La Camera del Lavoro chiede un "riposo dal caldo" previsto dalla legge e regole più severe per gli ambienti interni
Vienna, 08 giugno 2026
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Summary
La Camera del Lavoro, insieme all'Università di Medicina di Vienna, ha presentato un nuovo studio sullo stress da caldo sul posto di lavoro. Chiede un "riposo dal caldo" ancorato nella legge, disposizioni più severe per gli ambienti interni e regole vincolanti sulle pause.
Vienna, 08 giugno 2026
La Camera del Lavoro (AK), insieme all'Università di Medicina di Vienna (MedUni), ha presentato un nuovo studio sullo stress da caldo sul posto di lavoro e ha chiesto un "riposo dal caldo" disciplinato per legge, nonché misure di protezione vincolanti per gli ambienti interni.
Nel corso di una conferenza stampa tenutasi lunedì a Vienna, l'AK e la MedUni di Vienna hanno presentato i risultati di un'indagine che dovrebbe fornire valori di riferimento, fondati su basi mediche, per i tempi massimi di lavoro e le pause in caso di caldo. Secondo l'AK, a partire dai 30 gradi Celsius il rischio di incidenti aumenta del sette per cento. A partire da una temperatura dell'aria di 27 gradi Celsius, inoltre, le prestazioni cognitive diminuiscono.
L'autore dello studio Hans-Peter Hutter, della MedUni di Vienna, ha sottolineato che la sola temperatura regolamentata dice poco sullo stress effettivo. „Ob Hitze zur Gesundheitsgefahr wird, hängt maßgeblich von Luftfeuchtigkeit, Strahlungswärme bzw. Sonneneinstrahlung und vor allem von der konkreten Arbeitsschwere ab. Neben einer verringerten Produktivität, Unfällen und akuten Erkrankungen kann Hitzestress auch zu Langzeitschäden führen", ha spiegato Hutter. Tra questi figurano malattie cardiovascolari, danni ai reni e problemi di fertilità.
Studio: indice PHS come base di misurazione
Grazie al cosiddetto indice PHS (Predicted Heat Strain, previsione dello stress termico), oltre alla temperatura vengono presi in considerazione anche l'umidità dell'aria, l'irraggiamento solare, l'abbigliamento e lo sforzo fisico. Si tratta di un modello di medicina del lavoro con cui si calcola quanto il caldo metta sotto stress il corpo umano e per quanto tempo una persona possa lavorare in sicurezza in determinate condizioni. Sulla base di oltre 17.000 calcoli, secondo Hutter è possibile stabilire per quanto tempo si possa lavorare in sicurezza in determinate condizioni e quando siano necessarie pause.
In caso di stress termico estremo, con una temperatura percepita superiore ai 40 gradi, il tempo di lavoro sicuro può ridursi, secondo lo studio, a soli 15-20 minuti consecutivi, prima che si rendano necessarie pause di recupero più lunghe. „Vieles klingt einfach, in der Praxis braucht es aber genaue Überlegungen, wie dies umgesetzt wird", ha detto Hutter. La temperatura percepita non si riferisce solo al valore effettivo indicato dal termometro, ma dipende anche da altri fattori. È ad esempio visibile in alcune app meteo.
Le richieste della Camera del Lavoro
Ines Stilling, responsabile dell'area Sociale della Camera del Lavoro di Vienna, ha dichiarato lunedì in una conferenza stampa: „Die neue Hitzeschutzverordnung ist ein wichtiger Erfolg, für den wir uns lange eingesetzt haben. Aber wir dürfen hier nicht stehen bleiben." Ha chiesto limiti di esposizione vincolanti e un „Hitzefrei" obbligatorio in caso di rischi per la salute. „Hitzefrei" sia tuttavia „l'ultima risorsa possibile", ha sottolineato Stilling.
Stilling ha inoltre ricordato che i lavoratori sono sì obbligati a svolgere la propria prestazione lavorativa, „ma non si impegnano a sacrificare la propria salute ai datori di lavoro". Per la Camera del Lavoro, i risultati sono un argomento a favore di disposizioni di legge più severe. Le aziende devono essere obbligate ad applicare le più recenti conoscenze di medicina del lavoro e a proteggere efficacemente i lavoratori dalle conseguenze del caldo crescente.
