Il pulsante di recesso diventa obbligatorio: i commercianti online devono rendere facilmente accessibile il recesso del contratto da venerdì
Bonn, 18 giugno 2026
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Summary
Dal 19 giugno 2026 i commercianti online in Germania sono obbligati a mettere a disposizione un pulsante o un link ben visibile per il recesso dai contratti. Le associazioni dei consumatori lo considerano un'agevolazione, le associazioni di categoria mettono in guardia da un ulteriore onere burocratico.
Bonn, 18 giugno 2026
Una legge entrata in vigore obbliga i commercianti in Germania, a partire dal 19 giugno 2026, a predisporre sui propri siti web e nelle proprie app un cosiddetto pulsante di recesso, affinché i consumatori possano recedere dai contratti online con un solo clic.
Nuovo obbligo per i commercianti online
Da venerdì in Germania si applica un nuovo obbligo per il commercio online: i fornitori devono predisporre sulle proprie pagine internet e nelle proprie app un pulsante ben visibile o un link chiaramente etichettato, tramite il quale le clienti e i clienti possano recedere da un contratto appena concluso. Lo prevede il paragrafo 356a del Codice civile tedesco (Bürgerliches Gesetzbuch), con cui una direttiva UE corrispondente viene recepita nel diritto nazionale. La regolamentazione riguarda quasi tutto il commercio online nel settore B2C, ossia le transazioni tra imprese e privati.
La ministra federale competente, Stefanie Hubig, ha parlato di una vera conquista per la tutela dei consumatori. "Denn wenn der Vertragsschluss im Internet kinderleicht ist, dann muss es auch der Widerruf sein", ha dichiarato la politica dell'SPD. Finora le consumatrici e i consumatori avrebbero spesso dovuto cercare la funzione di recesso o richiederla in modo macchinoso. Ora vale: "Schluss mit endlosem Suchen und mühsamem Durchklicken." Questo fa risparmiare tempo e nervi e migliora la protezione dai contratti indesiderati.
Cosa deve fare il pulsante
Nel dettaglio, la legge disciplina come deve essere esattamente il pulsante. Sul sito web deve essere presente, a partire da domani, un pulsante ben visibile con un'etichetta chiara come "Vertrag widerrufen". Una dicitura poco chiara come "Serviceanfrage" non è sufficiente. Invece di un pulsante, può trattarsi anche di un link chiaramente etichettato, ad esempio con la dicitura "Widerruf erklären". La funzione non può inoltre essere nascosta dietro un accesso con credenziali: un obbligo di login non è consentito.
Il diritto di recesso in sé e il termine di recesso previsto dalla legge, generalmente di 14 giorni, non cambiano con la nuova normativa. Chi acquista online può continuare a recedere dal contratto d'acquisto entro 14 giorni senza fornire motivazioni. Carolin Semmler, avvocata e referente per il diritto dei consumatori della Verbraucherzentrale Nordrhein-Westfalen, ha illustrato la differenza rispetto alla disdetta: "Beim Widerruf wird der Vertrag vollständig rückgängig gemacht." Una disdetta riguarda invece principalmente i contratti in corso, come gli abbonamenti.
Differenza tra recesso e disdetta
Semmler accoglie esplicitamente con favore la novità. "Aktuell ist es für Verbraucher oft nicht einfach, einen Vertrag zu widerrufen. Das soll sich durch die neue Regelung verbessern", ha detto. "Er schützt Verbraucher vor unüberlegten Entscheidungen und erleichtert die Rückgabe unerwünschter oder nicht passender Waren", ha spiegato ancora Semmler. L'obiettivo è chiaro: "Verbraucher sollen einen Vertrag im Internet genauso einfach widerrufen können, wie sie ihn abgeschlossen haben." Resta inoltre possibile, come prima, recedere da un contratto con le modalità tradizionali, ad esempio tramite lettera o e-mail.
