Processo contro l'ex ministro dei Trasporti Scheuer inizia il 21 settembre a Berlino
Berlino, 22 luglio 2026
Foto-AG Gymnasium Melle / Wikimedia Commons / CC BY 3.0
Summary
Il Landgericht di Berlino ha fissato per il 21 settembre il processo penale contro l'ex ministro federale dei Trasporti Andreas Scheuer (CSU). È accusato di aver reso false dichiarazioni nella commissione d'inchiesta del Bundestag sul pedaggio per le auto. In totale sono previste dodici udienze fino a fine novembre.
Berlino, 22 luglio 2026
Il Landgericht di Berlino ha fissato per il 21 settembre il processo penale contro l'ex ministro federale dei Trasporti Andreas Scheuer (CSU) per una presunta falsa deposizione legata al fallito pedaggio per le auto; l'udienza principale è prevista con dodici giorni di seduta fino al 25 novembre.
Accusa e addebito
La Procura di Berlino accusa Scheuer di aver rilasciato consapevolmente dichiarazioni false davanti alla commissione d'inchiesta sul pedaggio del Bundestag. Il tribunale aveva ammesso l'accusa a fine maggio, secondo quanto riferito dalla difesa. Una portavoce del tribunale ha confermato mercoledì la calendarizzazione dell'udienza principale.
È coimputato anche l'ex segretario di Stato Gerhard Schulz, che respinge anch'egli l'accusa di falsa deposizione. Secondo la ricostruzione della Procura, entrambi avrebbero detto consapevolmente il falso durante le loro audizioni in commissione. Scheuer aveva rassegnato le dimissioni dal mandato parlamentare ad aprile 2024.
Contesto: il fallimento del pedaggio per le auto
Il cuore del procedimento è la questione se Scheuer e Schulz abbiano descritto in modo corretto, davanti alla commissione d'inchiesta, gli sviluppi relativi ai contratti per il pedaggio auto. L'accusa si basa sull'addebito che Scheuer avrebbe firmato i cosiddetti contratti con i gestori per la riscossione del pedaggio auto già alla fine del 2018, sebbene la sentenza della Corte di giustizia europea (CGE) sulla legittimità del progetto fosse ancora pendente.
Scheuer respinge le accuse. Il suo difensore Daniel Krause aveva dichiarato a fine maggio, quando il tribunale aveva ammesso l'accusa: "Nach nunmehr über vier Jahren Dauer der Ermittlungen, in denen sich Andreas Scheuer stets vollständig kooperativ gegenüber den Ermittlungsbehörden gezeigt hat, wird die Hauptverhandlung endlich die Möglichkeit bieten, den Sachverhalt unter Beteiligung der Verteidigung umfassend zu klären." Ciò sarebbe stato finora negato alla difesa.
Anche Schulz respinge l'accusa, secondo quanto riferito concordemente dalla difesa e dalla Procura. Sulla sua strategia difensiva complessiva la Procusa non ha voluto inizialmente commentare su richiesta. "Herr Scheuer ist zuversichtlich, dass seine Unschuld bestätigt wird. Dafür wird er kämpfen.", ha fatto sapere il suo entourage.
Costi elevati per i contribuenti
Il contesto del procedimento è il fallimento del progetto di prestigio del pedaggio per le auto. La CSU aveva spinto per l'introduzione di un pedaggio per le autovetture nel governo federale. Nel 2019 la Corte di giustizia europea (CGE) bloccò il progetto e lo dichiarò illegale.
La CGE ravvisò nella configurazione allora prevista una discriminazione degli utenti della strada stranieri, poiché le entrate del pedaggio avrebbero dovuto essere interamente compensate da una riduzione della tassa sui veicoli nazionale. Il governo federale fu così costretto ad abbandonare il progetto di introduzione.
Al centro delle critiche vi è il fatto che Scheuer avesse già firmato i contratti con i gestori alla fine del 2018, senza attendere l'esito del procedimento dinanzi alla CGE. La Procura gli contesta di aver deliberatamente rappresentato in modo falso, in commissione, come si giunse a quella firma anticipata dei contratti.
Indagini e commissione d'inchiesta
La Procura di Berlino aveva annunciato all'inizio di maggio 2022 di aver avviato un procedimento investigativo nei confronti di Scheuer e di Schulz. Dopo circa quattro anni di indagini è stato formulato il capo d'imputazione, che il tribunale ha ammesso a fine maggio.
