisce figli sotto i sette anni, figli con disabilità o familiari non autosufficienti. Viene innalzata la soglia di reddito assoggettabile a contributi, che colpisce i lavoratori con retribuzioni superiori a 5.812,50 euro mensili, con un onere aggiuntivo massimo di 17 euro al mese secondo i calcoli del ministero.
Tra le nuove prestazioni figurano l'introduzione di un diritto alla cosiddetta Pflegebegleitung per l'assistenza domiciliare, un Überbrückungsbudget per far fronte a crisi sanitarie o all'assenza improvvisa del caregiver principale, e l'accorpamento di singole prestazioni per l'assistenza domiciliare in budget unitari. A partire dal 2028 è previsto per la prima volta un adeguamento annuale automatico delle prestazioni all'inflazione. Il governo intende inoltre rendere fiscalmente deducibili i premi delle assicurazioni integrative, anche se si tratta di una semplice intenzione ancora non tradotta in norma.
La bozza prevede infine l'abolizione della regola del 2020 secondo la quale solo i figli adulti con un reddito superiore a 100.000 euro annui possono essere chiamati dall'ufficio di assistenza sociale a contribuire ai costi di assistenza dei genitori. Nel complesso, il Ministero punta a raccogliere circa 11 miliardi di euro con queste misure nel prossimo anno, con un effetto di risparmio e di entrate che dovrebbe salire a oltre 20 miliardi di euro entro il 2030.
La posizione dei comuni
Le critiche al progetto sono arrivate da più direzioni, a partire dai comuni. Burkhard Jung, presidente del Deutscher Städtetag ed esponente SPD nonché sindaco di Lipsia, ha definito i piani un "Schlag ins Gesicht der Kommunen" e ha avvertito che, anziché alleggerire i bilanci locali, la riforma li graverebbe di ulteriori miliardi di costi nei prossimi anni: "Die Pläne führten statt zu einer Entlastung in den kommenden Jahren zu zusätzlicher Milliarden-Belastung für die Kommunen." Jung, le cui dichiarazioni sono state raccolte dai giornali del Funke Mediengruppe, ha aggiunto: "Dieser Entwurf darf so niemals den Bundestag passieren."
A pesare sui conti dei comuni è il meccanismo per cui, quando le persone non autosufficienti scivolano nell'assistenza sociale, i costi ricadono sugli enti locali. L'esperto sanitario dei Verdi Janosch Dahmen ha criticato duramente l'impianto della riforma, affermando che "der größte Sparposten bestehe ausgerechnet darin, den Zugang zu Pflegeleistungen einzuschränken" e che essa costituirebbe una Kürzungsreform anziché una riforma strutturale. Secondo Dahmen, i costi dell'assistenza non scompaiono, ma si trasferiscono: "Die Kosten der Pflege verschwinden dadurch nicht – sie tauchen nur an anderer Stelle wieder auf."
Le critiche di Verdi, datori di lavoro e Linke
Dahmen ha inoltre osservato che la Germania spende per l'assistenza, in rapporto alla propria economia, meno di molti paesi europei comparabili, nonostante una popolazione significativamente più anziana: "Deutschland gibt für Pflege gemessen an seiner Wirtschaftsleistung weniger aus als viele vergleichbare europäische Nachbarländer, obwohl wir eine deutlich ältere Bevölkerung haben." L'esponente dei Verdi ha accusato il governo federale di continuare a rifiutarsi di finanziare le prestazioni non assicurative, le cosiddette versicherungsfremde Leistungen.
Anche Thomas Greiner, presidente dell'Arbeitgeberverband Pflege, che rappresenta le aziende private del settore, ha attaccato la bozza, ricordando che i tempi di attesa per i posti nelle case di cura sono già lunghi. Secondo Greiner, "Dieser Raubzug bei Beitragszahlern, Pflegebedürftigen und Kommunen schafft nicht einen Pflegeplatz." Il portavoce parlamentare del gruppo Die Linke Sören Pellmann ha avvertito che la lista dei tagli minaccia di ampliare la povertà in età anziana, sia per le persone assistite che per i familiari che le accudiscono: "Durch die 'Streichliste' drohe noch mehr Altersarmut, sowohl für die Menschen mit Pflegebedarf als auch diejenigen, die sie als Angehörige pflegen."
