L'OGH si pronuncia sulla condanna di Benko per krida fraudolenta
Vienna, 02 luglio 2026
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Summary
La Corte suprema si occupa giovedì della prima condanna di René Benko per krida fraudolenta. La Procura generale raccomanda di confermare la colpevolezza e di annullare l'assoluzione parziale.
Vienna, 02 luglio 2026
Giovedì la Corte suprema (OGH) di Vienna si occupa della prima condanna di René Benko per krida fraudolenta, pronunciata nell'ottobre 2025 dal Tribunale regionale di Innsbruck.
Udienza davanti all'OGH
L'udienza si svolge, secondo informazioni APA, nella Grande Sala del Palazzo di Giustizia di Vienna dalle 10 alle 12. Al termine è già prevista una decisione dei giudici supremi. Benko, che si trova in detenzione preventiva a Innsbruck, non si recherà a Vienna per l'udienza, come ha confermato all'APA il suo difensore Norbert Wess.
Nell'ottobre 2025 Benko era stato dichiarato parzialmente colpevole in primo grado e condannato a due anni di carcere, ma era stato assolto in un altro capo d'accusa. La Procura generale, che in questi casi consiglia l'OGH, raccomanda di confermare la condanna di Benko, ma di annullare l'assoluzione parziale. I giudici supremi non sono vincolati alle raccomandazioni della Procura generale, ma di solito le seguono.
In caso di annullamento dell'assoluzione, il Tribunale regionale di Innsbruck dovrebbe celebrare un nuovo processo su quel punto. Il secondo capo d'accusa riguarda un pagamento anticipato di affitto di 360.000 euro per una villa nel quartiere Hungerburg di Innsbruck. Anche la Procura per l'economia e la corruzione (WKStA) si oppone all'assoluzione sul secondo capo d'accusa. Vale la presunzione di innocenza.
Raccomandazione della Procura generale
Nel dicembre 2025 Benko aveva ricevuto in un secondo processo, sempre per krida fraudolenta, 15 mesi di carcere con la condizionale. Anche questa sentenza non è passata in giudicato dopo i ricorsi presentati dalla Procura per l'economia e la corruzione (WKStA) e dalla difesa. A metà giugno 2026 la WKStA ha presentato la terza accusa contro Benko, per truffa aggravata e krida fraudolenta.
Il difensore di Benko, Norbert Wess, contesta la condanna del suo assistito. Il fondatore di Signa respinge tutte le accuse. In un'intervista alla ORF Benko ha dichiarato: "Das ist wahrlich so, ich war im letzten Schuljahr, im Maturajahr, so wenig in der Schule, dass ich dann aufgrund der vielen Fehlstunden nicht mehr zur Matura zugelassen wurde". Sulla sua routine quotidiana ha inoltre spiegato di alzarsi ogni giorno alle 4:30 e di lavorare fino a poco prima di mezzanotte.
Dal sottotetto all'impero
Partendo da condizioni semplici e senza diploma di scuola superiore, il tirolese è riuscito a diventare uno degli imprenditori più ricchi d'Austria. Già a metà degli anni Novanta, quando aveva 17 anni, organizzò a Innsbruck la ristrutturazione di sottotetti nelle migliori posizioni del centro città per un amico imprenditore edile locale. Nel 2001 l'erede delle stazioni di servizio Stroh, Karl Kovarik, entrò nell'azienda di Benko con una cifra a doppia cifra in milioni. Con il denaro di Kovarik, la Signa Holding crebbe fino a diventare una delle più grandi società immobiliari austriache.
Il suo primo grande colpo Benko lo realizzò nel 2004 con l'acquisizione del Kaufhaus Tyrol a Innsbruck. Nel 2012 rilevò insieme al commerciante di diamanti israeliano Beny Steinmetz il celebre Kaufhaus des Westens, il KaDeWe, a Berlino. In Austria Benko entrò brevemente nel commercio di mobili con Kika/Leiner e acquisì partecipazioni in "Kronen Zeitung" e "Kurier". Il "Tirolese dell'anno 2011" non era privo di controversie.