Norme vigenti ed eccezioni
Dal 1° gennaio 2026 si applica il regolamento sulla protezione dal caldo per i lavori all'aperto, ad esempio nei cantieri. Esso è inteso a proteggere dai pericoli derivanti dal caldo e dalle radiazioni UV. Nei cantieri esiste una regolamentazione speciale: qui, a partire da temperature superiori ai 32,5 gradi Celsius, il lavoro all'aperto può essere interrotto, qualora non sia disponibile un posto di lavoro sostitutivo più fresco. Il datore di lavoro è tuttavia obbligato, a partire da una "temperatura percepita" di 30 gradi Celsius, ad adottare misure a tutela della salute.
La Camera del Lavoro chiede, tra l'altro, un "riposo dal caldo" disciplinato per legge, in funzione dello sforzo fisico, e pause di raffreddamento retribuite. Servono misure tecniche, ad esempio la messa a disposizione di locali freschi, ma anche organizzative, come lo spostamento degli orari di lavoro per evitare il caldo, nonché personali, come garantire un'adeguata disponibilità di liquidi.
In Austria circa 400.000 persone lavorano all'aperto. Solo a Vienna, nel 2025, la soglia dei 36 gradi è stata superata in sei giornate. Attualmente in Austria non esiste alcun diritto: anche in caso di elevate temperature estive, il posto di lavoro non può essere lasciato di propria iniziativa.
Uno sguardo agli ambienti interni e all'ÖGB
Stilling ha inoltre chiesto regole vincolanti per gli ambienti interni e l'impiego obbligatorio di strumenti di misurazione scientifici nelle aziende, nonché controlli più severi da parte dell'Ispettorato del lavoro. Anche la Confederazione sindacale austriaca (ÖGB) chiede migliori misure di protezione per il lavoro negli ambienti interni in caso di caldo.
Dinah Djalinous-Glatz, esperta di tutela dei lavoratori presso l'ÖGB, ha richiamato l'attenzione sul crescente stress da caldo in ambienti interni come ospedali, case di riposo, scuole e capannoni industriali. In occasione di una giornata d'azione sul caldo, l'ÖGB ha lanciato un sondaggio online, esteso a tutti i settori, sull'attuale stress da caldo sul posto di lavoro. L'organizzazione sostiene la posizione che in futuro per il lavoro in ambienti interni debbano valere le stesse regole previste per il lavoro all'aperto.
Quando la temperatura corporea interna raggiunge i 38,5 gradi Celsius, il lavoro deve essere immediatamente e inderogabilmente interrotto. Lo stress da caldo non è, secondo la valutazione di Hutter, un tema marginale: „Hitzestress ist kein Spaß, aber nach wie vor aus meiner Sicht extrem unterschätzt." Nel primo anno di riconoscimento in Austria del tumore bianco della pelle causato dai raggi UV come malattia professionale, sono stati segnalati 51 casi.
Questions & Answers
Cosa ha evidenziato lo studio della MedUni di Vienna?
Lo studio mostra che per valutare lo stress da caldo sul posto di lavoro non è determinante solo la temperatura, ma anche l'umidità dell'aria, l'irraggiamento solare, l'abbigliamento e lo sforzo fisico. Sulla base di oltre 17.000 calcoli sono stati determinati valori di riferimento per i tempi di lavoro sicuri e le pause.
Cosa chiede concretamente la Camera del Lavoro?
La Camera del Lavoro chiede un "riposo dal caldo" disciplinato per legge in funzione dello sforzo fisico, pause di raffreddamento retribuite, nonché misure di protezione tecniche, organizzative e personali. Inoltre si chiedono limiti di esposizione vincolanti e controlli più severi da parte dell'Ispettorato del lavoro.
Quali regole si applicano finora in caso di caldo sul posto di lavoro?
Dal 1° gennaio 2026 si applica il regolamento sulla protezione dal caldo per i lavori all'aperto, ad esempio nei cantieri, con norme speciali a part
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