La coalizione pianifica ampie restrizioni alla legge sulla libertà d'informazione
Berlino, 3 luglio 2026
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Summary
Il governo federale sta pianificando modifiche radicali alla legge sulla libertà d'informazione, che i critici definiscono il più grave attacco alla trasparenza statale nella storia della Repubblica Federale. In futuro, solo i privati cittadini con un legittimo interesse dimostrabile potranno presentare richieste di accesso agli atti, mentre verrà abolito l'attuale tetto massimo alle spese di 500 euro.
Berlino, 3 luglio 2026
Il governo federale ha presentato piani per una riforma radicale della legge sulla libertà d'informazione (IFG), che limiterebbero drasticamente la cerchia dei soggetti legittimati a presentare richieste ed escluderebbero dalle domande organizzazioni per la trasparenza, aziende mediatiche e persone giuridiche.
Punti chiave previsti dalla riforma
Come riportato da Deutschlandfunk il 3 luglio 2026, i piani di riforma sono attualmente elaborati dal Ministero federale dell'Interno sotto la guida di Alexander Dobrindt (CSU). Un portavoce del ministero ha confermato i piani venerdì su richiesta, facendo riferimento al contratto di coalizione e alla delibera del comitato di coalizione del 1° luglio 2026 come base. La concreta definizione dei dettagli è oggetto dei processi interni al governo, è stato inoltre comunicato.
Nella sostanza, i piani prevedono che in futuro esclusivamente le persone fisiche con un legittimo interesse da dimostrare possano presentare domande, purché l'informazione desiderata non sia accessibile tramite altre disposizioni. In tal modo, associazioni, fondazioni, imprese e altre persone giuridiche verrebbero escluse dal diritto di accesso. Il direttore di Transparency International Germania, Lüttich, ha avvertito alla Deutschlandfunk che un'attuazione dei piani significherebbe la fine della libertà d'informazione finora esistente.
È inoltre prevista l'abolizione dell'attuale tetto massimo alle spese di 500 euro per richiesta. In futuro le spese dovranno essere commisurate, in conformità con il principio di copertura dei costi, all'effettivo onere amministrativo. Gli osservatori temono che singole richieste possano così raggiungere cifre a quattro zeri. Lüttich ha messo in guardia da un forte aumento degli oneri burocratici e ha spiegato che ciò trasformerà la libertà d'informazione in un lusso.
Aree speciali e eccezioni di sicurezza
Un ulteriore punto centrale è l'introduzione di una particolare esigenza di tutela per determinati ambiti, tra cui infrastrutture critiche, controspionaggio, lotta al terrorismo e ricerca scientifica. Una formulazione analoga era già stata utilizzata dalla Camera dei deputati di Berlino a fine marzo per limitare la legge locale sulla libertà d'informazione del Land. In futuro, le autorità potranno inoltre negare informazioni invocando motivi di sicurezza.
Critiche dalla società civile e dall'opposizione
I piani sollevano aspre critiche da parte della società civile, dei media e dell'opposizione. Arne Semsrott, responsabile del progetto del portale FragDenStaat, ha definito la riforma, secondo netzpolitik.org, „der schwerste Angriff auf staatliche Transparenz in der Geschichte der Bundesrepublik". Se in futuro solo i privati cittadini potranno presentare domande, organizzazioni come la Deutsche Umwelthilfe, Amnesty International e lo stesso FragDenStaat sarebbero esclusi dalle richieste.
Clara Bünger, portavoce per la politica interna del gruppo parlamentare Die Linke, ha criticato i piani come un tentativo di rendere il governo „unangreifbar machen" e ha parlato di un attacco alla libertà di stampa. Il partito Die Linke ha valutato la riforma in questo senso. Il Deutscher Journalisten-Verband ha invitato i parlamentari a non approvare le modifiche, parlando di „die Abschaffung der Informationsfreiheit". L'associazione ha sottolineato che, con le nuove regole, le richieste di informazioni da parte delle aziende mediatiche non sarebbero più possibili.
