Prima accusa ai sensi della legge di divieto contro un membro del gruppo neonazista di hooligan "Unsterblich Wien"
Vienna, 15 giugno 2026
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Summary
La Procura di Vienna, dopo ampie indagini e numerose perquisizioni domiciliari, ha sporto una prima accusa per violazione della legge di divieto contro un membro del gruppo di hooligan di estrema destra "Unsterblich Wien". L'imputato, un quarantunenne e, secondo la DSN, "il più stretto confidente" del neonazista condannato Gottfried Küssel, sarebbe apparso più volte in pubblico con simboli nazisti su giacche di cuoio.
Vienna, 15 giugno 2026
La Procura di Vienna, dopo ampie indagini e numerose perquisizioni domiciliari, ha sporto una prima accusa per violazione della legge di divieto contro un membro del gruppo di hooligan di estrema destra "Unsterblich Wien".
Aggiornamento del 15 giugno 2026: La Procura di Vienna ha ora – dopo mesi di lavoro investigativo della Direzione protezione dello Stato e servizio informazioni (DSN) – presentato una prima accusa per riattivazione (Wiederbetätigung) contro un membro noto per nome del gruppo neonazista di hooligan "Unsterblich Wien". Si tratta di un formale colpo giudiziario contro la scena attiva da anni nell'ambiente dell'FK Austria Wien. L'accusa si basa su numerose perquisizioni domiciliari a Vienna e in Bassa Austria, nel corso delle quali, nel settembre 2023, erano stati perquisiti in totale 13 sospettati e sequestrati ingenti materiali nazisti.
Cosa c'è di nuovo dal 15 giugno 2026
"Unsterblich Wien" è un gruppo di hooligan in maggioranza neonazista dell'FK Austria Wien, che era già stato escluso dall'Austria di Vienna dall'associazione nel 2013. All'epoca tutti i membri e sostenitori noti per nome dell'organizzazione erano stati colpiti da divieti d'accesso allo stadio, dopo che il gruppo aveva attirato l'attenzione anche al di fuori degli stadi, tra l'altro, con un attacco a un'associazione di migranti nella "Ernst-Kirchweger-Haus" a Vienna-Favoriten. È quanto emerge dalle ricerche del ricercatore sull'estremismo di destra Andreas Peham dell'Archivio documentario della Resistenza austriaca (DÖW), che ha inquadrato il gruppo in un confronto con l'APA.
Il quarantunenne ora imputato è considerato, secondo la Direzione protezione dello Stato e servizio informazioni (DSN), uno dei "più stretti confidenti" del neonazista condannato Gottfried Küssel e della sua "Ferialverbindung Imperia". Secondo la DSN, l'imputato è "da anni un appartenente ideologizzato ovvero indottrinato della scena neonazionalsocialista". La Procura presume che possedesse il materiale nazista sequestratogli anche con l'intento di diffonderlo.
Contesto: il gruppo "Unsterblich Wien"
Al centro dell'accusa vi è l'esposizione pubblica di una giacca di cuoio (Lederkutte) sulla cui parte posteriore era visibile un teschio ispirato alla divisione SS "Totenkopf". È così comparso più volte con la giacca di cuoio, sul cui retro era visibile un teschio ispirato alla divisione SS "Totenkopf". Anche il nome "Unsterblich" era riportato sulla giacca. Secondo l'atto d'accusa, avrebbe indossato la giacca, tra l'altro, in occasione di una trasferta della Wiener Austria a Maria Enzersdorf nel marzo 2022, e dunque in modo percepibile da almeno più di 30 persone – circostanza che, secondo l'accusa, integrerebbe la fattispecie della riattivazione ai sensi della legge di divieto.
Oltre alla giacca, l'imputato avrebbe indossato anche una maglietta con il teschio e la sigla "HH" per la parola d'ordine "Heil Hitler". La Procura qualifica queste apparizioni come riattivazione continuata ai sensi della legge di divieto, sebbene il quarantunenne fosse già stato condannato in via definitiva nel novembre 2022 per una violazione della legge di divieto. Anche successivamente, secondo le indagini, si sarebbe mostrato in pubblico con simbologia nazionalsocialista, ad esempio in occasione di un'altra manifestazione sportiva a Schwechat nel marzo 2023.
