La Francia vieta i social network ai minori di 15 anni
Parigi, 21 luglio 2026
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Summary
La Francia è il primo Paese dell'UE a vietare i social network ai bambini sotto i 15 anni. Il Parlamento di Parigi ha approvato la legge a larga maggioranza; da settembre i nuovi account dovranno essere bloccati e i profili esistenti cancellati.
Parigi, 21 luglio 2026
La Francia è il primo Paese dell'UE a vietare i social network ai bambini e ragazzi sotto i 15 anni e ha approvato una legge in tal senso a larga maggioranza in Parlamento.
La Francia compie un passo unico in Europa: è il primo Paese dell'Unione Europea a vietare i social media ai bambini e ai ragazzi sotto i 15 anni. Dopo il Senato nel pomeriggio, l'Assemblea Nazionale ha approvato il disegno di legge in serata con 279 voti favorevoli e 81 contrari; il Senato aveva già approvato con 243 voti a favore e 2 contrari. In totale, 297 deputati hanno votato a favore della riforma.
Ampio consenso in entrambe le camere
Il divieto dovrà entrare in vigore dopo le vacanze estive. Per i nuovi account di social media la regola si applica dal 1° settembre; per gli account già esistenti la legge prevede un periodo di transizione di quattro mesi, trascorso il quale i profili saranno definitivamente bloccati. Il presidente Emmanuel Macron aveva annunciato il passo il mese scorso: «Mi ero impegnato per questo, ora è deciso: dal nuovo anno scolastico i social network saranno vietati ai bambini sotto i 15 anni», ha reagito alla decisione parlamentare.
Entrata in vigore dopo le vacanze estive
Dal punto di vista del governo, la legge intende prevenire danni alla salute. Macron aveva inoltre spiegato che gli account esistenti dei minori di 15 anni saranno chiusi durante il periodo di transizione. Le piattaforme dovranno in futuro utilizzare un sistema di verifica dell'età autorizzato dall'autorità francese per la protezione dei dati; avranno poi quattro mesi di tempo per cancellare i profili esistenti dei minorenni.
La relatrice responsabile del testo di legge in Parlamento, Laure Miller, appartenente alla maggioranza di governo, si è mostrata fiduciosa. «Dal mio punto di vista le piattaforme sono in larga misura preparate», ha detto. Secondo la relatrice Miller, la legge francese sarebbe «in linea» con una futura legislazione europea.
Eccezioni per istruzione e dizionari
Il disegno di legge francese prevede inoltre eccezioni, ad esempio per «enciclopedie online» e «progetti digitali a fini educativi». La Francia, secondo la segretaria di Stato per l'Intelligenza Artificiale Anne Le Hénanff, apre la strada introducendo per prima in Europa una maggiore età digitale. Le disposizioni speciali devono garantire che le offerte educative e le opere di consultazione restino accessibili.
Con questa iniziativa la Francia segue l'esempio dell'Australia. Nel dicembre 2025 era entrato in vigore il primo divieto al mondo per i minori di 16 anni su piattaforme come Facebook, Snapchat, TikTok e YouTube. Di conseguenza, il modello australiano è seguito con grande interesse a livello mondiale, ma allo stesso tempo i primi studi ne evidenziano i limiti di efficacia: un'indagine ha recentemente concluso che il limite di età in Australia è «praticamente inefficace».
Contesto internazionale: Australia e Regno Unito
Nel Regno Unito una tale restrizione dovrebbe essere addirittura integrata da un coprifuoco notturno per i 16 e 17enni, che non potrebbero più utilizzare le applicazioni nelle ore notturne. Nei negoziati tra le camere francesi, la rappresentanza del Senato aveva sostenuto un blocco graduale con obiettivo analogo, riporta France24. Alla fine entrambe le camere – il Senato e l'Assemblea Nazionale – si sono pronunciate però per il limite di età uniforme di 15 anni.
