Marine Le Pen conferma la sua candidatura alle presidenziali 2027 – nonostante la condanna confermata
Parigi, 08 luglio 2026
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Summary
La populista di destra francese Marine Le Pen, dopo la conferma della sua condanna per appropriazione indebita di fondi UE, ha annunciato la sua candidatura alle elezioni presidenziali del 2027. Insieme al leader dell'RN Jordan Bardella intende affrontare la campagna elettorale in tandem, sebbene il procedimento davanti alla Corte di Cassazione sia ancora in corso.
Parigi, 08 luglio 2026
La populista di destra francese Marine Le Pen ha annunciato mercoledì la sua candidatura alle elezioni presidenziali del 2027, un giorno dopo che un tribunale d'appello di Parigi ha confermato la sua condanna per appropriazione indebita di fondi UE, attenuando però sensibilmente la pena.
La sentenza d'appello: colpevolezza, ma pena più lieve
La 57enne ha dichiarato mercoledì nella cittadina di La Flèche, nel west della Francia, di essere «candidata alle elezioni presidenziali» e che non cambierà idea. «Alla fine devono decidere gli elettori», ha detto all'emittente TF1 a Parigi, aggiungendo: «Farò campagna elettorale senza braccialetto elettronico». Riguardo alla sentenza d'appello ha affermato: «Sono innocente» e, subito dopo la pronuncia, ha annunciato un ricorso davanti alla Corte di Cassazione, la cui sospensione blocca per ora l'esecuzione della pena.
Il tribunale d'appello di Parigi aveva martedì confermato la condanna di primo grado di Le Pen, risalente al marzo 2025, per l'appropriazione indebita di oltre quattro milioni di euro di fondi UE, riducendo però sensibilmente la pena. Invece di un divieto di cinque anni di esercizio di pubbliche funzioni, il tribunale ha disposto un'ineleggibilità di 45 mesi, di cui 30 mesi con la condizionale. Dato che dal verdetto di primo grado sono già trascorsi 15 mesi, Le Pen è di fatto nuovamente eleggibile. La pena detentiva di un anno dovrà essere scontata come pena con braccialetto elettronico. La procuratrice competente Marie-Suzanne Le Quéau ha confermato mercoledì che Le Pen potrà «iniziare la campagna elettorale senza braccialetto elettronico», ma ha sottolineato che dovrà indossare il braccialetto «alla fine della campagna elettorale» qualora la Cassazione emettesse la sua sentenza ancora prima del voto.
Contesto: lo scandalo degli assistenti UE
Nei sondaggi Le Pen è avanti da mesi, nettamente sopra il 30 per cento, su tutti i potenziali sfidanti. Mentre nella sua prima candidatura nel 2012 si era classificata terza con il 17,90 per cento, nel 2017 e nel 2022 ha perso entrambe le volte al ballottaggio contro Emmanuel Macron – con il 33,90 per cento nel primo duello e il 41,45 per cento nel secondo. Con Bardella, il 30enne presidente del Rassemblement National, la populista di destra dispone però di un delfino che nei sondaggi raggiunge persino un tasso di approvazione leggermente superiore (35 per cento) al suo.
Lo sfondo del procedimento è il cosiddetto scandalo degli assistenti parlamentari del Front national al Parlamento europeo. A Le Pen è stato contestato di aver utilizzato fondi UE in modo difforme dalla loro destinazione – tra l'altro per pagare il maggiordomo di suo padre Jean-Marie Le Pen. Il tribunale ha sottolineato la «gravità oggettiva» dei fatti. Durante il processo d'appello Le Pen ha riconosciuto che «ci sono state irregolarità», ma ha respinto l'intenzione di arricchimento personale. La pena non sarebbe un caso di arricchimento personale, ha sottolineato, ciononostante il comportamento è «in linea di massima imperdonabile quando ci si presenta come candidato per la legge e l'ordine» – un argomento che ora i suoi avversari politici rigirano contro di lei.
