Buenos Aires, 30 luglio 2026
Javier Milei ha difeso il divieto d'ingresso contro un giudice brasiliano, evidenziando espressamente che le critiche ideologiche o politiche sono tutelate dalla Costituzione.
Javier Milei ha difeso il divieto d'ingresso contro un giudice brasiliano, sottolineando la tutela della critica politica. In una dichiarazione, Milei ha precisato che sanzioni di questo tipo non verrebbero "in nessun caso" ("keinesfalls") comminate per espressioni di dissenso ideologico né per critiche politiche, scientifiche o civiche, poiché queste sono protette dalla Costituzione.
La polemica era scoppiata dopo che le autorità argentine avevano negato l'ingresso a un giudice brasiliano. Milei aveva motivato il provvedimento con l'accusa di "hate speech". La dichiarazione è stata diffusa attraverso il canale informativo della Deutsche Presse-Agentur (dpa) e ha scatenato nella regione un dibattito sui limiti della libertà di espressione e sulla libertà di movimento tra gli Stati del Mercosur.
