ORF tagli 85 milioni 2026: Thurnher annuncia risparmi | quotidiano360
ORF annuncia tagli per 85 milioni: “Il pubblico lo sentirà”
VIENNA — La direttrice generale dell’ORF Ingrid Thurnher ha lanciato un allarme martedì sera durante la cerimonia di premiazione dei giornalisti dell’anno presso l’ORF-Zentrum, definendo la prevista cancellazione di una compensazione federale da 85 milioni di euro un colpo “che scuote le fondamenta” dell’emittente pubblica.
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Summary
La direttrice generale dell’ORF Ingrid Thurnher ha avvertito che il pubblico avvertirà i tagli derivanti dalla cancellazione di una compensazione federale da 85 milioni di euro. L’emittente pubblica austriaca si prepara a un’ondata di licenziamenti e a ulteriori riduzioni dell’offerta, mentre proseguono le verifiche sulle accuse a ORF III.
VIENNA — La direttrice generale dell’ORF Ingrid Thurnher ha lanciato un allarme martedì sera durante la cerimonia di premiazione dei giornalisti dell’anno presso l’ORF-Zentrum, definendo la prevista cancellazione di una compensazione federale da 85 milioni di euro un colpo “che scuote le fondamenta” dell’emittente pubblica.
La direttrice generale dell’ORF Ingrid Thurnher ha dichiarato che la prevista cancellazione di una compensazione federale da 85 milioni di euro rappresenta una misura che “scuote le fondamenta” dell’emittente pubblica austriaca, avvertendo che il pubblico percepirà direttamente le conseguenze dei necessari tagli.
L’allarme della direttrice generale
“Das ist in einer Dimension und Kurzfristigkeit, die an den Grundfesten rüttelt”, ha spiegato Ingrid Thurnher durante la cerimonia di premiazione dei giornalisti dell’anno presso l’ORF-Zentrum. La direttrice generale ha collegato l’emergenza finanziaria alla proposta avanzata dal portavoce per i media dell’ÖVP Nico Marchetti, che metterebbe in discussione l’esistenza stessa dell’emittente così come è conosciuta.
“Der von ÖVP-Mediensprecher Nico Marchetti ins Spiel gebrachte Schritt stelle infrage, ‘dass es den ORF, so wie wir ihn kennen, in dieser Ausprägung, dieser Größe und dieser Stärke noch geben kann’, sagte Thurnher.”
La direttrice ha poi aggiunto un avvertimento esplicito sulle ricadute per il pubblico: “Das Publikum wird es spüren”. Nonostante la gravità della situazione, Thurnher ha indicato l’esistenza di limiti invalicabili, concentrati sul nucleo del mandato di servizio pubblico: “unabhängige, qualitätsvolle Information”. In quell’ambito, ha precisato, “der ORF ist nicht Spielball der Politik. Der ORF gehört dem Publikum.”
La dimensione finanziaria dei tagli
Secondo quanto riportato da diverse fonti, oltre all’attuale pacchetto di risparmi già in corso, sull’emittente graverebbe un ulteriore onere compreso tra 80 e 90 milioni di euro all’anno. I 85 milioni in questione rappresentano una compensazione federale che il governo intende eliminare nell’ambito del consolidamento di bilancio, con effetto già dal prossimo cambio d’anno.
L’ORF è impegnato da anni in un massiccio programma di austerità. Il congelamento del canone domestico a 15,30 euro, deciso dal governo federale, comporterà già nel 2027 la necessità di ridurre le spese di 54 milioni di euro. Per compensare rapidamente gli ulteriori 85 milioni annui, non sarà sufficiente intervenire sui 60 stipendi di vertice che figurano nella lista della trasparenza con retribuzioni lorde superiori a 170.000 euro.
L’emittente dispone di un conto vincolato da 30 milioni di euro, ma questo potrà servire solo nel primo anno per avviare misure che potrebbero rivelarsi particolarmente dolorose. La dirigenza uscente dell’ORF dovrà infatti innescare un’ondata di licenziamenti: complessivamente sarebbero a rischio tra 300 e 400 posti di lavoro. Parallelamente, fonti interne indicano che saranno necessari “weitere Angebotskürzungen”, ulteriori tagli all’offerta per il pubblico.
