Il tribunale UE respinge il ricorso di Apple contro la regolamentazione più severa
Lussemburgo, 8 luglio 2026
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Summary
Il Tribunale dell'Unione europea ha respinto la causa intentata dal gruppo statunitense Apple contro la sua classificazione come cosiddetto gatekeeper nell'ambito del Digital Markets Act. Apple dovrà quindi continuare a rispettare gli obblighi più severi imposti dalla Commissione UE, in vigore dal settembre 2023 per App Store, iOS e Safari.
Lussemburgo, 8 luglio 2026
Il Tribunale dell'Unione europea in Lussemburgo ha respinto l'8 luglio 2026 la causa intentata dal gruppo tecnologico statunitense Apple contro la sua classificazione come cosiddetto gatekeeper nell'ambito del Digital Markets Act (DMA).
Contesto: cos'è il Digital Markets Act?
Il Tribunale dell'Unione europea in Lussemburgo ha respinto l'8 luglio 2026 la causa intentata dal gruppo tecnologico statunitense Apple contro la sua classificazione come cosiddetto gatekeeper – un'azienda digitale con un potere di mercato particolarmente elevato – per l'App Store e il sistema operativo iOS. Apple dovrà quindi continuare a rispettare gli obblighi più severi imposti dalla Commissione UE, in vigore dal settembre 2023 per questi servizi.
La Commissione europea aveva designato Apple nel 2023 come cosiddetto gatekeeper per l'App Store, il sistema operativo iOS e il browser Safari. Apple aveva intrapreso azioni legali contro tale classificazione e contro ulteriori decisioni DMA. Il tribunale in Lussemburgo ha ora confermato la linea argomentativa della Commissione su punti sostanziali.
Come ha spiegato il tribunale nella sua sentenza, tutte le varianti dell'App Store – vale a dire le applicazioni per iPhone, iPad, Apple Watch, Mac e Apple TV – perseguono un unico scopo: mettere in contatto gli sviluppatori di software con gli utenti finali. „Unabhängig von den jeweiligen Geräten verfolgen alle App Stores denselben Zweck, nämlich die Zusammenführung von Software-Entwicklern und Endnutzern", si legge nella motivazione della sentenza. Il tribunale UE ha confermato la valutazione della Commissione secondo cui le varianti dell'App Store costituiscono un unico „zentralen Plattformdienst".
L'App Store come „zentraler Plattformdienst"
Il tribunale ha respinto l'argomentazione di Apple secondo cui le diverse varianti dell'App Store dovessero essere trattate separatamente. I giudici in Lussemburgo hanno deciso che la Commissione europea aveva classificato le funzioni „zu Recht" come cosiddetti gatekeeper ai sensi del Digital Markets Act.
Oltre all'App Store e a iOS, Apple aveva contestato anche la classificazione di iMessage come „nummernunabhängiger interpersoneller Kommunikationsdienst" – ossia un servizio in cui la comunicazione non si basa su un numero di telefono della rete telefonica pubblica, ma su nomi utente o account. Anche su questo punto, secondo le fonti documentate, Apple non ha ottenuto un'esonero completo.
Apple si è dichiarata insoddisfatta dopo la sentenza. „Wir sind fest davon überzeugt, dass die Vorgaben des DMA über das hinausgehen, was rechtlich zulässig und verhältnismäßig ist", ha commentato il gruppo la decisione. L'azienda ha annunciato che esaminerà ulteriormente le opzioni legali.
Il Digital Markets Act era entrato in vigore come fulcro della regolamentazione digitale europea per imporre obblighi più severi alle grandi piattaforme. Secondo il DMA, la Commissione UE può designare come gatekeeper le piattaforme digitali al di sopra di una determinata soglia di utenti, quando queste sono „wirtschaftlich stark", hanno „erhebliche Auswirkungen auf den europäischen Markt" e operano „in mehreren EU-Ländern", rappresentando un importante „Zugangstor" per i consumatori.