Membri degli organi di vigilanza di Signa furono, tra gli altri, l'ex cancelliere SPÖ Alfred Gusenbauer, la presidente di Wüstenrot ed ex vicecancelliera FPÖ Susanne Riess-Hahn, l'ex capo della Bank Austria-Creditanstalt Karl Samstag, l'ex capo della RBI Karl Sevelda, l'imprenditore francese Robert Peugeot e il CFO della fondazione RAG Jürgen-Johann Rupp. L'ex capo dell'ÖBAG Thomas Schmid accusò Benko di avergli offerto un posto in Signa in cambio del suo aiuto per risolvere questioni fiscali milionarie.
Indagini e insolvenza
La WKStA conduce indagini con ormai 17 filoni distinti. Nell'autunno 2022 l'autorità perquisì il gruppo Signa. Nel 2023 la vigilanza bancaria europea sottopose i crediti bancari al gruppo Signa a una verifica speciale. Nel novembre 2023 la holding madre Signa Holding presentò istanza di insolvenza. Nello stesso mese Benko annunciò le sue dimissioni dalla presidenza del comitato consultivo di Signa Holding.
L'impero di Signa comprendeva oltre 1.000 aziende, controllate e singoli immobili interconnessi. Vengono citati nel rapporto, tra gli altri, il Goldene Quartier con l'hotel Park Hyatt a Vienna, il Bank Austria Kunstforum Wien, la Cassa di risparmio postale austriaca progettata da Otto Wagner, l'edificio della Borsa tedesca a Eschborn, l'Hotel Bauer Palazzo a Venezia, il Chrysler Building a New York, i Selfridges a Londra, il grande magazzino Globus in Svizzera e l'Elbtower ad Amburgo.
Dopo che nel 2019 Benko aveva inglobato anche il concorrente di Karstadt Kaufhof, fuse i due grandi magazzini sotto il tetto della "Galeria Karstadt Kaufhof GmbH". Galeria Karstadt Kaufhof finì quindi in difficoltà finanziarie, attraversò due procedure di protezione, dovette chiudere filiali e licenziare migliaia di dipendenti. La costruzione dell'Elbtower ad Amburgo e del grande magazzino Lamarr sulla Mariahilfer Straße di Vienna fu bloccata. Un piano di risanamento del commissario giudiziale per la Signa Prime Selection AG fallì nell'autunno 2024.
Precedente condanna e arresto
Il fondatore di Signa divenne colpevole, secondo le sue stesse parole, già in giovane età. Compagni di scuola ricordarono alla rivista Falter catene d'oro e una Ferrari in leasing. Già nel 2012 Benko era stato condannato in via definitiva in un procedimento fiscale italiano per tentata "interdizione vietata" a una pena detentiva di dodici mesi con la condizionale. In seguito si ritirò ufficialmente dalla gestione di Signa, ma in pratica rimase il decisore centrale.
Nel gennaio 2025 Benko presentò istanza di insolvenza privata. Secondo il KSV1870 i suoi debiti ammontavano a 2,43 miliardi di euro, che lo collocavano al secondo posto tra le sette maggiori insolvenze austriache del 2024. Il 23 gennaio 2025 fu arrestato a Innsbruck per pericolo di inquinamento delle prove e pericolo di reiterazione del reato e da allora si trova in detenzione preventiva. Nello specifico capo d'accusa Benko avrebbe regalato a sua madre 300.000 euro, sottraendoli così ai suoi creditori.
Prospettive sulla decisione
Il padre di famiglia, più volte, che aveva sposato un'ex modella, ha finora sempre respinto tutte le accuse. L'udienza odierna all'OGH riguarda esclusivamente la prima condanna per krida dell'ottobre 2025; gli altri procedimenti proseguono indipendentemente.
La decisione dei giudici supremi è attesa già giovedì. Se l'OGH seguisse la proposta della Procura generale, la condanna di Benko verrebbe confermata e l'assoluzione parziale annullata, il che comporterebbe un nuovo processo davanti al Tribunale regionale di Innsbruck sul capo d'accusa interessato.
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