L'imputato e il suo entourage
Nel corso della perquisizione del settembre 2023 gli investigatori trovarono inoltre un coltello di lunghezza complessiva pari a 18 cm e lunghezza della lama di 8 cm, affilato su entrambi i lati – sebbene all'imputato fosse giudizialmente vietato il possesso di armi. Anche questo reperto confluisce nell'accusa. Il sequestro di numerosi oggetti devozionali nazisti presso i 13 sospettati complessivamente perquisiti avvalora, secondo la valutazione della DSN, il quadro di un gruppo neonazista strutturato, che non si limita all'abbigliamento da tifoso.
Dal materiale sequestrato, gli investigatori citano scritti dell'imputato dal chiaro carattere di professione di fede: „Die BRD (Bundesrepublik Deutschland, Anm.) ist uns egal und völlig gleich, denn unsere Heimat ist das Deutsche Reich" – un passaggio che, secondo la Procura, sottolinea lo sfondo ideologico del gruppo "Unsterblich Wien" e del suo entourage facente capo a Gottfried Küssel. In un altro passaggio citato si legge: „Die Republik ist uns egal, vollkommen gleich, denn unser Auftrag ist und bleibt das Deutsche Reich." La Procura presume che possedesse il materiale anche con l'intento di diffonderlo.
La Direzione protezione dello Stato e servizio informazioni indaga su "Unsterblich Wien" dal novembre 2021, poiché i seguaci del gruppo già da allora continuavano a fare pubblicamente mostra di sé con giacche di cuoio sulle quali erano presenti simboli nazisti stilizzati. L'attuale accusa segna il culmine provvisorio di queste indagini ed è la prima accusa per riattivazione sporta in connessione diretta con il gruppo di hooligan. Essa potrebbe avere anche un effetto di segnalazione nei confronti degli altri 12 soggetti perquisiti.
Simbologia nazista durante una trasferta
Il ricercatore sull'estremismo di destra Andreas Peham del DÖW richiama, nel colloquio con l'APA, come "Unsterblich Wien" intrattenga anche buoni contatti con hooligan neonazisti in tutta Europa, in particolare con quelli di Bratislava e Brno. Queste reti transnazionali sarebbero tipiche della scena, che si concepisce come movimento cameratesco al di là dei confini nazionali. L'accusa contro un singolo membro viene pertanto letta dagli osservatori anche come un segnale all'intera scena europea degli hooligan neonazisti.
L'FK Austria Wien si era già distanziato da "Unsterblich Wien" nel 2013, nell'ambito di un adeguamento del catalogo di misure contro radicalismo e antisemitismo dell'associazione. All'epoca tutti i membri e sostenitori noti per nome dell'organizzazione erano stati colpiti da divieti d'accesso allo stadio – misura che viene mantenuta ancora oggi. Il caso attuale dimostra tuttavia che la formale presa di distanza da sola evidentemente non è bastata a dissuadere i membri da ulteriori apparizioni pubbliche con simbologia nazista.
Dal punto di vista della Procura di Vienna, la fattispecie della riattivazione risulta integrata per il fatto che la giacca con il simbolo del teschio è stata indossata in modo percepibile da almeno 30 persone durante una trasferta dell'Austria a Maria Enzersdorf nel marzo 2022. Gli investigatori lo valutano come una dimostrazione di ideologia nazista nello spazio pubblico, punibile ai sensi della legge di divieto. L'atto d'accusa richiama inoltre la condanna precedente dell'imputato del novembre 2022, che completa il quadro di un'attività riattivata continuata.
Sequestri e precedenti condanne specifiche
Per la magistratura l'accusa è al contempo un test: dopo anni di indagini, un'ondata di perquisizioni su larga scala nel settembre 2023 e il sequestro di ingenti ogget
Accusa contro hooligan di "Unsterblich Wien": legge di | quotidiano360