Processo per infedeltà contro l'ex sindaco di Linz Luger ripreso nel secondo round
Linz, 03 luglio 2026
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Summary
Nel processo per infedeltà contro l'ex sindaco di Linz Klaus Luger si è conclusa la seconda giornata di udienza al tribunale regionale di Linz. La giudice ha annunciato la sentenza per l'ora di pranzo, dopo che la pubblica accusa aveva nuovamente illustrato le accuse contro Luger in relazione allo scandalo del Brucknerhaus.
Linz, 03 luglio 2026
Nel processo per infedeltà contro l'ex sindaco di Linz Klaus Luger si è svolta al tribunale regionale di Linz la seconda giornata di udienza, nel corso della quale la giudice ha annunciato la sentenza per l'ora di pranzo.
All'inizio della seconda giornata di udienza, la pubblica accusa ha ribadito il nucleo già noto dell'accusa. Secondo l'accusa, nel 2017 Luger, nell'ambito della procedura di selezione per la direzione artistica della società di eventi di Linz LIVA e quindi anche per la carica di intendente del Brucknerhaus, avrebbe trasmesso in anticipo al suo candidato preferito, Dietmar Kerschbaum, le domande della commissione di audizione. Questa accusa è al centro del cosiddetto scandalo del Brucknerhaus, che da anni impegna la città di Linz e che ha portato infine a un procedimento penale contro l'ex capo della città.
Accusa e stato del procedimento
Lo stesso Luger era entrato nell'aula del tribunale già dieci minuti prima dell'inizio del processo, aveva salutato la folla e aveva lasciato che le telecamere lo riprendessero a lungo. Nella sua dichiarazione iniziale, ha spiegato di non riconoscersi colpevole ai sensi di questa accusa. Allo stesso tempo, ha tuttavia ammesso: "Die Vergabe des Gutachtens war ein großer Fehler, den ich eingestehe." Anche nel prosieguo dell'interrogatorio ha sottolineato più volte che oggi considera un errore l'incarico della perizia giuridica.
Al centro della seconda giornata di udienza c'era la questione del perché Luger avesse commissionato una perizia giuridica e quali motivazioni avessero avuto un ruolo. La pubblica accusa ha fatto presente che l'expertise fosse stata "überwiegend im Eigeninteresse", ma pagata dalla LIVA, finanziata con fondi pubblici. I costi ammontavano, secondo l'accusa, a 19.061,15 euro, che Luger aveva successivamente rimborsato alla LIVA.
Il ruolo della perizia giuridica
La giudice ha incalzato più volte, chiedendo tra l'altro: "Ist besprochen worden, welche Inhalte das Gutachten haben soll?" Luger ha risposto che le raccomandazioni giuridiche della perizia gli avevano dato sicurezza, "in welchem Rahmen ich mich verhalten soll". Alla domanda sul perché avesse inviato i documenti a Kerschbaum, Luger ha spiegato di aver voluto sapere: "Was ist jetzt zu tun?" Il futuro direttore della LIVA e intendente del Brucknerhaus, Kerschbaum, gli era noto come candidato e aveva percepito la situazione come complessa.
Nel corso dell'interrogatorio è emersa anche la prima segnalazione da whistleblower pervenuta al sistema della LIVA. Luger ha detto che si era trattato della prima segnalazione nel sistema di whistleblowing e che si aveva "null Erfahrung" su come gestirla dal punto di vista del diritto societario. All'osservazione della giudice secondo cui aveva ricevuto quella segnalazione, ha replicato: "Im Nachhinein gesehen hätte ich mich für befangen erklären müssen, als ich die Whistleblower-Meldung gelesen habe." Ha inoltre detto, secondo il resoconto del processo: "Das war blöderweise ich."
Segnalazione da whistleblower e conflitto di interessi
Interrogato sulla sua condotta di allora, Luger ha spiegato che l'expertise conteneva "nachvollziehbare juristische Empfehlungen" e che per lui era quindi stato "sehr klar gewesen, in welchem Rahmen ich mich zu bewegen habe". La pubblica accusa ha obiettato che, delle 17 pagine della perizia, 15 riguardavano argomentazioni di diritto penale. La giudice ha commentato l'andamento dell'udienza con le parole: "Es wird immer spannender hier."
