Nel processo per l'omicidio di Fabian: il vicino testimonia di aver concordato un alibi con Gina H.
Rostock, 17 giugno 2026
Anders Henrikson / Wikimedia Commons / CC BY 2.0
Summary
Nel processo per l'omicidio dell'ottoenne Fabian di Güstrow, un vicino di 58 anni ha testimoniato di aver concordato un alibi con l'imputata Gina H. La donna di 30 anni avrebbe attirato il bambino fuori dall'appartamento della madre il 10 ottobre 2025, lo avrebbe accoltellato e dato fuoco al cadavere.
Rostock, 17 giugno 2026
Davanti alla Corte regionale di Rostock (Landgericht Rostock), nella dodicesima udienza del processo per l'omicidio dell'ottoenne Fabian, un vicino di 58 anni ha testimoniato di aver concordato con l'imputata Gina H. un alibi per l'ora del reato.
L'accusa della procura
La Terza Sezione penale della Corte regionale di Rostock si occupa dal mese di aprile del caso del bambino ucciso, originario di Güstrow. La Procura contesta a Gina H., 30 anni, il reato di omicidio premeditato (heimtückischer Mord). Secondo l'accusa, il 10 ottobre 2025 avrebbe attirato Fabian fuori dall'appartamento della madre a Güstrow, lo avrebbe ucciso con un coltello nei pressi di Klein Upahl, nel circondario di Rostock, e successivamente avrebbe dato fuoco al cadavere. L'imputata finora ha scelto di non rispondere alle accuse.
La deposizione del vicino
Martedì un uomo di 58 anni ha riferito che, secondo le sue dichiarazioni, la sera del 10 ottobre 2025 sarebbe stato chiamato da Gina H., che gli avrebbe chiesto di accompagnarla in auto presso uno stagno vicino a Klein Upahl. Ha raccontato al tribunale di aver visto a terra una persona priva di vita e di averla identificata, illuminandola con la torcia, come il bambino. Alla domanda della giudice presidente se Gina H. avesse reagito, ha descritto: „Weinen, schreien, Bestürzung?" – „Nichts."
Secondo il teste, Gina H. durante quella telefonata gli avrebbe inoltre chiesto di confermare un alibi per determinate fasce orarie – esattamente quei periodi in cui, secondo la ricostruzione dell'accusa, Fabian sarebbe stato ucciso e il suo corpo bruciato. La Procura ha giudicato degno di nota il fatto che l'imputata avesse cercato quell'alibi quando Fabian risultava ancora scomparso e la sua morte non era ancora nota.
Un alibi per l'ora cruciale
Il teste ha inoltre raccontato che quella sera si sarebbe trovato insieme a Gina H. presso lo stagno e avrebbe puntato la torcia sul viso del bambino. Sarebbe stato certo di aver visto una persona morta, ma, per paura di non essere creduto e con l'intenzione di «dormirci sopra», non si sarebbe recato dalla polizia. Quella notte non avrebbe più toccato il corpo.
La mattina seguente, sempre secondo le sue dichiarazioni, Gina H. sarebbe tornata a Klein Upahl insieme a un'amica e avrebbe avvertito la polizia, sostenendo di aver scoperto Fabian per caso durante una passeggiata. La accompagnatrice, stando a quanto comunicato dal tribunale, è prevista come teste per giovedì. L'imputata stessa aveva segnalato il ritrovamento alle autorità solo il 14 ottobre 2025.
Il comportamento allo stagno e il mattino dopo
„Dann habe ich den Jungen da halt liegen sehen", ha dichiarato il teste davanti al tribunale. Dopo la scomparsa del bambino, Gina H. gli avrebbe detto di aver pianto così tanto da non poter più piangere, e avrebbe riso. Questa deposizione è in contraddizione con il comportamento che la giudice presidente martedì ha chiesto al teste di descrivere con le parole „Weinen, schreien, Bestürzung?".
A tratteggiare il profilo dell'imputata, sempre secondo il racconto del vicino, contribuisce anche una frase che lei avrebbe pronunciato in quei giorni: „Wenn du was sagst, was nicht passt, dann kommen die und holen mich weg". L'accusa interpreta queste parole come la prova che Gina H. fosse attenta a far combaciare le proprie versioni con quelle delle persone a lei vicine.
