Wiener Festwochen: Kaup-Hasler critica Rau su invito a Thiel | quotidiano360
Kaup-Hasler critica Milo Rau: "L'arte deve essere al centro, non l'intendente"
VIENNA — La tensione tra la politica culturale viennese e la direzione artistica dei Wiener Festwochen è esplosa pubblicamente, con l’assessora alla Cultura Veronica Kaup-Hasler che ha duramente criticato l’intendente Milo Rau per la sua gestione del festival.
C.Stadler/Bwag / Wikimedia Commons / CC BY-SA 4.0
Summary
L’assessora alla Cultura di Vienna Veronica Kaup-Hasler accusa l’intendente dei Wiener Festwochen Milo Rau di aver perso il controllo della manifestazione, culminata con un invito non autorizzato al controverso miliardario Peter Thiel. La polemica si inserisce in un contesto di previsti tagli al budget culturale della città per 45,7 milioni di euro entro il 2027.
VIENNA — La tensione tra la politica culturale viennese e la direzione artistica dei Wiener Festwochen è esplosa pubblicamente, con l’assessora alla Cultura Veronica Kaup-Hasler che ha duramente criticato l’intendente Milo Rau per la sua gestione del festival.
L’assessora alla Cultura di Vienna, Veronica Kaup-Hasler, ha lanciato un duro attacco contro Milo Rau, intendente dei Wiener Festwochen, accusandolo di agire al di fuori di ogni controllo e di anteporre la propria figura all’arte stessa.
La critica dell’assessora e l’invito “non autorizzato”
In un’intervista, Kaup-Hasler non ha usato mezzi termini per descrivere la situazione, affermando: "Ho l'impressione che l'assessora alla Cultura viennese abbia perso ogni controllo sulla sua tanto decantata scopa magica: Milo Rau, intendente dei Wiener Festwochen al terzo anno, fa quello che vuole". La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’aggiunta al programma di quest’anno di un evento non concordato, un "add-on" che prevede l’invito al controverso imprenditore e investitore Peter Thiel. Kaup-Hasler ha ribadito con forza la sua posizione: "Non permetterò la distruzione".
La critica dell’assessora si estende anche alla cerimonia di apertura del festival, durante la quale è salita sul palco per ricevere lo "sguardo donatore" del performer croato Braco, una figura che si vanta di essere apparso davanti a 120.000 persone. In questo contesto, Kaup-Hasler ha offerto un consiglio di lettura significativo, citando il libro "Il potere del ciarlatano" di Grete de Francesco, pubblicato nel 1937. L’autrice, ebrea viennese nata nel 1893, morì presumibilmente nel campo di concentramento di Ravensbrück nel 1945, un dettaglio biografico che l’assessora ha voluto sottolineare.
Il contesto finanziario: tagli in vista per la cultura
La disputa artistica si consuma in un clima di forte tensione finanziaria. La pianificazione di medio termine dell’assessora alle Finanze Barbara Novak prevede infatti per il 2027 una drastica riduzione dei fondi per il settore Cultura e Scienza. Le risorse destinate a questo ambito dovrebbero passare dagli attuali 353,7 milioni di euro a 308 milioni, con un taglio netto di 45,7 milioni di euro, pari a una riduzione del 13 per cento.
Kaup-Hasler ha difeso il suo operato portando esempi di gestione oculata dei fondi pubblici. Ha spiegato di aver investito un milione di euro in un progetto di tournée di teatro per ragazzi, descrivendolo come un modello di risparmio. "Le produzioni non scompaiono dopo poche rappresentazioni, ma vanno in tournée in cinque distretti periferici – Floridsdorf, Liesing, Simmering, Donaustadt e Favoriten", ha dichiarato. L’assessora ha anche sollevato interrogativi su altre voci di spesa, chiedendosi perché la città sovvenzioni i musical al Ronacher e al Raimund Theater con una cifra stimata di 20 milioni di euro all’anno, specialmente ora che il colosso dell’intrattenimento ATG sta costruendo un nuovo teatro nel Prater, che dall’autunno 2027 ospiterà musical. Ha inoltre ricordato che oltre il 90 per cento del budget per la cultura è destinato a finanziamenti e sovvenzioni.