Un punto centrale è stato il ruolo dell'avvocato interrogato Thomas Moser, che ha testimoniato. Secondo le sue dichiarazioni, Luger aveva avuto un incontro personale con l'avvocato, durante il quale era stato discusso il contenuto della segnalazione da whistleblower – la trasmissione dei documenti dell'audizione. Lo studio legale proposto assunse il caso, senza sapere però che l'ex politico fosse lui stesso responsabile della trasmissione dei documenti a Kerschbaum. Solo più tardi, nell'agosto 2024, gli "Oberösterreichischen Nachrichten" pubblicarono una chat tra Luger e Kerschbaum, dalla quale emerge che fu Luger stesso a inviare a Kerschbaum i documenti dell'audizione.
La chat come prova chiave
Davanti al tribunale, Moser ha spiegato che all'epoca aveva proposto la redazione di una perizia sulla situazione giuridica, a causa della complessità e perché lui stesso non esercitava più come avvocato, pur avendo indicato un altro studio. Durante la consultazione, l'avvocato chiese a Luger: "Wissen Sie, wer es war?" Luger avrebbe risposto: "Ja, das weiß ich." Alla domanda su cosa avesse fatto poi, Luger avrebbe detto, stando al verbale: "Ich habe mir ein Wort gedacht, das ich hier nicht aussprechen will. Danach hab ich den Rechtsanwalt Moser angerufen."
Nel suo intervento, Luger aveva già chiarito: "Ich möchte jedoch nochmals betonen, dass die Beauftragung des Gutachtens ein großer Fehler war, den ich auch eingestehe." Ha mantenuto questa linea per tutta la durata dell'interrogatorio. Alla domanda della giudice sul perché avesse inviato i documenti a Kerschbaum, ha risposto di essersi trovato in un dilemma e di aver ritenuto che fosse "auch der beste Weg, um mein Dilemma zu lösen". Col senno di poi, avrebbe dovuto dichiararsi in conflitto di interessi quando aveva letto la segnalazione da whistleblower, ha proseguito l'ex sindaco.
La difesa ha sostenuto che Luger non ne avesse "das aber gar nicht gebraucht" – cioè di ottenere in anticipo le domande dell'audizione. Il suo difensore ha inoltre sottolineato che, se le accuse di compliance mosse sempre da whistleblower contro Kerschbaum – che portarono poi al suo licenziamento – non fossero state vere, Kerschbaum come intendente sarebbe stato "verbrannt". Luger stesso ha motivato le sue esitazioni di allora anche con il fatto che presso la LIVA non ci fosse un consiglio di sorveglianza, "wo die Verschwiegenheit so oft aus politischen Gründen missbraucht wurde".
Arringa e annuncio della sentenza
Nella sua arringa, la pubblica accusa ha sostenuto che l'imputato fosse un "Amtsträger mit besonderer Verantwortung". Ha obiettato a Luger che l'incarico della perizia fosse passato formalmente attraverso la LIVA, ma che nel merito avesse servito il suo interesse personale. Ha respinto una diversion – cioè una definizione extragiudiziale del procedimento – con la motivazione che già "generalpräventive Belange" si opporrebbero a essa. Luger avrebbe in precedenza dovuto pagare una multa di 20.000 euro, come emerge dagli atti del procedimento.
Nel corso dell'udienza è emerso che la giudice intendeva esaminare la vicenda in più fasi. Ha chiesto tra l'altro a Luger se non si fosse mai chiesto perché la segnalazione da whistleblower riguardasse proprio lui. Luger ha risposto: "Darüber habe ich mir keine Gedanken gemacht, ich habe die Inhalte des Gutachtens ja nicht beauftragt." Se questa affermazione sia riconciliabile con le altre dichiarazioni di Luger è rimasto oggetto della valutazione della giudice.
Lo scandalo del Brucknerhaus aveva acquisito nuova esplosività nel 2024 con la pubblicazione della chat sugli "Oberösterreichischen Nachrichten". Da essa emergeva che era stato Luger stesso – e non, come si era inizial
Processo Luger Linz: lo scandalo del Brucknerhaus davanti | quotidiano360