Pogacar corona la tappa regina all'Alpe d'Huez ed è vicinissimo alla quinta vittoria finale al Tour
Alpe d'Huez, 25 luglio 2026
AI-generated image (z-image via Kie.ai)
Summary
Tadej Pogacar ha vinto la tappa regina del 113° Tour de France all'Alpe d'Huez ed ha ampliato nettamente il suo vantaggio in classifica generale. Prima della finale di Parigi domenica lo sloveno dista 7:11 da Remco Evenepoel e 9:42 da Isaac del Toro.
Alpe d'Huez, 25 luglio 2026
Tadej Pogacar ha vinto la 19ª tappa del 113° Tour de France all'Alpe d'Huez ed ha ampliato il suo vantaggio in classifica generale a 7:11 minuti su Remco Evenepoel; lo sloveno è dunque avviato verso la sua quinta vittoria finale al Tour.
Una cavalcata record doma il mito
Pogacar ha completato la salita finale di 13,8 chilometri, con una pendenza media dell'8,1 percento, in 35:26 minuti, battendo nettamente il record che resisteva da quasi 30 anni, stabilito dall'italiano Marco Pantani nel 1997. Sulle tracce dell'italiano, che all'epoca aveva scalato la montagna in 36:40 minuti, Pogacar ha pedalato a una media di 23,3 chilometri orari, polverizzando il primato di ben 1:24 minuti. Già il giorno prima aveva stabilito il record di velocità; ora, sulla tappa regina, ha aggiunto un ulteriore colpo di classe sportiva.
Tappa chiave con 5.600 metri di dislivello
La tappa si è sviluppata su 127,9 chilometri da Gap all'Alpe d'Huez ed era considerata, con circa 5.600 metri di dislivello, la più dura della Francia in bicicletta di quest'anno. In programma c'erano tre salite della categoria più alta, tra cui il Col de la Croix-de-Fer, il Col du Télégraphe e il Col du Galibier, considerato il tetto del Tour con una pendenza media di quasi il sette percento su 17,7 chilometri. Più di mezzo milione di spettatori ha creato sulla montagna un'atmosfera da bolgia, lasciando ai professionisti, sulla salita finale, a tratti solo un piccolo varco.
All'imbocco della salita finale era ancora in testa un gruppo di fuggitivi composto da 15 unità, con oltre tre minuti di vantaggio. Ma Pogacar ha sferrato l'attacco decisivo già a 13 chilometri dal traguardo, staccando anche gli ultimi fuggitivi a circa 700 metri dall'arrivo. Alla fine lo sloveno ha trionfato davanti al beniamino di casa francese Lenny Martinez e all'ecuadoregno Richard Carapaz, vincitore dell'oro olimpico a Tokyo, che si era imposto anche il giorno prima. Anche lo statunitense Sepp Kuss faceva parte del gruppo di testa, ma non ha potuto tenere il ritmo di Pogacar.
Prestazione dominante contro Evenepoel e Seixas
Nonostante lo sforzo del giorno prima, Pogacar ha dichiarato di avere avuto gambe forti. «Ich hatte gute Beine und es gibt nicht mehr viele, die mit mir mithalten können», ha detto il leader. Già dopo due dei 13,8 chilometri il leader della generale aveva attaccato, staccando senza apparente fatica i suoi principali rivali rimasti, Remco Evenepoel e il giovane francese Paul Seixas. Anche il suo compagno di squadra Felix Gall, schierato il giorno prima come capitano della Decathlon, non è riuscito a reggere il ritmo.
In classifica generale il 27enne ha portato il suo vantaggio sul doppio campione olimpico belga Evenepoel, giunto al traguardo con 2:29 minuti di ritardo in sesta posizione, a 7:11 minuti. Il terzo posto è occupato dal compagno di squadra di Pogacar, il messicano Isaac del Toro, che si trova a 9:42 minuti dal battistrada. Grazie all'aiuto di Pogacar in tappa, del Toro è riuscito a mettere in salvo il suo posto sul podio. «Es war eine Ehre, heute für Isaac zu fahren», ha detto Pogacar dopo la corsa, parlando di un «unvorstellbaren» doppio successo per la squadra.