La posizione del consiglio di fondazione
Il presidente del consiglio di fondazione dell’ORF Heinz Lederer ha confermato la necessità di affrontare la situazione con determinazione. In dichiarazioni all’APA, Lederer ha riconosciuto la portata delle sfide che attendono l’emittente.
“Wir müssen unseren Beitrag leisten und uns nach der Decke strecken”, ha dichiarato Heinz Lederer all’APA, riferendosi alle “wirklich herausfordernden Vorgaben” che l’ORF dovrà comunque soddisfare.
Proprio in considerazione della situazione finanziaria, martedì si è tenuta una riunione straordinaria della commissione finanze del consiglio di fondazione dell’ORF. Lederer ha sottolineato la necessità di distribuire equamente i sacrifici tra tutti i settori dell’emittente.
Le ipotesi sul tavolo e le possibili reazioni legali
Tra le opzioni allo studio per far fronte alla cancellazione dei fondi, non esiste ancora una lista ufficiale di misure, ma alcune scadenze contrattuali appaiono significative. L’obbligo di mantenere l’Orchestra Sinfonica della Radio, apparsa in primo piano durante l’Eurovision Song Contest, scadrà nel 2026, così come l’impegno per la diffusione via satellite di ORF Sport+. Entrambe rappresentavano condizioni poste per la compensazione federale ora a rischio.
Una seconda possibilità allo studio è il ricorso alla Corte Costituzionale contro il taglio degli 85 milioni. Secondo quanto riportato, il piano dell’ÖVP difficilmente rispetterebbe i requisiti europei che prevedono un finanziamento attraverso “angemessene, nachhaltige und vorhersehbare finanzielle Mittel”, ovvero mezzi finanziari adeguati, sostenibili e prevedibili. È inoltre ammissibile un ricorso popolare da parte di 121 contribuenti.
Le verifiche su ORF III e le accuse di finanziamenti illeciti
Indipendentemente dai piani di risparmio, Thurnher è intervenuta anche sulle polemiche che hanno investito ORF III. Nei giorni scorsi, articoli pubblicati dallo “Standard” hanno sollevato dubbi sul finanziamento di alcune trasmissioni dell’emittente, ipotizzando casi di copertura giornalistica a pagamento. La direttrice generale è stata categorica.
“Programm im ORF ist nicht käuflich”, ha dichiarato Thurnher, precisando che le accuse sono attualmente oggetto di verifiche “sehr genau”, molto approfondite.
Le ricerche dello “Standard” hanno riguardato produzioni di ORF III finanziate da aziende e organizzazioni, nonché casi in cui un produttore avrebbe richiesto pagamenti ai protagonisti delle trasmissioni. Thurnher ha assicurato che, qualora venissero accertati comportamenti scorretti, “gibt es Konsequenzen”, ci saranno delle conseguenze.
La questione si inserisce in un contesto più ampio di tensioni interne. Già oltre un anno fa, circa 60 dipendenti avevano reso dichiarazioni nel quadro di un’indagine sulle accuse relative allo stile di direzione del responsabile della programmazione di ORF III Peter Schöber, con segnalazioni di mobbing e interferenze nella copertura giornalistica.
L’assemblea dei lavoratori di ORF III ha diffuso un comunicato dopo una riunione sindacale, esprimendo forte preoccupazione per la situazione.
“Der Sender ist Gegenstand medialer Negativ-Berichterstattung, die dem gesamten Ansehen der Sendermarke, dem ORF insgesamt und der Arbeit der Mitarbeiterinnen und Mitarbeiter massiv schadet. Der Unmut und die Verunsicherung in der Belegschaft sind groß”, si legge nella nota diffusa dai rappresentanti dei dipendenti di ORF III.
L’assemblea ha rivolto un appello alla direttrice generale affinché l’indagine annunciata sulle accuse contro la direzione della programmazione di ORF III, nella persona di Peter Schöber, venga conclusa rapidamente e si adottino le misure necessarie, “um wieder ein professionelles und von gegenseitigem Respekt getragenes Umfeld zu schaffen”, per ricreare un ambiente professionale e rispettoso.
La successione alla guida dell’ORF
Mentre l’emittente affronta la crisi finanziaria e le polemiche interne, si avvicina anche l’appuntamento con il rinnovo dei vertici. Per i 35 membri del