Nell'UE si intanto discute un'età minima di 13 anni per i social media e altre offerte online. La scorsa settimana un comitato di esperti europeo si è espresso a favore di un divieto dei social media nell'UE per i bambini sotto i 13 anni. A partire dai 13 anni alcuni siti e app dovrebbero essere in linea di massima consentiti, altri eventualmente solo dai 15 o 16 anni. La Commissione UE ha inoltre sviluppato un'app che memorizza l'età sullo smartphone e blocca automaticamente tutte le app vietate.
Dibattito europeo e piani tedeschi
In Germania il governo vuole introdurre un limite di età di 14 anni. La proposta tedesca si colloca così tra il modello francese e le raccomandazioni europee. Come la verifica dell'età debba essere concretamente strutturata nella pratica resta finora aperto. I sostenitori puntano su soluzioni tecniche come l'app UE, i critici richiamano l'onere e la possibilità di errore di tali procedure.
La preoccupazione per gli effetti negativi dei social media sui minori cresce in tutto il mondo. Gli studi indicano correlazioni tra un uso intensivo dei social media e i carichi psicologici negli adolescenti, come disturbi del sonno, sintomi depressivi e una percezione di sé distorta. I sostenitori del divieto francese sostengono che lo Stato debba proteggere i minori finché le piattaforme non adottino esse stesse misure di tutela efficaci.
I critici vedono invece rischi per la libertà di espressione e l'autonomia dei giovani. Fanno notare che i divieti da soli non risolvono i problemi esistenti, se non vengono offerte parallele di educazione ai media. Anche l'applicazione solleva interrogativi: le prime esperienze dall'Australia mostrano che i controlli tecnici dell'età possono essere aggirati e che l'effetto sperato può mancare.
Critiche e questioni aperte
La votazione a Parigi è considerata un segnale politico che va oltre la Francia. Con questa legge il governo Macron si posiziona come antesignano di una regolamentazione a livello europeo. Se nei prossimi anni l'UE dovesse approvare una propria normativa, la legge francese ne costituirebbe già ora il quadro di riferimento, secondo Miller. I prossimi passi a Bruxelles mostreranno se gli altri Stati membri seguiranno l'esempio francese.
Resta aperto come si svolgerà concretamente la fase di transizione. Secondo Macron, nei prossimi mesi le piattaforme informeranno sulle modalità di cancellazione degli account. Genitori e adolescenti devono prepararsi al fatto che i profili esistenti termineranno entro il termine dei quattro mesi. La Commissione UE ha inoltre annunciato che amplierà ulteriormente la propria app di verifica dell'età, affinché in futuro sia disponibile una soluzione unitaria a livello europeo.
Il dibattito sul divieto francese cade in una fase in cui anche altre democrazie occidentali stanno inasprendo la regolamentazione delle piattaforme online. Mentre la Francia punta su un divieto, altri Paesi perseguono piuttosto prescrizioni come regole di visibilità, blocchi notturni o obblighi di trasparenza. Quale approccio prevarrà nel lungo periodo è attualmente aperto.
Prospettive su una possibile normativa UE
Nel complesso, la decisione francese mostra che la pressione sulle grandi piattaforme cresce. Se le esperienze con il divieto saranno positive, ciò potrebbe aumentare la pressione su altri Stati UE e sulla Commissione europea perché compiano passi analoghi. Fino ad allora la legge resta un esperimento con risonanza europea.
Con l'entrata in vigore dopo le vacanze estive, in Francia inizia una nuova tappa della regolamentazione digitale. Gli osservatori presteranno particolare attenzione a quanto sarà efficace la verifica dell'età, quanti account verranno effettivamente cancellati e quali effetti il divieto avrà sul comportamento d'uso degli adolescenti. I risultati confluiranno probabilmente anche nel dibattito su una possibile normativa a livello UE.
Questions & Answers
Cosa ha deciso il Parlamento francese?
Entrambe le camere – il Senato e l'Assemblea Nazionale – hanno approvato un disegno di legge che vieta i social network ai bambini e ai ragazzi sotto i 15 anni.
Francia: divieto di social media per i minori di 15 anni da | quotidiano360