Coltello e impronte di scarpe
Nel corso dell'udienza è emerso un ulteriore dettaglio: il vicino ha riferito di aver cercato invano, inizialmente insieme a Gina H., un coltello mancante dalla sua rimessa, ritrovandolo poi in una cassetta degli attrezzi. La lama, a suo dire, è lunga dieci centimetri – esattamente la lunghezza che dovrebbe avere il presunto coltello del delitto. Tuttavia, sul suo coltello non sarebbero state rilevate tracce. Avrebbe denunciato l'episodio per prevenire un proprio coinvolgimento.
Gli inquirenti sono convinti che la polizia abbia repertato sul bordo dello stagno di Klein Upahl impronte di scarpe della stessa marca di quelle indossate da Gina H. Pochi giorni dopo il ritrovamento del cadavere, l'imputata avrebbe consegnato al vicino quattro paia delle proprie sneakers affinché le custodisse – secondo la valutazione del teste, per evitare che fossero trovate a casa sua. Questi elementi dovranno essere chiariti meglio nelle prossime udienze.
Movente e background dell'imputata
La Procura fonda l'accusa di omicidio premeditato (heimtückischer Mord) su una particolare situazione di movente: gli investigatori ritengono che Gina H. credesse che Fabian si frapponesse a una riconciliazione con il padre del bambino. Gina H. era stata, secondo quanto riferito dal tribunale, per quattro anni la partner del padre di Fabian; i due si erano separati nell'agosto 2025. La trentenne è in custodia cautelare dal 13 novembre 2025.
Il teste ha raccontato di aver corretto le proprie dichiarazioni originarie alla polizia sulla sequenza temporale di quella sera, dopo che gli investigatori avevano individuato delle contraddizioni. Avrebbe interrotto i contatti con Gina H. dopo il suo arresto. „So eine Festnahme kommt nicht ohne Grund", ha affermato il teste. Successivamente avrebbe avuto dubbi sempre maggiori sulla versione fornita dall'imputata.
Secondo quanto comunicato dalla Corte regionale di Rostock, il processo si protrarrà fino a settembre 2026. Oltre alla deposizione prevista per giovedì dell'accompagnatrice che era con Gina H. la mattina del ritrovamento del corpo, saranno sentiti ulteriori testimoni e periti. Anche le tracce relative a calzature, coltello e luogo dell'incendio avranno probabilmente un ruolo centrale nelle prossime sedute.
Svolgimento ulteriore del procedimento
Allo stato attuale, Gina H. ha finora scelto il silenzio su tutte le accuse. Una dichiarazione della sua difesa in merito alle deposizioni del vicino non è stata resa pubblica martedì. La sentenza è attesa non prima della tarda estate.
Gli osservatori giudicano la deposizione del vicino come una delle più pesanti prove d'accusa finora emerse nel procedimento. I racconti sul comportamento allo stagno, sull'accordo per un alibi e sulle scarpe successivamente affidategli delineano un quadro che sostiene la tesi dell'accusa di un'azione pianificata e poi occultata.
Parallelamente, la Corte d'Assise (Schwurgerichtskammer) si sta occupando delle questioni legate all'attendibilità del teste. Questi ha infatti ammesso di non aver chiamato subito la polizia nella notte in questione. La giudice presidente è tornata più volte sull'argomento, chiedendo esplicitamente delle reazioni emotive – il teste è rimasto fermo sulla propria versione, secondo cui da Gina H. non sarebbe venuto „nichts".
Per le prossime udienze il tribunale ha annunciato, tra l'altro, l'audizione dell'amica che la mattina del ritrovamento era con Gina H. a Klein Upahl. Dovranno inoltre essere sentiti altri vicini, investigatori ed esperti in materia di incendi. Solo in seguito la camera deciderà sull'eventuale deposizione dell'imputata.
Questions & Answers
Cosa contesta la Procura a Gina H. nel caso Fabian?
La Procura contesta a Gina H., 30 anni, il reato di om
Processo per l'omicidio di Fabian: il vicino incastra Gina | quotidiano360