Previsione ONU: la popolazione mondiale raggiungerà il picco a metà degli anni 2080
Ginevra, 10 luglio 2026
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Summary
Secondo l'attuale previsione dell'ONU, la popolazione mondiale crescerà ancora per circa 50 anni e raggiungerà il suo picco a metà degli anni 2080 con circa 10,3 miliardi di persone. A livello regionale, l'evoluzione è molto differenziata: mentre 63 paesi sono già in declino demografico, altre parti dell'Africa e dell'Asia continueranno a crescere almeno fino al 2054.
Ginevra, 10 luglio 2026
Secondo l'attuale previsione dell'ONU, la popolazione mondiale crescerà ancora per circa 50 anni e raggiungerà il suo picco a metà degli anni 2080 con circa 10,3 miliardi di persone.
Il cambiamento demografico si sviluppa in modo molto diverso a livello regionale
Attualmente vivono sulla Terra, secondo le stime delle Nazioni Unite (ONU), circa 8,3 miliardi di persone. Ma l'umanità si avvicina a un punto di svolta. Entro la metà degli anni 2080, l'ONU prevede un aumento a circa 10,3 miliardi di persone, prima che il numero della popolazione globale raggiunga il picco e poi diminuisca leggermente.
Il cambiamento demografico avviene in modo estremamente differenziato a livello regionale. In 63 paesi e territori – tra cui Giappone, Russia e Cina – la popolazione è già in calo, secondo i dati dell'ONU. In alcuni di questi Stati, come la Repubblica Democratica del Congo, la Nigeria e la Somalia, il numero di abitanti dovrebbe addirittura raddoppiare tra il 2024 e il 2054, spiegano gli esperti.
Frank Swiaczny dell'Istituto federale per la ricerca sulla popolazione (BiB) spiega il contesto: „Sempre più persone raggiungono oggi un'età avanzata grazie al miglioramento delle condizioni di vita e dell'assistenza medica." Allo stesso tempo, il numero medio di figli per donna è diminuito nettamente a livello mondiale negli ultimi decenni – da quattro figli a metà degli anni '70 a circa 2,2 attualmente.
Il dividendo demografico come opportunità – e rischio
Questa tendenza ha conseguenze significative per l'economia e i sistemi sociali. Quando le generazioni del baby boom raggiungono l'età lavorativa, si apre per molti paesi la possibilità di un cosiddetto dividendo demografico. Swiaczny lo formula così: „Una popolazione attiva numerosa con spese sociali ancora basse può favorire le condizioni per investimenti più elevati e crescita economica."
Tuttavia, questa opportunità è legata a condizioni precise. Solo se sono disponibili sufficienti opportunità di istruzione e occupazione, i lavoratori aggiuntivi possono essere effettivamente impiegati in modo produttivo. Se questi investimenti mancano, si profila il rischio opposto: un gran numero di giovani in cerca di lavoro senza prospettive, che può aggravare le tensioni sociali.
Consumo di risorse: il divario di benessere caratterizza il dibattito
Le Nazioni Unite osservano al contempo enormi differenze regionali nel consumo di risorse. Swiaczny sottolinea: „A livello globale, le persone con il dieci percento più alto di benessere sono responsabili di circa la metà del consumo di risorse." La metà più povera della popolazione mondiale consuma meno del dieci percento. Questo divario tra benessere e consumo è una sfida centrale per i prossimi decenni.
In condizioni ottimali, gli esperti partono dal presupposto che la Terra possa sfamare i 10,3 miliardi di persone previsti. Tuttavia, il presupposto è un significativo aumento dell'efficienza delle risorse, una riduzione degli sprechi alimentari e un uso più sostenibile di suolo, acqua ed energia. Come queste condizioni possano essere attuate a livello globale è una delle grandi questioni aperte.
La dimensione storica evidenzia il ritmo della crescita attuale: dalla comparsa dell'uomo moderno, circa 50.000 anni fa, si stima che siano vissute sulla Terra circa 117 miliardi di persone. La crescita attuale, pari a circa un miliardo di persone per decimo, è senza precedenti in questo lungo arco di tempo.
