Pentagon chiude stampa ai giornalisti, giugno 2026 | quotidiano360
Pentagon chiude l'ufficio stampa ai giornalisti: classificato come area con informazioni riservate
Washington, 2 giugno 2026
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Summary
Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha dichiarato il proprio ufficio stampa area con informazioni classificate, vietandone l'accesso ai giornalisti a partire dal 2 giugno 2026. La mossa, annunciata dal portavoce Joel Valdez, segue una serie di restrizioni già contestate in tribunale dal New York Times.
Washington, 2 giugno 2026
Il Pentagon ha annunciato il 2 giugno 2026 la chiusura immediata del proprio ufficio stampa ai giornalisti, dichiarando l'area a causa della presenza di redattori di discorsi che maneggiano regolarmente materiale classificato.
Il portavoce del Dipartimento della Difesa americano, Joel Valdez, ha comunicato che da martedì 2 giugno 2026 i rappresentanti dei media non potranno più accedere ai locali dell'ufficio stampa del Pentagono. La decisione, definita di applicazione immediata, è stata riportata inizialmente dal Deutschlandfunk e successivamente confermata da altre testate internazionali.
Secondo quanto spiegato da Valdez, l'ufficio è stato ufficialmente dichiarato un "Bereich mit geheimen Informationen" – un'area con informazioni classificate. La motivazione addotta è che tra i dipendenti che vi lavorano figurano i redattori dei discorsi ufficiali, i quali gestiscono "routinemäßig mit Verschlusssachen", ovvero regolarmente materiale coperto da segreto.
Il portavoce ha dichiarato testualmente: "Infolgedessen ist es Journalisten künftig nicht mehr gestattet, die Büroräume zu betreten." In altre parole, ai giornalisti non sarà più permesso in futuro entrare nei locali dell'ufficio stampa del Pentagono. La misura rappresenta un ulteriore inasprimento delle regole già introdotte nei mesi scorsi dal Dipartimento della Difesa nei confronti della stampa.
La motivazione ufficiale: scrittori di discorsi a contatto con segreti
Oltre alla chiusura fisica dello spazio di lavoro precedentemente riservato ai rappresentanti dei media, il Pentagono ha imposto un'ulteriore restrizione: i giornalisti possono ora muoversi all'interno dell'edificio soltanto se accompagnati da una "Aufsichtsperson", un funzionario di sorveglianza. La norma rende di fatto impossibile per i reporter interagire liberamente con le fonti interne o svolgere autonomamente il proprio lavoro di copertura.
La decisione giunge a circa tre mesi da una sentenza della magistratura federale che aveva giudicato in parte incostituzionale la strategia adottata dal Pentagono. In marzo, infatti, un giudice federale aveva accolto parzialmente la causa intentata dal New York Times, stabilendo che alcune delle restrizioni imposte violavano il Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, che garantisce la libertà di stampa.
Il New York Times aveva citato in giudizio il Dipartimento della Difesa dopo che, nello scorso autunno, erano state emanate nuove direttive in base alle quali ai giornalisti accreditati era vietato pubblicare informazioni non preventivamente approvate dal Pentagono. Le stesse linee guida proibivano inoltre di contattare fonti non autorizzate all'interno dell'apparato della Difesa.
La causa del New York Times e la sentenza di marzo
Le nuove regole erano contenute in un catalogo di circa 21 pagine, che quasi tutte le principali testate americane avevano rifiutato di firmare. La mancata sottoscrizione aveva di fatto aperto lo scontro legale culminato nella sentenza di marzo, che pure non è riuscita a fermare l'inasprimento delle misure adottato nelle ultime settimane.
La chiusura dell'ufficio stampa si inserisce in un quadro più ampio di irrigidimento dei rapporti tra l'amministrazione e i media. Da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca, il governo degli Stati Uniti ha progressivamente inasprito le regole che disciplinano l'accesso dei giornalisti alle istituzioni federali e la copertura delle attività dell'esecutivo.
Un capitolo significativo di questa strategia riguarda la composizione del pool stampa della Casa Bianca, il gruppo ristretto di giornalisti che segue quotidianamente il presidente. Recentemente, la composizione del pool è stata modificata e agenzie di stampa di primo piano come Associated Press, Reuters e Bloomberg hanno perso i propri posti fissi.