Lipowitz sfiora il podio
Il palatino Florian Lipowitz, vincitore della 16ª tappa, ha mancato di poco il podio del Tour, classificandosi quinto con 10:06 minuti di ritardo. «Felix hat ein gutes Tempo vorgelegt. Es hat heute halt einfach nicht gereicht», ha detto il visibilmente deluso Lipowitz alla ZDF. Richard Carapaz, grazie al terzo posto di tappa, è invece risalito dal decimo all'ottavo posto in classifica generale. Lo svizzero Yannis Voisard ha vissuto una giornata positiva, tagliando il traguardo al 13° posto.
Primo vincitore sloveno all'Alpe d'Huez
Con il suo primo trionfo nella leggendaria località sciistica, Pogacar è il primo vincitore sloveno all'Alpe d'Huez, tornata in programma per la prima volta dopo quattro anni. «Dieses Jahr wird es ikonisch sein, weil wir zweimal dort hochfahren», aveva profetizzato la superstar alla vigilia. Con la vittoria all'Alpe d'Huez lo sloveno ha arricchito ulteriormente la sua collezione: si tratta del suo quinto successo di tappa in questo Tour e del 26° in totale. Nella classifica di sempre delle vittorie di tappa lo precedono solo Mark Cavendish con 35 e i due vincitori di cinque Tour Eddy Merckx con 34 e Bernard Hinault con 28.
La tappa regina ha però avuto anche ombre. Il professionista carinziano del team Tudor ha perso la traiettoria circa 75 chilometri dal traguardo, dopo la discesa dal Col du Noyer, ed è andato a sbattere contro il basamento cementato di un segnale stradale. Il 33enne è stato visitato brevemente, in corsa, dal medico ufficiale del Tour, ed ha potuto proseguire la gara senza lesioni gravi apparenti. Il secondo incidente della giornata si è verificato sul Col du Noyer stesso, dove un altro corridore è caduto ed è stato costretto al ritiro.
Ondata di malattie e caduta offuscano la corsa
Dietro le quinte, diversi corridori hanno riferito di un'ondata di casi di malattia nel plotone. «Man hört von vielen Fahrern im Feld, dass sie angeschlagen sind und krank sind», ha detto un professionista. Anche Nils Politt ha lottato con le fatiche: «Wir versuchen uns zu separieren», ha spiegato, illustrando la tattica della sua squadra, quella di stare nel mezzo del gruppo per sottrarsi alla bagarre.
Tappa regina per il secondo anno consecutivo
Prima della grande finale di Parigi, ai corridori resta sabato una frazione ancora di 170,9 chilometri, quando la tappa regina del Tour de France di quest'anno si concluderà per il secondo anno consecutivo all'Alpe d'Huez – questa volta però dal versante opposto, con il Col de la Croix-de-Fer, il Col du Galibier a 2.642 metri e il Col du Sarenne come ulteriori highlights. La tappa da Le Bourg-d'Oisans all'Alpe d'Huez si preannuncia ancora una volta come uno spettacolo ciclistico di prima grandezza.
Al posto dei 133 chilometri originariamente previsti, domenica ne resteranno solo 89, quando il 113° Tour de France si concluderà tradizionalmente sugli Champs-Élysées a Parigi. In quest'ultima tappa per Pogacar si tratterà soltanto di portare a casa in sicurezza il quinto successo finale. Porta ininterrottamente la maglia gialla di leader della generale dalla settima tappa.
Verso il club dei vincitori di cinque Tour
Con il quinto successo al Tour, Pogacar entrerebbe nell'illustre cerchio dei vincitori di cinque Tour, al quale appartengono Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain, oltre al britannico Christopher Froome con quattro successi. Se lo sloveno ci riuscisse, negli anni a venire potrebbe spingersi ancora più in là, verso il record di undici successi nei Grandi Giri detenuto da Eddy Merckx. Alla Vuelta a España 2019 Pogacar era già arrivato terzo come diciannovenne; nel
Pogacar vince all'Alpe d'Huez: successo finale a portata di | quotidiano360