Flávio Bolsonaro si candida contro Lula come candidato presidenziale del Partido Liberal
São Paulo, 25 luglio 2026
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Summary
Il senatore 45enne Flávio Bolsonaro è stato ufficialmente nominato sabato come candidato presidenziale del suo partito di destra, il Partido Liberal, in occasione di una convention a São Paulo, in vista delle elezioni del 4 ottobre. Sfiderà il presidente di sinistra in carica Luiz Inácio Lula da Silva, che intende confermare la propria candidatura ad agosto.
São Paulo, 25 luglio 2026
Il senatore brasiliano Flávio Bolsonaro è stato ufficialmente nominato sabato in occasione di una convention a São Paulo del suo partito di destra, il Partido Liberal, come candidato presidenziale per le elezioni del 4 ottobre, e sfiderà il presidente di sinistra in carica Luiz Inácio Lula da Silva.
Simbolismo sul palco
In occasione di un congresso del Partido Liberal (PL) a São Paulo, Flávio Bolsonaro ha ricevuto sabato la nomination come sfidante del presidente in carica Luiz Inácio Lula da Silva. Il senatore 45enne, figlio maggiore dell'ex presidente incarcerato Jair Bolsonaro, si è presentato davanti a circa 500 sostenitori in festa come continuazione del progetto politico del padre, che ha definito «il leader più significativo della destra» che il Brasile abbia mai avuto. Nel suo discorso, tra gli applausi dei sostenitori, Flávio Bolsonaro ha dichiarato: «Aqui corre sangue dos Bolsonaro», mentre si batteva il braccio.
Il candidato ha utilizzato il palco anche per una politica simbolica: con una forbice sovradimensionata ha simboleggiato i tagli alla spesa annunciati, nel caso in cui dovesse vincere le elezioni di ottobre. Flávio Bolsonaro non ha ancora indicato un candidato o una candidata alla vicepresidenza; secondo quanto riferito dall'entourage del senatore, la ricerca è ancora in corso.
Sostegno internazionale
Il candidato designato ha ricevuto un sostegno di rilievo dal presidente argentino Javier Milei, che si è recato appositamente a São Paulo per la convention. Milei è saltato e ha cantato sul palco e ha definito Flávio Bolsonaro, nel suo discorso, come colui che è in grado di scongiurare il pericolo rappresentato da Lula per il Brasile. Milei ha detto testualmente: «Credo fermamente che nessuno sia in grado come lui di affrontare il rischio Lula che incombe sul Brasile». Nel suo discorso Milei ha criticato il presidente in carica Lula e ha invitato a porre fine alla «feccia socialista» in Brasile e in America Latina.
Collegato in videoconferenza anche il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha inviato un breve messaggio video alla convention ed ha espresso il proprio sostegno a Flávio Bolsonaro. La matrigna del candidato, Michelle Bolsonaro, non si è presentata di persona al congresso, ma ha inviato anch'ella un messaggio video, nel quale ha menzionato Flávio Bolsonaro una sola volta.
L'ombra del padre
Per dimostrare la propria presenza, durante la convention è stato proiettato un video generato dall'IA di Jair Bolsonaro, che ne simulava l'intervento. L'ex presidente stesso, dalla sua condanna per tentato colpo di Stato, non può più svolgere apparizioni pubbliche e, secondo le autorità brasiliane, è agli arresti domiciliari; gli interventi di campagna elettorale – anche tramite terzi – gli sono vietati fino alla conclusione delle elezioni presidenziali di ottobre.
Jair Bolsonaro era stato condannato nel settembre dell'anno precedente dalla Corte Suprema del Brasile per la guida di una «organizzazione criminale» finalizzata a ribaltare la sua sconfitta elettorale contro Lula nel 2022. La pena è stata di quasi 27 anni di carcere; l'esecuzione della pena, iniziata nel novembre dell'anno precedente, è avvenuta con condizioni rigorose. L'attuale 71enne non aveva mai riconosciuto esplicitamente la sconfitta contro Lula e aveva più volte parlato di brogli elettorali. Le stesse affermazioni sulle macchine elettroniche per il voto in Brasile avevano già portato nel 2023 a una sospensione che gli preclude una nuova candidatura fino al 2030.