Il riassetto del pool stampa della Casa Bianca
Al loro posto sono stati ammessi influencer dei social media, in una scelta che ha sollevato forti critiche da parte delle associazioni di categoria dei giornalisti. La decisione è stata letta come un segnale di preferenza verso canali di comunicazione più diretti e meno soggetti a verifica editoriale tradizionale.
Lo stesso Trump, in più occasioni, ha definito "Fake News" le inchieste e i resoconti giornalistici giudicati scomodi, arrivando a intraprendere azioni mirate contro singole testate. Questa retorica, secondo diversi osservatori, ha contribuito a creare un clima in cui le restrizioni sistematiche all'accesso dei media trovano minore opposizione politica.
L'episodio di giugno 2026 segna un punto di escalation significativo: per la prima volta, un intero ufficio stampa di un dipartimento federale viene dichiarato area classificata, con l'effetto pratico di estromettere i giornalisti da uno dei principali snodi di comunicazione del governo. Le organizzazioni a tutela della libertà di stampa hanno annunciato l'intenzione di valutare nuove iniziative legali.
Un quadro di crescenti restrizioni ai media
La sentenza federale di marzo aveva dichiarato solo parzialmente incostituzionale l'approccio del Pentagono, lasciando aperte diverse questioni interpretative. La mossa attuale, dichiarando un'intera area come sensibile sotto il profilo della sicurezza, potrebbe essere studiata per eludere i punti della sentenza che il Dipartimento era stato obbligato a rivedere.
Dal punto di vista pratico, le testate che mantengono corrispondenti accreditati al Pentagono si trovano ora nell'impossibilità di accedere autonomamente allo spazio in cui si svolgeva la routine quotidiana di briefing e contatti informali con i funzionari. L'unico canale residuo resta la richiesta di accompagnamento, soggetto ad approvazione preventiva e a tempi non prevedibili.
Diversi commentatori hanno sottolineato come la decisione rischi di compromettere la capacità stessa del giornalismo investigativo di operare su uno dei dicasteri più rilevanti dell'amministrazione americana, sia per le questioni di politica estera sia per quelle di bilancio della difesa, che ammonta a centinaia di miliardi di dollari l'anno.
Conseguenze pratiche per il giornalismo al Pentagono
L'ufficio stampa del Pentagono, fin dalla sua istituzione, aveva rappresentato uno dei punti di contatto più frequentati tra istituzioni federali e media, anche in ragione del ruolo globale svolto dalle forze armate americane. La sua trasformazione in area ad accesso limitato solleva interrogativi che vanno oltre la singola controversia e investono il rapporto tra potere esecutivo e diritto dei cittadini a essere informati.
Al momento, il Dipartimento della Difesa non ha annunciato alcuna revisione della misura né ha indicato una tempistica per un possibile ripristino delle condizioni precedenti. Le organizzazioni professionali dei giornalisti, da parte loro, stanno studiando se e come impugnare la nuova decisione, anche alla luce del precedente giudiziario già acquisito.
L'episodio si inserisce in una tendenza di lungo periodo che, dalla tornata elettorale del 2024, ha visto un progressivo ridimensionamento degli spazi tradizionalmente garantiti alla stampa. La dichiarazione di segretezza dell'ufficio stampa rappresenta, in questa prospettiva, il passaggio più radicale finora intrapreso dall'amministrazione nei confronti dei media accreditati.
Questions & Answers
Perché il Pentagono ha chiuso l'ufficio stampa ai giornalisti?
Il portavoce Joel Valdez ha spiegato che l'ufficio è stato dichiarato area con informazioni classificate perché vi lavorano redattori di discorsi che maneggiano regolarmente materiale coperto da segreto ("routinemäßig mit Verschlusssachen").
Quale ruolo ha avuto il New York Times nella vicenda?
Il New York Times ha intentato una causa contro il Dipartimento della Difesa dopo le restrizioni introdotte nell'autunno 2025; un giudice federale ha dichiarato in parte incostituzionale l'approccio del Pentagono in una sentenza del marzo 2026.
In che modo la decisione si collega alle politiche dell'amministrazione Trump?
Da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca il governo ha irrigidito le regole sui media, modificando la composizione del pool stampa presidenziale a favore di influencer e designando come "Fake News" le inchieste sgradite, in un contesto di crescente limitazione dell'accesso dei giornalisti alle istituzioni.