Anche l'Austria registra una crescita rallentata
Anche in Austria si manifesta la tendenza a una crescita rallentata. All'inizio del 2026, in Austria hanno vissuto, secondo i dati definitivi di Statistik Austria, 9.215.956 persone. Si tratta di 18.743 persone, ovvero lo 0,2 percento, in più rispetto all'anno precedente. L'aumento è quindi solo la metà rispetto al 2024, quando si era registrato un incremento di 38.463 persone. Una crescita così bassa in Austria si era registrata l'ultima volta nel 2009, con un aumento di 16.640 persone.
Il picco mondiale a metà degli anni 2080 sarà determinato, secondo le stime dell'ONU, soprattutto da due fattori: una popolazione ancora in crescita in 126 paesi – soprattutto nell'Africa subsahariana e in parti dell'Asia – accompagnata da tassi di natalità in calo e da una crescente aspettativa di vita negli Stati industrializzati. L'interazione di queste dinamiche deciderà esattamente quando verrà raggiunto il picco globale.
Sfide politiche e scientifiche
Per la politica internazionale, la previsione comporta un notevole fabbisogno di pianificazione. Le questioni della sicurezza alimentare, dell'approvvigionamento energetico, della migrazione e dei sistemi sanitari devono essere pensate in un orizzonte temporale che va ben oltre le singole legislature. Organizzazioni internazionali come l'ONU svolgono un ruolo centrale nella produzione di dati comparabili.
Nel dibattito scientifico, gli esperti sottolineano che la popolazione mondiale non può essere considerata in modo isolato. L'impronta ecologica, la crisi climatica e la perdita di biodiversità rappresentano sfide indipendenti, ma strettamente intrecciate con la crescita demografica. Un'analisi puramente numerica è quindi insufficiente.
Swiaczny sottolinea altresì che la previsione dell'ONU viene regolarmente adeguata. Nuovi dati su nascite, mortalità e migrazione confluiscono continuamente. L'attuale ipotesi di un picco di 10,3 miliardi a metà degli anni 2080 è quindi da intendersi come la migliore stima attualmente disponibile, non come una previsione esatta.
Previsione con incertezze
Una cosa è certa: i prossimi decenni mostreranno se l'umanità riuscirà a creare i presupposti per sfamare in modo sostenibile la popolazione in crescita, offrire istruzione e lavoro e al contempo preservare i limiti planetari. Le decisioni in tal senso vengono prese ora.
L'ONU prevede che la popolazione mondiale crescerà ancora per 50 anni. Continueranno a nascere più persone di quante ne muoiano, ma con una tendenza decrescente. Se il picco verrà effettivamente raggiunto a metà degli anni 2080 dipenderà in misura determinante dall'evoluzione nei 126 paesi la cui popolazione, secondo i dati dell'ONU, continuerà a crescere almeno fino al 2054.
Questions & Answers
Quante persone vivono attualmente sulla Terra?
Secondo le stime delle Nazioni Unite, attualmente vivono sulla Terra circa 8,3 miliardi di persone. Entro la metà degli anni 2080, la popolazione mondiale salirà, secondo l'attuale previsione dell'ONU, a circa 10,3 miliardi.
Quali paesi sono particolarmente interessati dalla crescita demografica?
126 paesi – soprattutto nell'Africa subsahariana e in parti dell'Asia – continueranno a crescere almeno fino al 2054, secondo i dati dell'ONU. In alcuni Stati, come la Repubblica Democratica del Congo, la Nigeria e la Somalia, il numero di abitanti potrebbe addirittura raddoppiare tra il 2024 e il 2054.
Cosa si intende per dividendo demografico?
Per dividendo demografico si intende l'opportunità che una popolazione attiva numerosa, con spese sociali relativamente basse, possa
Popolazione mondiale: previsione ONU fino agli anni 2080 | quotidiano360