Tandem con Bardella: lealtà e delusione trattenuta
Al fianco di Le Pen è apparso mercoledì a La Flèche, come previsto, Jordan Bardella, che era considerato il successore naturale e la «jolly» in caso di condanna definitiva. Bardella si è mostrato dichiaratamente leale. «Sono entusiasta che possiamo tornare a fare campagna elettorale insieme a Marine, perché milioni di francesi oggi anelano al cambiamento», ha detto. Ha negato qualsiasi tensione o divergenza con Le Pen: «Lavoriamo insieme, come abbiamo sempre lavorato insieme». Mentre Le Pen irradiava a queste parole, il volto di Bardella proprio non voleva rischiararsi. Alla domanda se fosse deluso di non poter essere lui stesso candidato, ha risposto in modo evasivo.
Le Pen ha annunciato che continuerà a formare «un tandem» con Bardella. Se dovesse davvero essere eletta presidente, vuole nominare il 30enne primo ministro, ha promesso. Con questa decisione sul personale – e un'apparizione dimostrativa a La Flèche, una cittadina a circa 200 chilometri a sudovest di Parigi, conquistata dall'RN nelle ultime elezioni comunali – la populista di destra ha anche ufficialmente avviato la sua campagna elettorale sotto lo slogan «Pour la France, la Renaissance» (Per la Francia, la Rinascita).
Programma ed economia: populista, ma economicamente vago
Il programma che ha presentato ai suoi sostenitori riprende i temi classici dell'RN: sicurezza, immigrazione, critica al bilancio economico del governo. «Marine Le Pen doit réconcilier l'électorat des petits commerçants qui sont surtaxés, les retraités qui ont peur des étrangers, les personnes qui se sentent déclassés du nord de la France», ha riassunto un osservatore. In concreto ciò significa: riduzione dell'IVA sull'energia, aumento delle pensioni, pensionamento a 62 anni – tutto finanziato con non meglio specificati «metodi immaginari», come osservano i critici. L'economista Renaud Foucart della Lancaster University ha criticato a questo proposito la mancanza di coerenza economica del programma, dichiarando: «Il n'y a pas vraiment de politique économique.»
Rischi ed effetti collaterali: giustizia, accettazione e possibile scissione
Riguardo ai problemi giudiziari di Le Pen e alla domanda su quante sconfitte l'elettorato dell'RN sia ancora disposto ad accettare, le valutazioni sono divergenti. Il sondaggista Jérôme Fourquet ritiene che i problemi giudiziari di Le Pen non diano fastidio al suo elettorato, che si considera comunque «vittima di un sistema politico-mediale-giuridico». Ha citato Louis Aliot, vicepresidente del partito e anch'egli condannato nello scandalo di appropriazione indebita, che a marzo è stato rieletto al primo turno sindaco di Perpignan. Foucart ribatte invece: «C'est vraiment du populisme classique» e avverte che il quarto tentativo di Le Pen di raggiungere l'Élysée è rischioso. Se dovesse perdere contro un «candidato competente di centrodestra», l'argomento della «rettitudine» si ritorcerà contro di lei.
Gli avversari politici hanno reagito con dure critiche. L'ex primo ministro Gabriel Attal ha accusato mercoledì all'emittente France Inter Le Pen di prendere in ostaggio l'intera campagna per le presidenziali. Il politico di sinistra Raphaël Glucksmann ha denunciato su RTL la «regola Le Pen»: «Si è condannati e si conclude che si può diventare presidente della Repubblica», ha detto. Anche sulla piazza del mercato di La Flèche mercoledì si sono radunati alcune decine di oppositori. «Siamo contrari al fatto che l'estrema destra arrivi al potere», ha detto una manifestante. Le Pen e Bardella sono quindi rimasti meno del previsto.
Reazioni: critiche dalla sinistra, consensi alla base
Tra i sostenitori ha intanto prevalso l'approvazione. La sostenitrice Magalie ha detto: «Penso che anche altri politici non abbiano necessariamente la coscienza pulita». Un'altra, Charlotte, era appositamente venuta dalla regione per vedere
Le Pen si candida nel 2027 nonostante la condanna | quotidiano360