Il Brasile richiama l'ambasciatore dall'Argentina dopo gli insulti di Milei contro Lula
Brasilia, 27 luglio 2026
Cancillería Argentina / Wikimedia Commons / CC BY 2.0
Summary
Il Brasile ha richiamato il proprio ambasciatore da Buenos Aires e convocato l'inviato argentino dopo che il presidente Javier Milei ha definito il presidente Luiz Inácio Lula da Silva un ladro e un carcerato durante una manifestazione a San Paolo. Il ministero degli Esteri brasiliano ha descritto le parole di Milei come un attacco senza precedenti al capo dello Stato, alle istituzioni e al popolo del Paese.
Brasilia, 27 luglio 2026
Il Brasile ha richiamato domenica il proprio ambasciatore da Buenos Aires dopo che il presidente argentino Javier Milei ha insultato il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, altri funzionari e un giudice della Corte suprema durante un evento di campagna elettorale a San Paolo, inducendo il governo brasiliano a convocare l'ambasciatore argentino e a chiedere chiarimenti.
La rottura diplomatica tra i due maggiori Paesi del Sudamerica si è approfondita nel fine settimana, quando le autorità brasiliane hanno annunciato il richiamo del proprio ambasciatore dall'Argentina. La decisione è seguita alle dichiarazioni del presidente argentino Javier Milei a un comizio politico a San Paolo, nel corso del quale ha attaccato Lula chiamandolo per nome, la magistratura brasiliana e le istituzioni democratiche del Paese. Brasilia ha reagito nel giro di poche ore, convocando l'incaricato d'affari argentino al ministero degli Esteri e trasmettendo formalmente quella che i funzionari hanno descritto come l'indignazione del Brasile per le affermazioni.
La rottura diplomatica
Secondo il ministero degli Esteri brasiliano, non esiste un episodio paragonabile in cui un capo di Stato straniero, trovandosi fisicamente su suolo brasiliano, abbia rivolto tanti attacchi simultanei contro il capo dello Stato brasiliano, le sue istituzioni democratiche, compresa la magistratura, e il popolo brasiliano. In una nota ripresa dai media brasiliani, il ministero ha dichiarato: "Es gibt keinen Präzedenzfall, in dem ein ausländischer Staatschef auf brasilianischem Staatsgebiet Angriffe und Beleidigungen gegen das Staatsoberhaupt, die demokratischen Institutionen - einschließlich der Justiz - und das brasilianische Volk geäußert hat."
Il discorso di Milei è stato pronunciato in un evento di partito a San Paolo nel corso del quale il senatore Flávio Bolsonaro è stato formalmente designato come candidato presidenziale in vista delle elezioni brasiliane di ottobre. Flávio Bolsonaro è figlio dell'ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro, condannato per tentato colpo di Stato e attualmente detenuto agli arresti domiciliari per motivi di salute. Nel corso dello stesso intervento, Milei ha puntato il dito contro Lula, usando i termini "Dieb" e "Häftling" per descrivere il presidente brasiliano, e ha invitato gli elettori latinoamericani a voltare le spalle a quella che ha definito "sozialistischen Abschaum" nella regione.
Un attacco alla magistratura
Il leader argentino ha riservato alcune delle sue parole più dure anche al giudice della Corte suprema brasiliana Alexandre de Moraes. Milei si è riferito al magistrato come "glatzköpfiger Abschaum" e, in un'altra versione dell'insulto citata dalla stampa brasiliana, come "glatzköpfigen Müll." Il giudice de Moraes aveva di recente vietato a Milei di far visita a Jair Bolsonaro, agli arresti domiciliari, divieto che sarebbe all'origine della scelta dei bersagli da parte del presidente argentino. Le affermazioni hanno suscitato una condanna immediata a Brasilia e hanno inquadrato la disputa come uno scontro non solo tra due leader, ma tra due visioni concorrenti dell'ordine politico in Sudamerica.
Funzionari brasiliani hanno convocato l'ambasciatore argentino al ministero degli Esteri a Brasilia e, secondo diversi organi di stampa brasiliani, hanno chiesto una spiegazione formale a Buenos Aires. Il ministero ha comunicato che all'inviato argentino è stata espressa l'"Empörung" — l'indignazione — del Brasile e che l'ambasciatore brasiliano a Buenos Aires sarebbe stato richiamato per consultazioni. L'escalation è uno degli incidenti diplomatici più gravi tra i due Paesi degli ultimi tempi e riflette l'ostilità personale che ha caratterizzato i rapporti tra Lula e Milei da quando l'argentino è entrato in carica.