La difesa della riforma e i malumori nella coalizione
A sostenere la linea del ministro Warken è invece Jens Spahn, capogruppo parlamentare della CDU/CSU ed ex ministro federale della Salute, che in un'intervista all'ARD ha descritto la situazione finanziaria del sistema in termini drastici: "Aber die Pflegeversicherung – wie übrigens auch die Krankenversicherung – die sind schlicht und ergreifend pleite." Spahn ha difeso la bozza come un passo difficile ma necessario: "Ich finde, die Ministerin macht da einen schweren, aber notwendigen Schritt und legt ein ausgewogenes Paket vor."
Anche all'interno della stessa coalizione di governo il malcontento è evidente: sia la SPD che la CSU hanno avanzato richieste di modifica in varie direzioni. Lo Spitzenverband der gesetzlichen Krankenkassen, che rappresenta anche le casse di assistenza, giudica il pacchetto squilibrato e a carico soprattutto delle persone assistite e dei contribuenti. Critiche analoghe sono giunte dalla Stiftung Patientenschutz e dal Sozialverband Deutschland. Il ministro Warken punta ora a far approvare la legge di riforma prima della pausa estiva di luglio, per poi sottoporla all'iter parlamentare di Bundestag e Bundesrat.
La riforma rappresenta dunque un banco di prova per la tenuta della coalizione e per la capacità del governo federale di rispondere a un settore, quello della cura degli anziani e delle persone non autosufficienti, che secondo gli osservatori è già sotto pressione. Tra sgravi per i lavoratori dipendenti, nuove prestazioni e tagli a caregiver e comuni, la bozza cerca un equilibrio finanziario che, secondo i critici, rischia di scaricare i costi sui soggetti più deboli della catena dell'assistenza.
Resta aperta la partita politica: Warken ha dichiarato di voler chiudere l'iter legislativo prima della pausa estiva, ma la convergenza tra i partiti della coalizione e le aspettative dei comuni e delle associazioni di settore sembra ancora lontana. Le prossime settimane saranno decisive per capire se la Pflegeversicherung otterrà una riforma strutturale condivisa o se prevarranno i tagli contestati che hanno portato oppositori come Dahmen a parlare apertamente di Kürzungsreform.
Questions & Answers
Quali sono le principali misure previste dalla bozza di riforma della Pflegeversicherung presentata da Nina Warken?
La bozza prevede la riduzione al 70 percento dei contributi pensionistici versati dalla Pflegeversicherung per i familiari che assistono persone non autosufficienti, criteri più restrittivi per l'accesso ai gradi di assistenza, l'aumento dell'aliquota per i senza figri al 4,3 percento e la fine, dal 2028, della co-assicurazione gratuita del coniuge. L'obiettivo è raccogliere circa undici miliardi di euro nel prossimo anno e oltre venti entro il 2030.
Perché i comuni tedeschi criticano duramente la riforma?
Il presidente del Deutscher Städtetag Burkhard Jung ha definito i piani un "Schlag ins Gesicht der Kommunen" e ha avvertito che, anziché alleggerire i bilanci locali, la riforma li graverebbe di ulteriori miliardi di costi perché i comuni sostengono i costi dell'assistenza sociale quando le persone non autosufficienti non riescono a pagare le quote a proprio carico.
Quando il governo federale intende far approvare la riforma e quali passaggi restano?
Il ministro Warken auspica l'approvazione della legge prima della pausa estiva di luglio. Dopo il varo da parte dell'esecutivo, il testo dovrà essere esaminato e votato dal Bundestag e dal Bundesrat, in un contesto segnato da critiche trasversali e da richieste di modifica anche all'interno della stessa coalizione di governo.
Riforma assistenza Germania 2026: critiche al piano Warken | quotidiano360