Il fiasco del pedaggio è costato molto denaro allo Stato tedesco: a seguito di un'intesa raggiunta dopo un primo arbitrato con i gestori inizialmente previsti, lo Stato tedesco ha dovuto versare complessivamente circa 243 milioni di euro a titolo di risarcimento danni. Nell'intesa fu pattuito un indennizzo per i mancati guadagni e le spese delle società di gestione.
Un secondo arbitrato su ulteriori pretese non è ancora concluso, secondo quanto emerge dal procedimento. Complessivamente i costi per il Bund potrebbero quindi aumentare ancora sensibilmente, poiché sono ancora pendenti cause conseguenti e ulteriori arbitrati.
Il Bundestag aveva appositamente istituito una commissione d'inchiesta sul pedaggio per le auto, per chiarire le responsabilità politiche del progetto fallito. Nell'ambito delle loro audizioni Scheuer e Schulz deposero, ma le loro dichiarazioni furono poi messe in discussione da altri documenti e testimonianze.
L'attuale accusa di falsa deposizione si riferisce alle dichiarazioni rese in quella commissione. Se il tribunale dovesse confermare gli addebiti, gli imputati rischiano una pena pecuniaria o detentiva. La possibile sanzione, in caso di condanna, andrebbe, a seconda della valutazione del tribunale, da una multa a una pena detentiva fino a cinque anni.
Svolgimento e possibili conseguenze
Il Landgericht di Berlino ha inizialmente calendarizzato dodici giorni di udienza per il processo principale. Il procedimento dovrebbe durare fino al 25 novembre. Per ogni giorno di udienza sono convocati diversi testimoni e periti, tra cui ex collaboratori del ministero federale dei Trasporti e rappresentanti delle società di gestione.
Scheuer è stato ministro federale dei Trasporti dal 2018 al 2021 nel gabinetto della cancelliera Angela Merkel e in seguito brevemente sotto il cancelliere Olaf Scholz. Dopo la fine della coalizione semaforo e la sua uscita dal Bundestag nell'aprile 2024, oggi è attivo come imprenditore.
La CSU si è finora espressa con cautela sul procedimento penale in corso. A Monaco si è detto che si attenderà l'esito del procedimento e si lascerà fare il suo lavoro alla giustizia. Anche il governo federale, su richiesta, non ha voluto rilasciare dichiarazioni e ha rinviato al procedimento in corso.
Entro l'inizio dell'udienza principale il 21 settembre, entrambi gli imputati dovranno nuovamente prendere posizione nel merito. Seguirà quindi l'assunzione delle prove, nella quale si dovrà verificare, tra l'altro, l'autenticità dei documenti contrattuali e di e-mail interne del ministero dei Trasporti.
Si guarda con attenzione a quali testimoni il tribunale convocherà. Dalla commissione d'inchiesta sono già disponibili diversi protocolli, nei quali ex collaboratori descrivono in parte gli sviluppi in modo diverso rispetto a Scheuer e Schulz. In caso di condanna, ciò potrebbe avere anche conseguenze politiche per la rielaborazione del fiasco del pedaggio.
Parallelamente presso il Bundesrechnungshof è ancora in corso una verifica volta ad accertare se il fallimento del pedaggio abbia arrecato ulteriori danni finanziari al Bund. Una relazione conclusiva è attesa non prima della fine del procedimento penale.
Questions & Answers
Cosa contesta la Procura ad Andreas Scheuer?
La Procura di Berlino accusa Scheuer di aver consapevolmente reso false dichiarazioni nella commissione d'inchiesta del Bundestag sul pedaggio per le auto. L'accusa è stata ammessa a fine maggio; l'inizio del processo è fissato per il 21 settembre presso il Landgericht di Berlino.
Perché il pedaggio per le auto è fallito davanti alla CGE?
La Corte di giustizia europea ha dichiarato illegale nel 2019 il previsto pedaggio per le auto, perché avrebbe discriminato gli utenti della strada stranieri. Il governo federale fu pertanto costretto a bloccare il progetto.
Quanto è costato ai contribuenti il fiasco del pedaggio?
A seguito di un'intesa raggiunta nel primo arbitrato, lo Stato tedesco ha dovuto versare circa 243 milioni
Scheuer in tribunale: processo sul pedaggio dal 21 | quotidiano360