Contesto: l'assalto al quartiere governativo
La condanna si inserisce nel contesto degli eventi di inizio gennaio 2023, quando migliaia di sostenitori di Bolsonaro hanno assaltato il quartiere governativo a Brasília, attaccando e devastando Parlamento, Corte Suprema e Palazzo presidenziale. L'assalto alle istituzioni brasiliane è stato paragonato, in diverse cronache, all'attacco dei sostenitori dell'allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump al Campidoglio di Washington avvenuto due anni prima.
Lo sfidante Lula
Intanto la sinistra si prepara alla propria candidatura: l'80enne Lula, che ha già governato il Brasile tra il 2003 e il 2011 ed è di nuovo presidente dal 2023, intende farsi confermare ufficialmente candidato all'inizio di agosto, in occasione di una convention del Partito dei Lavoratori (PT) a São Paulo. Secondo un sondaggio Datafolha pubblicato sabato, Lula è attualmente in vantaggio nelle intenzioni di voto.
Il clima nello schieramento del presidente in carica è tuttavia offuscato da un problema di politica estera: da venerdì il governo degli Stati Uniti, sotto la presidenza di Donald Trump, ha introdotto nuovi dazi fino al 37,5 per cento sulle esportazioni brasiliane. Secondo i sondaggi, molti elettori, imprenditori e politici attribuiscono la responsabilità di questi dazi a Flávio Bolsonaro, anche se la misura proviene da Washington.
Oneri per lo sfidante
Flávio Bolsonaro stesso aveva già ammesso, dopo la sua nomination a maggio, di aver chiesto al banchiere incarcerato Daniel Vorcaro diversi milioni di dollari per un film sulla vita di suo padre. Ha inoltre ripetuto la settimana scorsa affermazioni già ampiamente smentite sull'affidabilità del sistema di voto elettronico in Brasile – un copione già più volte proposto da suo padre.
Il sostegno internazionale a Flávio Bolsonaro non si è limitato al Sudamerica. Dopo la sua nomination, il senatore ha riferito di essersi recato alla Casa Bianca e al Dipartimento di Stato americano per ottenere un appoggio pubblico da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Questo viaggio si è svolto nel contesto dei dazi recentemente imposti; un nesso diretto non è stato finora ufficialmente confermato.
Prospettive sulla campagna elettorale
Oltre ai due principali contendenti Lula e Flávio Bolsonaro, hanno annunciato la propria partecipazione alle presidenziali anche candidati di partiti minori. Qualora il 4 ottobre nessun candidato raggiunga la maggioranza assoluta, è previsto un ballottaggio per il 25 ottobre. L'elezione è considerata una delle più polarizzate nella recente storia del Brasile, segnata dalla profonda frattura tra i sostenitori del movimento di destra di Bolsonaro e il Partito dei Lavoratori di sinistra.
Gli osservatori vedono nella discesa in campo di Flávio Bolsonaro il tentativo di assicurare l'eredità politica del padre nonostante la sua incarcerazione e la sua messa al bando pubblica. Mentre lo schieramento di destra punta sulla continuità, la sinistra fa leva su Lula con l'argomento della stabilità e della sicurezza sociale in un contesto internazionale percepito come incerto. L'esito delle elezioni sarà determinante anche per capire come il Brasile, la più grande economia dell'America Latina, si porrà in futuro rispetto ai nuovi dazi americani, alla cooperazione regionale e al ruolo del Paese nei consessi internazionali.
Deutsche Welle e altre emittenti avevano in precedenza riferito che la convention di nominação del Partido Liberal a São Paulo è stata allestita come una potente dimostrazione dell'opposizione di destra – con un palcoscenico internazionale, un linguaggio simbolico per immagini e una chiara assunzione programmatica di continuità con il progetto Bolsonaro. Le prossime settimane, fino alla data del voto del 4 ottobre, mostreranno se questa presa di posizione comune riuscirà a tradursi in voti o se l'onere dei dazi americani e le accuse contro lo stesso Flávio Bolsonaro finiranno per ritorcere la situazione a favore di Lula.
Questions & Answers
Chi è Flávio Bolsonaro?
Flávio Bolsonaro è un senatore brasiliano di 45 anni, figlio maggiore dell'ex presidente Jair Bolsonaro; sabato è stato ufficialmente nominato a São Paulo candidato presidenziale del suo partito di destra, il Partido Liberal.