Daniel Drepper del Netzwerk Recherche ha definito i piani un attacco frontale al giornalismo investigativo. Konstantin von Notz, vicepresidente del gruppo parlamentare federale dei Verdi, ha dichiarato che ciò che si sta vivendo attualmente in questo ambito è esattamente l'opposto del progresso, ovvero „ein krasser Rückschritt hinter mühsam erkämpfte Bürgerrechte". Con il pretesto di doversi adeguare a nuove minacce alla sicurezza, si starebbe intaccando le basi giuridiche della trasparenza statale.
Anche la Commissaria federale per la protezione dei dati, Specht-Riemenschneider, si era in precedentemente espressa criticamente in un'intervista al Netzwerk Deutschland e aveva messo in guardia da discriminazioni. L'IFG garantisce ai cittadini l'accesso a informazioni e documenti ufficiali, ad esempio di ministeri e Cancelleria, e prevede eccezioni solo per ambiti particolari come i servizi di intelligence. Lo scorso anno sono state presentate circa 19.000 richieste IFG alle massime autorità federali, ai loro organismi subordinati e ad altri enti federali; sono stati rilasciati oltre 18.000 provvedimenti o risposte.
Questioni aperte e ulteriore iter
Finora non è chiaro se la cerchia dei soggetti legittimati a presentare domande debba essere ulteriormente limitata ai cittadini tedeschi e ai cittadini dell'UE residenti in Germania. È inoltre previsto che in futuro nei documenti rilasciati vengano resi illeggibili i nomi dei dipendenti pubblici, per proteggerli da attacchi. Il pacchetto di riforme, presentato congiuntamente dal cancelliere federale Friedrich Merz (CDU), Lars Klingbeil, Bärbel Bas (entrambi SPD) e Markus Söder (CSU), comprende complessivamente 34 misure, tra cui una gestione semplificata del regolamento generale sulla protezione dei dati e agevolazioni sugli obblighi di documentazione per le imprese.
La riforma viene motivata, secondo il documento di delibera, con la necessità di rendere l'accesso alle informazioni ufficiali tramite l'IFG „verständlicher und transparenter". I critici ravvisano una contraddizione tra questa motivazione e le effettive restrizioni. I documenti provenienti da richieste IFG hanno in passato avuto un ruolo, tra l'altro, nella cronaca sullo scandalo delle mascherine che coinvolse l'allora ministro federale della Salute Jens Spahn (CDU) e nello scandalo dei finanziamenti nel Ministero federale dell'Istruzione.
Questions & Answers
Cosa prevede la riforma della legge sulla libertà d'informazione?
In futuro potranno presentare richieste di accesso solo i privati cittadini con un legittimo interesse dimostrabile; associazioni, fondazioni e imprese sarebbero escluse. Dovrebbe inoltre essere abolito il tetto massimo alle spese di 500 euro e introdotta una particolare esigenza di tutela per ambiti come infrastrutture critiche o lotta al terrorismo.
Chi ha annunciato i piani di riforma e chi li critica?
I piani sono elaborati nel Ministero federale dell'Interno sotto Alexander Dobrindt (CSU) sulla base della delibera di coalizione del 1° luglio 2026 e sono stati confermati dal portavoce del ministero. Transparency International, FragDenStaat, il Deutscher Journalisten-Verband, il gruppo Die Linke, i Verdi e la Commissaria federale per la protezione dei dati Specht-Riemenschneider hanno espresso aspre critiche.
Quali conseguenze avrebbe la riforma sul giornalismo e sulla società civile?
Aziende mediatiche e organizzazioni come la Deutsche Umwelthilfe o Amnesty International non potrebbero più presentare proprie richieste IFG. Critici come Arne Semsrott e Daniel Drepper valutano ciò come il più grave attacco alla trasparenza statale nella storia della Repubblica Federale e come
Riforma IFG: la coalizione pianifica restrizioni della | quotidiano360