Anche Iwona Husemann, referente per il diritto dei consumatori presso la Verbraucherzentrale NRW, considera il pulsante un progresso. "Wenn Kunden einen Vertrag per E-Mail widerrufen, bekommen sie nicht immer eine Eingangsbestätigung und haben im Zweifel keinen Nachweis in der Hand", ha affermato. Con il nuovo pulsante, invece, la conferma è immediatamente visibile, il che facilita la dimostrabilità del recesso.
Grande approvazione tra la popolazione
Un sondaggio rappresentativo di YouGov, commissionato dalla Verbraucherzentrale, per il quale il 18 giugno 2026 sono state intervistate complessivamente 2.071 persone di età pari o superiore a 18 anni in Germania, sostiene le aspettative riposte nella novità. Secondo il sondaggio, il 79 per cento degli interpellati ritiene che un pulsante di recesso obbligatorio faciliti il recesso dagli acquisti online. Solo l'8 per cento non la vede così, il 13 per cento non ha fornito indicazioni.
Critiche dal mondo economico
Le associazioni di categoria guardano invece con critiche all'obbligo. "Schon heute sind Widerruf und Rückgabe im Onlinehandel bei den hier ansässigen Anbietern problemlos und äußerst einfach möglich", afferma Stefan Genth, amministratore delegato dell'Handelsverband Deutschland. Anche Friedrike Michael dell'associazione digitale Bitkom ritiene la disposizione superflua: "Aus unserer Sicht war das nicht nötig, das Widerrufsrecht war schon bisher sehr niedrigschwellig möglich", ha detto. Frank Holland, amministratore delegato dell'Handelsverband NRW, si è espresso in modo analogo: "So wird es auch in Zukunft laufen, einen extra Button brauchen wir dafür nicht."
L'Handelsverband mette in guardia da "Bürokratielasten" e ritiene che l'economia venga ulteriormente gravata dal nuovo obbligo. "Das erhöht die Abmahngefahr deutlich. Dazu entstünden weitere Risiken", si legge da ambienti di settore. Holland ha inoltre richiamato l'attenzione su un problema noto: "Da werden neue Schuhe bestellt, die alten abgetragenen als Widerruf zurückgeschickt." Oppure: "Da werden teure Kaffee-Vollautomaten für die große Party ausufernd genutzt und nach der Party widerrufen." I danni per i commercianti sarebbero elevati.
Cosa devono osservare ora i commercianti
Le esperte di diritto obiettano che l'obbligo non è stato inventato ex novo, ma si basa su una disposizione UE. La prescrizione a livello UE è in vigore già da tempo, ma il recepimento nel diritto nazionale avviene ora con il paragrafo 356a del BGB. Chi non si attiene alle disposizioni rischia in futuro conseguenze in materia di diritto della concorrenza, ad esempio diffide da parte di concorrenti o associazioni di tutela dei consumatori. Semmler ha sottolineato che la nuova normativa offre solo un'ulteriore possibilità di recedere dai contratti e non sostituisce le vie esistenti.
Dal 2022 esiste già nel commercio online un obbligo analogo per le disdette: il cosiddetto pulsante di disdetta (Kündigungsbutton). Chi desidera terminare un abbonamento o un altro contratto in corso trova già sulla maggior parte dei siti web dei fornitori un apposito pulsante. Il nuovo pulsante di recesso integra ora questa regolamentazione con la fase immediatamente successiva alla conclusione del contratto, ossia tipicamente i primi 14 giorni dopo un acquisto online.
Obbligo già esistente per le disdette
Nella pratica, la conversione dovrebbe essere relativamente semplice per le grandi piattaforme come Amazon o eBay. Entrambi i gruppi offrono già oggi funzioni corrispondenti nelle loro panoramiche degli ordini, ad esempio alla voce "Meine Bestellungen" o "Bestellung stornieren". I commercianti più piccoli e i negozi online specializzati devono ora però adeguare tecnicamente i propri siti web e verificare se le precedenti informazioni sul recesso soddisfano i nuovi requisiti. Tra questi rientrano un posizionamento ben visibile, un'etichetta inequivocabile e la rinuncia a un obbligo di login.
Consigli per le consumatrici e i consumatori
Obbligo del pulsante di recesso 2026: recesso dei contratti | quotidiano360