Kosovo elezioni 2026: crisi politica e terzo voto in 16 mesi | quotidiano360
Kosovo al voto per la terza volta in 16 mesi: il Paese è in crisi politica
Prishtina, 07 giugno 2026
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Summary
Il Kosovo torna alle urne per la terza volta in circa sedici mesi, in un contesto di profonda instabilità politica che rischia di costare al Paese i fondi europei. Il partito Vetëvendosje del premier Albin Kurti parte favorito, ma l'opposizione spera in un risultato che lo costringa a coalizioni.
Prishtina, 07 giugno 2026
Il Kosovo ha celebrato il 7 giugno 2026 la sua terza elezione parlamentare in circa sedici mesi, con i seggi aperti dalle 7:00 alle 19:00 ora dell'Europa centrale, in un Paese alle prese con una grave crisi politica che minaccia l'accesso ai finanziamenti dell'Unione europea.
Le ragioni di una nuova elezione
La consultazione si è resa necessaria dopo il fallimento del Parlamento kosovaro nell'eleggere un nuovo capo dello Stato entro i termini previsti. Il quorum richiesto di 80 parlamentari sui 120 membri dell'assemblea non è stato raggiunto perché l'opposizione ha boicottato la sessione, aprendo la strada a un nuovo scioglimento delle camere. La presidente uscente Vjosa Osmani aveva sciolto il Parlamento a marzo, dopo che i deputati non erano riusciti a trovare un successore per la sua carica scaduta. La Corte Costituzionale del Kosovo aveva annullato lo scioglimento, imponendo l'elezione di un nuovo capo dello Stato entro il 28 aprile, termine scaduto senza esito. La presidente facente funzione Albulena Haxhiu ha quindi indetto nuove elezioni per il 7 giugno.
La tornata elettorale arriva in un contesto di polarizzazione crescente. Lo storico Konrad Clewing, in forza al Leibniz Institute for East and Southeast European Studies (IOS), ha osservato che il partito Vetëvendosje (Autodeterminazione) è una formazione ideologica strutturata attorno alla figura del premier Albin Kurti. Secondo Clewing, la vittoria elettorale di dicembre ha rafforzato la „Nichtneigung zu Kompromissen" del leader kosovaro, aggravando lo stallo istituzionale.
Alle urne si presentano 22 partiti, tre alleanze, un'associazione civica e un candidato indipendente, in una competizione che molti analisti considerano destinata a replicare lo schema delle precedenti. Nelle elezioni di dicembre, il VV aveva ottenuto il 51% dei voti, seguito dal Partito Democratico (PDK) con il 20% e dalla Lega Democratica del Kosovo (LDK) con il 13%. Tuttavia, quei consensi non si erano tradotti in una maggioranza assoluta perché alcuni seggi sono riservati alle minoranze. Con il sostegno dei rappresentanti delle comunità non serbe, il VV aveva conquistato 66 dei 120 seggi, sufficienti per governare ma non per eleggere il presidente, carica che richiede una maggioranza di due terzi.
Il partito Vetëvendosje e la figura di Kurti
Kurti ha dichiarato al termine della campagna elettorale di auspicare un risultato migliore rispetto a quello di dicembre, mentre l'opposizione lo accusa di rifiutare ogni forma di coalizione. L'analista Aleksandar Sljuka, della ONG New Social Initiative nel nord del Kosovo, ha ricordato che gran parte del risultato di VV a dicembre era arrivato dalla diaspora albanese del Kosovo tornata in patria durante le vacanze natalizie.
L'opposizione punta su un calo significativo dei consensi per Vetëvendosje, nella speranza che ciò costringa Kurti a collaborare con altre forze politiche. La stessa Osmani, che in passato aveva fatto parte della LDK, è rientrata in politica di partito candidandosi proprio con la LDK. L'esperta di questioni kosovare Donika Emini, dell'Università di Graz, ha affermato che „In einem fragmentierten Oppositionsumfeld ist sie eine der wenigen Figuren, die realistisch Kurtis Dominanz herausfordern und das Wettbewerbsgleichgewicht verschieben könnten".
La pressione dell'Unione europea
Il commissario europeo per l'Allargamento Marta Kos, in visita a Pristina, ha ammonito che il Kosovo ha urgente bisogno di „eine voll handlungsfähige Regierung, ein solides Parlament und einen ordnungsgemäß gewählten Präsidenten", sottolineando che il Paese necessita di stabilità per poter utilizzare i fondi UE ammontanti a 880 milioni di euro. A metà maggio l'Unione europea ha minacciato il Kosovo di perdere milioni di euro a causa dell'instabilità politica, indicando come cause la corruzione e la criminalità organizzata. La Commissione europea ha ribadito che il Kosovo è considerato solo un candidato "potenziale" all'adesione, a causa del conflitto irrisolto con la Serbia.
