La Francia è il primo Stato UE a vietare i social media ai minori di 15 anni
Parigi, 21 luglio 2026
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Summary
La Francia è il primo Stato dell'UE ad approvare una legge che vieta ai bambini sotto i 15 anni l'uso dei social network. La legge entrerà in vigore il 1° settembre 2026 e prevede un periodo di transizione per i conti già esistenti fino a gennaio 2027.
Parigi, 21 luglio 2026
Il Parlamento francese ha approvato martedì sera con ampia maggioranza una legge che vieta ai bambini e agli adolescenti sotto i 15 anni l'uso dei social network; la Francia diventa così il primo paese dell'UE con una normativa di questo tipo.
Approvazione parlamentare con ampia maggioranza
L'Assemblea Nazionale di Parigi ha votato nella tarda serata di martedì con 297 voti favorevoli il relativo progetto di legge. In precedenza anche il Senato lo aveva approvato con 243 voti contro 2. Il divieto può così entrare in vigore come previsto il 1° settembre 2026, subito dopo le vacanze estive. Il Presidente Emmanuel Macron aveva dichiarato il progetto una priorità del suo mandato. "Mi ero impegnato in tal senso, ora è deciso: dal nuovo anno scolastico i social network saranno vietati ai bambini sotto i 15 anni", ha dichiarato Macron dopo la votazione.
La Francia segue con questa legge l'esempio dell'Australia. Lì, in dicembre, era entrato in vigore il primo divieto al mondo per gli under 16 su piattaforme come Facebook, Snapchat, TikTok e YouTube. Tuttavia, uno studio pubblicato a giugno ha mostrato che il divieto australiano ha avuto finora solo effetti limitati sull'effettivo utilizzo di Instagram, Facebook e TikTok da parte degli adolescenti. Molti minori aggiravano le restrizioni creando account falsi o utilizzando profili di persone più grandi.
Contesto: rischi per la salute mentale
L'obiettivo della legge è evitare gli effetti dannosi dei social network sulla salute dei giovani. Un rapporto dell'autorità sanitaria francese aveva rilevato che l'uso dei network compromette in modo significativo la salute mentale dei giovani. Tra i fattori citati vi sono cyberbullismo, confronti continui con gli altri o modelli irrealistici, nonché contenuti violenti. Inoltre, gli algoritmi assorbono l'attenzione dei giovani, sottraendo loro spesso il sonno.
Anne Le Hénanff, che ricopre il ruolo di segretaria di Stato per l'Intelligenza Artificiale, ha definito il passo una prima europea: "La Francia apre la strada introducendo per prima in Europa la maggiore età digitale". Lo stesso Macron ha parlato di un "grande progresso" e ha dichiarato: "La Francia apre in Europa la strada per proteggere i nostri bambini, i nostri giovani".
Periodi di transizione e obblighi per le piattaforme
Le piattaforme dovranno cancellare, entro quattro mesi dal 1° settembre, i profili esistenti degli utenti minorenni che non abbiano ancora compiuto 15 anni. Per questi conti è previsto un periodo di transizione fino al 1° gennaio 2027, come annunciato in precedenza da Macron: "werden wir die schon existierenden Konten von Unter-15-Jährigen schließen". Successivamente, i giovani sotto i 15 anni non potranno più creare nuovi account.
I gestori sono obbligati a utilizzare un sistema di verifica dell'età approvato dall'autorità francese per la protezione dei dati. Agli utenti dovranno essere offerti più metodi paralleli tra cui scegliere, per garantire la più ampia accettazione possibile. "Dal mio punto di vista le piattaforme sono in larga misura preparate", ha dichiarato la relatrice Laure Miller, appartenente alla coalizione di governo.
La relatrice ha sottolineato inoltre che YouTube e WhatsApp dovranno introdurre la verifica dell'età solo per le aree che corrispondono a un social network, cioè ad esempio per i canali con funzione di commento. La semplice visione di video e i messaggi privati sono esclusi dal divieto. La legge prevede inoltre eccezioni per enciclopedie online e progetti educativi digitali. Non sono previste sanzioni contro i bambini o i loro genitori.