Un'elezione sullo sfondo
Lo sfondo politico della disputa è l'elezione presidenziale brasiliana in calendario a ottobre, nella quale Lula corre per la rielezione come candidato del Partito dei Lavoratori (PT). La designazione di Flávio Bolsonaro all'evento di San Paolo lo ha posto come principale sfidante di destra e ha collocato al centro della campagna la battaglia ideologica tra i due vicini. L'apparizione di Milei è stata ampiamente interpretata a Brasilia come un tentativo del governo argentino di intervenire direttamente nella contesa elettorale brasiliana.
Il Brasile è la più grande economia dell'America Latina e il partner commerciale più importante dell'Argentina, in un rapporto che comprende agricoltura, energia e industria. Gli analisti hanno osservato che anche un congelamento temporaneo dei rapporti diplomatici potrebbe complicare i negoziati commerciali e il coordinamento delle posizioni in organismi regionali come il Mercosur e il G20. Il governo argentino non aveva, fino alla serata di domenica, diffuso una risposta pubblica all'annuncio brasiliano.
Le poste in gioco economiche
A Brasilia, il richiamo dell'ambasciatore è stato presentato come una risposta misurata ma ferma. I funzionari hanno sottolineato che il Brasile non cerca una rottura permanente con l'Argentina, ma hanno sostenuto che la gravità delle affermazioni di Milei non lasciava alternative a una protesta formale. Il ministero ha affermato che gli attacchi hanno colpito il capo dello Stato, altre istituzioni dello Stato e il popolo brasiliano, e ha accusato Milei di voler delegittimare l'ordine democratico del Paese. Il richiamo affida i rapporti quotidiani a diplomatici di rango inferiore fino alla risoluzione della crisi.
L'ambasciatore argentino è stato ricevuto all'Itamaraty, sede del ministero degli Esteri brasiliano, dove i funzionari hanno trasmesso quella che la stampa brasiliana ha descritto come una demarche dai toni molto duri. All'inviato argentino è stato chiesto di riferire la posizione di Brasilia al proprio governo e di ottenere chiarimenti sulle dichiarazioni di Milei. Funzionari brasiliani hanno indicato che ulteriori passi dipenderanno dalla risposta ricevuta da Buenos Aires nei prossimi giorni.
Una lunga storia di tensioni
L'episodio riaccende tensioni di lunga data tra Brasilia e Buenos Aires su politica economica, integrazione regionale e allineamento ideologico. Sotto i governi precedenti, i due Paesi avevano collaborato strettamente nell'ambito del Mercosur e su progetti infrastrutturali, ma l'arrivo di Milei alla Casa Rosada, combinato con il ritorno di Lula al Palácio da Alvorada, ha prodotto un rapporto apertamente conflittuale. I due presidenti si sono scambiati frecciate in occasione di vertici internazionali e attraverso i social media, ma le dichiarazioni di San Paolo segnano la prima volta in cui l'ostilità si è tradotta in una formale contrapposizione diplomatica su suolo brasiliano.
Analisti politici in entrambe le capitali hanno avvertito che la disputa potrebbe avere effetti che vanno oltre la diplomazia. Gli esportatori brasiliani temono misure di ritorsione nel commercio agricolo, mentre le imprese argentine dipendenti dal mercato brasiliano temono interruzioni nelle catene di approvvigionamento. A Buenos Aires, figure dell'opposizione hanno invitato alla cautela, sostenendo che una frattura aperta con il Brasile danneggerebbe l'economia argentina in un momento delicato. A Brasilia, parlamentari di tutto l'arco politico hanno fatto fronte comune in difesa di Lula e hanno condannato le parole di Milei come un'ingerenza inaccettabile negli affari interni.
Il significato di un richiamo
Il richiamo di un ambasciatore è una delle misure diplomatiche più gravi, seconda solo alla rottura delle relazioni. Ai sensi della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche, lo Stato accreditante può in
Il Brasile richiama l'ambasciatore: Milei insulta Lula | quotidiano360