Sul piano internazionale, la posizione del Kosovo rimane fragile. L'ex provincia serba ha dichiarato l'indipendenza nel 2008, circa un decennio dopo la guerra del Kosovo, ma Belgrado non l'ha mai riconosciuta. Anche alcuni Stati membri dell'UE non riconoscono l'indivenza kosovara per timore di effetti separatisti, e l'adesione all'Unione richiede il consenso di tutti i 27 Paesi membri. L'analista politico Arben Fetoshi, dell'Università di Pristina, ha dichiarato a DW che „(Serbiens, Anm.) hybride Einmischung im Kosovo – insbesondere bei Wahlen – zielt darauf ab, die Vertretung der serbischen Gemeinschaft zu kontrollieren, um sie weiterhin als Instrument gegen den Kosovo zu nutzen". Clewing ha osservato che la Serbia non ha abbandonato la sua posizione revisionista, incluso il mancato riconoscimento del Kosovo indipendente.
Il nodo della Serbia e del mancato riconoscimento
La politica di Kurti nel nord del Kosovo, mirata a ridurre l'influenza serba e smantellare le istituzioni parallele informali, ha aumentato la sua popolarità tra gli albanesi del Kosovo ma ha alienato i partner occidentali, che chiedono maggiore autonomia per la parte serba. Il premier persegue una cosiddetta "politica di sovranità" con cui intende presentare il Kosovo in modo più assertivo verso gli Stati vicini e l'Occidente.
I primi exit poll erano attesi per le 19:00, con proiezioni più affidabili entro due o tre ore dalla chiusura dei seggi. L'intero processo è costato circa dieci milioni di euro, una cifra significativa per un Paese descritto come uno dei più poveri d'Europa, con un'inflazione che a inizio anno superava il cinque per cento. Il Kosovo conta circa 1,6 milioni di abitanti.
Alcuni elettori hanno espresso frustrazione per il ciclo continuo di elezioni. Il professore in pensione Gezim Selimi, intervistato dall'agenzia stampa AFP dopo aver votato a Pristina, ha dichiarato in inglese che ne ha abbastanza della situazione: „Genug ist genug. Ich erwarte von den Parteien, dass sie sich endlich besinnen und für das Kosovo arbeiten, anstelle Zeit für Machtkämpfe zu verschwenden, indem sie eine Neuwahl nach der anderen ansetzen".
La frustrazione degli elettori kosovari
La lavoratrice IT Miranda Fazliu ha definito "frustrierend, zu sehen, dass die Wahl das gleiche Ergebnis wie zuvor hervorbringen wird". L'analista Ardi Uka, sempre all'agenzia AFP, ha previsto che „Die Krise wird anhalten", paragonando il ciclo di elezioni ripetute in Kosovo alla situazione di Belgio o Bulgaria, Paesi membri dell'UE che hanno avuto difficoltà a formare governi stabili.
Il Kosovo ha attraversato negli ultimi anni una spirale di instabilità. Dopo la prima rielezione di Kurti nel febbraio 2025, la formazione di un governo funzionante aveva richiesto mesi. La situazione si era sbloccata, ma la mancata elezione del nuovo presidente ha riaperto la crisi. La coalizione tra il partito di governo e almeno un partito di opposizione sarebbe ora necessaria per garantire la governabilità del Paese e sbloccare i fondi europei.
Lo stallo politico e le prospettive future
Secondo Naim Rashiti, del Balkans Policy Research Group, il rapporto tra Kurti e Osmani era piuttosto una „Art Ad-hoc-Wahlallianz" che non una vera partnership. Kurti aveva rifiutato di sostenere Osmani per un secondo mandato, nonostante le precedenti rassicurazioni, giustificando la decisione con il fatto che i suoi 66 seggi non erano sufficienti per eleggerla. Senza una svolta politica, il Kosovo rischia di rimanere intrappolato in un circolo vizioso di elezioni infruttuose, con gravi conseguenze economiche e geopolitiche.
Il rapporto diffuso da Deutschlandfunk il 7 giugno 2026 e le informazioni raccolte a Pristina dal corrispondente David Freches dello studio ARD di Vienna confermano il clima di attesa e di malcontento che accompagna questa nuova tornata elettorale, con la comunità internazionale che osserva con preoccupazione l'evolversi di una crisi politica sempre più profonda.
Questions & Answers
Perché il Kosovo è tornato alle urne il 7 giugno 2026?
La nuova elezione si è resa necessaria perché il Parlamento kosovaro non è riuscito a eleggere un nuovo capo dello Stato entro il termine del 28 aprile, fissato dalla Corte Costituzionale dopo l'annullamento del precedente scioglimento. Il quorum di 80 parlamentari su 120 non è stato raggiunto a causa del boicottaggio dell'opposizione.
Quali sono i partiti favoriti alle elezioni parlamentari in Kosovo del 2026?
I sondaggi davano come favorito il partito di sinistra Vetëvendosje (Autodeterminazione) del premier Albin Kurti, che aveva vinto anche le tre precedenti elezioni parlamentari. L'opposizione, inclusa la LDK dell'ex presidente Osmani, sperava in un calo dei consensi che costringesse Kurti a formare coalizioni.
Qual è il rischio per il Kosovo legato all'instabilità politica?
L'Unione europea ha minacciato il Kosovo di perdere milioni di euro in finanziamenti a causa dell'instabilità politica, della corruzione e della criminalità organizzata. Il commissario per l'Allargamento Marta Kos ha sottolineato che il Paese ha urgente bisogno di un governo pienamente funzionante per accedere ai 880 milioni di euro di fondi europei disponibili.