Reazioni e contesto politico
Contro il progetto ha votato il partito populista di sinistra LFI; il partito populista di destra RN di Marine Le Pen si è astenuto. Il deputato senza partito, che aveva corso contro Macron nel secondo turno, secondo le regole costituzionali francesi non ha diritto a candidarsi nuovamente alle elezioni presidenziali della primavera 2027.
Poche settimane prima dell'approvazione, la Commissione UE aveva invitato la Francia a rivedere la legge. Bruxelles aveva espresso preoccupazioni sul fatto che il precedente progetto del Senato fosse incompatibile con il diritto UE, perché invadeva le competenze della Commissione. "Si deve evitare una frammentazione in sistemi nazionali che potrebbe generare incertezza giuridica o indebolire l'applicazione del diritto", ha dichiarato un portavoce della Commissione.
Obiezioni da Bruxelles
Le obiezioni non sono rimaste senza conseguenze: la versione modificata è stata approvata da entrambe le camere nel pomeriggio, prima della pausa estiva parlamentare. Miller ha sottolineato che la legge francese è in linea con la futura legislazione europea. La Commissione UE, secondo quanto riferisce, ha già sviluppato un'app che memorizza l'età dell'utente sullo smartphone e blocca automaticamente le app non consentite.
Parallelamente ai piani francesi, la settimana scorsa un panel di esperti incaricato dalla Commissione UE ha presentato le sue raccomandazioni per la tutela dei minori su Internet. Il panel si è espresso a favore di un divieto dei social media nell'UE per i bambini sotto i 13 anni e ha ritenuto possibili restrizioni nazionali per adolescenti più grandi, a condizione che i servizi online non li tutelino adeguatamente dai rischi di dipendenza, dai contenuti violenti e dall'incitamento all'odio.
Contesto europeo e dibattito in Germania
A livello mondiale cresce la preoccupazione per gli effetti negativi dei social media sui minori. Oltre alla Francia, anche altri Stati membri dell'UE stanno valutando restrizioni analoghe. Spagna, Grecia e Austria discutono divieti o limiti di età per i minorenni sulle piattaforme online. Il Regno Unito, secondo quanto riportato nell'articolo, prevede un coprifuoco notturno sui social media per gli adolescenti.
Anche in Germania si discute di passi simili. La ministra federale per la Famiglia Karin Prien ha annunciato l'intenzione di avviare un divieto analogo. Nell'UE si discute intanto di un'età minima di 13 anni per i social media e altre offerte online.
La legge francese estende inoltre alle scuole superiori il divieto dei telefoni cellulari già esistente nelle scuole. Finora il divieto valeva per le scuole primarie e secondarie di primo grado; in futuro saranno possibili eccezioni. L'obiettivo è garantire, anche nella quotidianità scolastica delle classi più alte, una concentrazione indisturbata sulle lezioni. Nel complesso, resta tuttavia ancora aperta l'esatta attuazione pratica del divieto dei social media.
Miller si è detta complessivamente fiduciosa che le nuove disposizioni reggeranno. Ha richiamato la sostanziale convergenza con i progetti UE in corso. Se il modello francese dovesse affermarsi nella pratica, secondo gli osservatori potrebbe servire da modello anche in altri paesi europei, soprattutto alla luce di una crescente volontà politica di proteggere maggiormente bambini e adolescenti dai rischi delle reti digitali.
Questions & Answers
Perché la Francia ha approvato un divieto dei social media per gli under 15?
La Francia intende evitare con questa legge gli effetti dannosi dei social network sulla salute dei giovani; un rapporto dell'autorità sanitaria francese aveva evidenziato rischi significativi per la salute mentale dei più giovani.
Da quando si applica il divieto e quali periodi di transizione sono previsti?
Il divieto entra in vigore il 1° settembre 2026; i conti esistent
Francia: approvato il divieto dei social media sotto i 15 | quotidiano360