Possibili sanzioni e conseguenze economiche
Per le aziende designate come gatekeeper si applicano obblighi particolari volti a garantire un „fairen Wettbewerb auf digitalen Märkten". Tra questi figurano, tra l'altro, disposizioni in materia di interoperabilità, divieto di auto-prioritizzazione e scelta dei servizi standard. Apple dovrà ora continuare a rispettare questi obblighi più severi.
La legge prevede sanzioni pesanti in caso di violazioni. Per i trasgressori recidivi sono previsti pagamenti fino al 20 percento del fatturato annuo mondiale – per Apple si tratta di importi nell'ordine dei miliardi. Gli osservatori del settore interpretano pertanto la sentenza come economicamente significativa, anche se Apple potrebbe valutare ulteriori possibilità di impugnazione davanti alla Corte di giustizia europea.
La Free Software Foundation Europe ha accolto con favore la decisione del tribunale UE, definendola una „Sieg für Entwickler und Computerbenutzer". Secondo l'organizzazione, la sentenza rafforza la posizione dei fornitori indipendenti di software nei confronti della piattaforma dominante.
Reazioni dal mondo economico e dalla società civile
Negli Stati Uniti il CEO di Apple Tim Cook aveva in precedenza comunicato al „Wall Street Journal" che il gruppo guarda con occhio critico alle disposizioni del DMA. Cook ha espresso preoccupazioni circa la compatibilità degli obblighi con il modello di business esistente e con la protezione dei dati degli utenti.
La sentenza si inserisce in una serie di decisioni con cui l'UE consolida la propria linea nei confronti dei grandi gruppi tecnologici statunitensi. Anche altri gruppi come Microsoft e Amazon devono affrontare decisioni DMA analoghe. La Commissione europea, secondo le proprie dichiarazioni, era interessata a ottenere una conferma giudiziaria dell'applicazione del DMA.
Per i consumatori in Europa la sentenza potrebbe avere effetti tangibili nel medio termine. Se in futuro Apple dovesse consentire fonti alternative per scaricare app su iPhone o migliorare l'interoperabilità con servizi concorrenti, ciò modificherebbe la concorrenza sul mercato europeo delle applicazioni mobili.
Prospettive: possibile impugnazione davanti alla CGUE
In ambito finanziario la sentenza è stata accolta con cautela. Gli analisti di JP Morgan Chase & Co. hanno valutato il titolo Apple l'8 luglio 2026 con „Overweight", Bernstein Research lo ha valutato con „Outperform". Altre case come UBS AG e Jefferies & Company Inc. avevano in precedenza assegnato rating neutri o prudenti.
Il reportage sul procedimento è stato ripreso, tra gli altri, dal Deutschlandfunk, che ha trasmesso la notizia l'8 luglio 2026. La vicenda è entrata così anche nella copertura mediatica di lingua tedesca.
La sentenza del tribunale UE è giuridicamente vincolante per Apple con effetto immediato. Tuttavia, se il gruppo dovesse presentare ricorso dinanzi alla Corte di giustizia europea, il procedimento potrebbe protrarsi per mesi o anni – con esito incerto.
Questions & Answers
Contro quali decisioni DMA Apple ha agito davanti al tribunale UE?
Apple ha fatto causa, tra l'altro, contro la sua classificazione come gatekeeper per l'App Store e il sistema operativo iOS, nonché contro l'inquadramento di iMessage come „nummernunabhängiger interpersoneller Kommunikationsdienst".
Perché il tribunale ha respinto la causa?
Il tribunale UE ha confermato la posizione della Commissione europea, secondo cui le varianti dell'App Store per iPhone, iPad, Apple Watch, Mac e Apple TV costituiscono un unico „zentraler Plattformdienst" e Apple è stata classificata „zu Recht" come gatekeeper ai sensi del DMA.
Quali sanzioni minacciano Apple in caso di violazione del DMA?
Secondo il DMA, le violazioni possono comportare sanzioni pecuniarie; per i trasgressori recidivi sono previsti pagamenti fino al 20 percento del fatturato annuo mondiale, il che per Apple significherebbe importi nell'ordine dei miliardi.
Apple perde davanti al tribunale UE: confermato lo status | quotidiano360