Il “Glaubenstribunal” e il caso Peter Thiel
Il fine settimana scorso, nel gremito Odeon-Theater, si è tenuto un dibattito preliminare nel formato del "Glaubenstribunal" (tribunale della fede), un meccanismo di confronto che i Festwochen hanno adottato dopo le polemiche del primo anno di direzione di Rau, quando la partecipazione del direttore d’orchestra Teodor Currentzis fu annullata in seguito a proteste. Sul palco, insieme all’intendente Milo Rau, si sono seduti la drammaturga Sara Abbasi, la politologa Monika Mokre e il teologo Wolfgang Palaver per affrontare le critiche dell’opinione pubblica.
Nonostante l’atmosfera carica di aspettative, non sono emerse critiche veramente dure. La politologa Mokre, membro dell’organo dei Festwochen "Rat der Republik", ha messo in dubbio che i sostenitori di un annullamento dell’evento con Thiel fossero effettivamente presenti per prendere la parola. È emerso chiaramente che molto dipenderà dal teologo di Innsbruck Wolfgang Palaver e dalla sua capacità di far riuscire quella che è stata definita senza mezzi termini una "camminata sul filo del rasoio". Palaver, teologo della liberazione di sinistra, intrattiene infatti dagli anni ’90 una conoscenza intellettuale con Thiel.
L’obiettivo: “costringere” Thiel al confronto pubblico
Rau e Abbasi hanno difeso la scelta dell’invito, spiegando che lo scopo è "costringere" Peter Thiel a esporre pubblicamente per la prima volta le sue tesi, finora confinate a circoli ristretti. "Lo si 'costringe' così a sottoporre le sue discutibili opinioni sulla teologia cristiana della fine dei tempi, sull’utopismo tecnologico e sul concreto potere politico alla critica", hanno sostenuto. Facendo riferimento al titolo previsto per l’incontro, "Anticristo o Armageddon: dalla teologia alla politica reale", Rau ha assicurato che si intende rendere giustizia a entrambi gli aspetti.
Tra il pubblico, le reazioni sono state contrastanti. Un giovane teologo ha visto nel dibattito un’opportunità per portare una contro-argomentazione da una prospettiva di teologia della liberazione, schierando i cristiani di sinistra – "fino al Papa", che lo ha già fatto con la sua recente enciclica contro l’intelligenza artificiale – contro Thiel e altri esponenti della destra che usano argomentazioni religiose. Un altro giovane uomo, autodefinitosi estraneo alla "bolla artistica di sinistra", ha invece semplicemente ringraziato per l’invito a Thiel, sostenendo che è l’unica cosa che rende i Festwochen interessanti per qualcuno come lui, "non di sinistra", e che altrimenti non sarebbe mai possibile avvicinare una figura simile. Non è stato chiarito in modo definitivo se Thiel debba essere considerato un libertario che si oppone a "costrizioni" statali come le tasse, o un estremista di destra con tendenze fascistoidi. Un intervento originale dal pubblico ha proposto di "arrestare" Thiel con un’azione dimostrativa per le sue azioni.
Questions & Answers
Perché Veronica Kaup-Hasler ha criticato Milo Rau?
L’assessora alla Cultura di Vienna lo ha accusato di aver perso il controllo della direzione artistica dei Wiener Festwochen, culminata con l’invito non autorizzato al controverso imprenditore Peter Thiel.
Quali sono i tagli previsti per il budget culturale di Vienna?
La pianificazione finanziaria prevede per il 2027 una riduzione dei fondi per la Cultura e la Scienza di 45,7 milioni di euro, passando da 353,7 a 308 milioni, con un taglio del 13 per cento.
Qual è lo scopo dell’invito a Peter Thiel secondo gli organizzatori?
Secondo Milo Rau e la drammaturga Sara Abbasi, l’obiettivo è "costringere" Thiel