Riduzione dell'IVA sui beni alimentari di base in vigore: secondo i critici il sollievo è modesto
Vienna, 1° luglio 2026
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Summary
Il 1° luglio l'IVA su numerosi beni alimentari di base scende dal dieci al 4,9 per cento. Mentre commercio e governo federale parlano di un sollievo tangibile, opposizione ed economisti criticano l'efficacia limitata della misura.
Vienna, 1° luglio 2026
Il 1° luglio 2026 il governo federale composto da ÖVP, SPÖ e NEOS riduce l'IVA su determinati beni alimentari di base dal dieci al 4,9 per cento; critici come la FPÖ e Gabriel Felbermayr vi vedono tuttavia solo un modesto sollievo per le consumatrici e i consumatori.
Cosa prevede la riduzione
La riduzione riguarda beni alimentari di base selezionati. Tra questi figurano latte fresco, yogurt, burro, uova, verdure fresche e surgelate, determinati tipi di frutta, riso, farina di frumento, semolino di frumento, paste alimentari non cotte e non ripiene, pane e sale alimentare. Su tutti questi prodotti si applica ora un'aliquota del 4,9 per cento anziché il precedente dieci per cento.
Per i prodotti da forno il beneficio è tuttavia subordinato a una condizione: secondo la norma di legge il contenuto di grassi e zuccheri nella sostanza secca non deve superare il cinque per cento, affinché si applichi l'aliquota ridotta. Ne restano quindi esclusi molti classici panini (Weckerl) e prodotti da forno ripieni.
Il Servizio bilancio del Parlamento ha calcolato l'alleggerimento medio per nucleo familiare. Ne risulta, per i redditi bassi, un vantaggio annuo di circa 57 euro, per i redditi alti fino a 87 euro. Nei nuclei monofamiliari l'alleggerimento è di circa 45 euro all'anno, nei nuclei con almeno cinque persone sale a 119 euro.
Il calcolo personale di una famiglia di otto persone
Una famiglia di otto persone, che secondo le proprie indicazioni spende mensilmente circa 1600 euro per generi alimentari, si ritrova attualmente con un risparmio calcolato di circa 7,61 euro al mese. Per ogni spesa corrispondono circa 76 centesimi, calcola l'interessata. Si mostra disillusa: corrisponde all'incirca a un pranzo per uno dei sei figli a scuola, a circa cinque litri di carburante o a un viaggio in treno da Wels a Linz.
La donna parla in una dichiarazione di una sensazione di essere „nach Strich und Faden verarscht zu werden“ e dice che con il prossimo aumento su cacao, spezie, creme spalmabili o bevande l'elemosina sarà presto azzerata. Pur comprendendo che il governo abbia bisogno di „Jubelrufe“, non vi scorge un aiuto tangibile.
Critiche da economia e opposizione
Anche dal mondo economico arrivano critiche nette. Gabriel Felbermayr ha definito la scorsa settimana l'attuazione della riduzione dell'IVA „enttäuschend“ e „ein Riesendesaster“. La portavoce per le politiche sociali della FPÖ Dagmar Belakowitsch ha parlato di un „bürokratischen Chaos“ e ha detto che la riduzione delle tasse non è „nicht einmal ein Tropfen auf den heißen Stein“.
L'Associazione del commercio ha invece difeso la misura, sottolineando che le aziende associate hanno investito negli ultimi mesi circa sei milioni di euro per garantire una „reibungslose Umstellung“. Soprattutto per i piccoli e medi operatori e per i fornitori di prossimità „dies eine große und kostenintensive Herausforderung“, ha dichiarato l'associazione.
Panettieri e panettiere si sentono particolarmente penalizzati dalla nuova normativa. Rappresentanti del settore hanno criticato la riduzione dell'IVA come „Bürokratiemonster“, perché il contenuto di grassi e zuccheri di ogni prodotto da forno deve essere determinato esattamente per poter applicare l'aliquota ridotta. Ne consegue un notevole onere amministrativo.
Finanziamento e tassa sui pacchi
Il governo intende finanziare parzialmente la riduzione dell'IVA, che ha un volume di circa 400 milioni di euro all'anno. A tal fine si dovrebbe attingere anche alla controversa tassa sui pacchi, con un gettito fiscale previsto di circa 280 milioni di euro. Inoltre, da luglio viene introdotta una tassa d'importazione di tre euro sui piccoli pacchi dall'estero, a condizione che il valore della merce sia inferiore a 150 euro.
Secondo i dati del Consiglio UE, la tassa d'importazione sui piccoli pacchi dall'estero riguarda circa il 93 per cento di tutte le consegne e-commerce nell'UE. Si intende così creare una compensazione per i commercianti nazionali; al contempo, le organizzazioni a tutela dei consumatori avvertono di possibili aumenti dei prezzi negli acquisti online.
Viene ridotto il freno sui prezzi dei carburanti
Parallelamente alla riduzione dell'IVA, il freno sui prezzi dei carburanti introdotto ad aprile viene proseguito in forma ridotta. La riduzione dell'imposta sugli oli minerali (MÖSt) scende da 1,7 centesimi a litro a 0,8 centesimi a litro. L'alleggerimento al distributore risulta così inferiore a quello dei mesi precedenti.
La ONG Foodwatch Austria aveva chiesto in precedenza di ridurre l'IVA su tutti i generi alimentari, poiché l'attuale riduzione esclude molti prodotti e non compensa l'inflazione effettiva. La variante ora in vigore è quindi solo un primo passo, che tuttavia non basta, si è detto.
Dal Ministero delle Finanze si afferma che si osserveranno attentamente gli effetti della riduzione e, se necessario, si affinerà la misura. Un'estensione ad altre categorie di prodotti non è attualmente prevista. L'efficacia sarà verificata periodicamente anche dal Servizio bilancio del Parlamento.
Prospettive e prossimi passi
Nel complesso il bilancio della riduzione fiscale resta dibattuto nell'opinione pubblica. Mentre i partiti di coalizione presentano l'alleggerimento come un passo importante contro il caro vita, opposizione, ricerca economica e fasce della popolazione giudicano l'effetto reale molto limitato.
Il commercio al dettaglio di generi alimentari ha nel frattempo annunciato che trasferirà rapidamente e integralmente i ribassi dei prezzi alla clientela. Se ciò riuscirà, lo mostreranno le prossime settimane, quando si effettueranno i primi acquisti alle nuove condizioni.
Questions & Answers
Quali prodotti sono interessati dalla riduzione dell'IVA?
Dal 1° luglio 2026 si applica l'aliquota ridotta del 4,9 per cento, tra gli altri, a latte fresco, yogurt, burro, uova, verdure, determinati tipi di frutta, riso, farina di frumento, paste alimentari non cotte, pane e sale alimentare. Per i prodotti da forno il contenuto di grassi e zuccheri nella sostanza secca non deve superare il cinque per cento.
Quanto è l'alleggerimento effettivo per nucleo familiare?
Il Servizio bilancio del Parlamento calcola un alleggerimento annuo di circa 57 euro per i redditi bassi e fino a 87 euro per i redditi alti. Nei nuclei monofamiliari si tratta di circa 45 euro, nei nuclei con almeno cinque persone fino a 119 euro.
Perché la misura viene criticata?
Gabriel Felbermayr definisce l'attuazione „enttäuschend" e „ein Riesendesaster". La portavoce per le politiche sociali della FPÖ Dagmar Belakowitsch parla di „bürokratischem Chaos" e i rappresentanti dei panettieri definiscono la normativa un „Bürokratiemonster".
Riduzione dell'IVA 2026: cosa porta davvero? | quotidiano360