Il presidente della Corte Suprema austriaca mette in guardia da condizioni di lavoro «inaccettabili» nella Giustizia
Vienna, 5 luglio 2026
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Summary
Il presidente dell'Oberster Gerichtshof (OGH), Georg Kodek, ha avvertito in un'intervista all'APA che le condizioni di lavoro nella Giustizia austriaca sono «inaccettabili» e che i tribunali funzionano «più o meno bene» solo per il momento. Giudici e pubblici ministeri chiedono da anni più posti, ma il doppio bilancio 2027/28 non coprirà tale fabbisogno.
Vienna, 5 luglio 2026
Il presidente dell'Oberster Gerichtshof (OGH) d'Austria, Georg Kodek, ha definito questo sabato in un'intervista all'APA le condizioni di lavoro nella Giustizia «inaccettabili» e ha avvertito che il sistema giudiziario, che ancora opera «più o meno bene», potrebbe deteriorarsi presto se non verranno destinati più mezzi.
Un sistema al limite, secondo Kodek
Nell'intervista, pubblicata nel fine settimana, Kodek ha sostenuto che magistrati e pubblici ministeri lavorano da anni al limite o oltre la propria capacità. «Sono davvero da anni al limite o oltre il limite del sostenibile», ha dichiarato il presidente dell'OGH, che ha assunto la carica all'inizio del 2024 in una nomina che per la prima volta ha visto la partecipazione di un senato del personale.
Kodek ha inoltre chiesto un adeguamento urgente degli stipendi iniziali nella carriera giudiziaria. «Bisogna riadeguare con urgenza gli stipendi iniziali nella Giustizia», ha detto il giurista, sottolineando che la domanda di posti aggiuntivi da parte di giudici e pubblici ministeri non sarà soddisfatta nemmeno con il prossimo doppio bilancio 2027/28, nonostante l'accumulo di nuovi compiti.
Stipendi iniziali e posti insufficienti
Il presidente della Suprema Corte ha respinto l'idea di liberare i detenuti in anticipo come misura di risparmio, un'opzione che ha acquistato forza nel dibattito pubblico di recente. «Vedo la cosa in modo molto critico, molto preoccupato», ha affermato, aggiungendo che, se i tribunali non dispongono dei mezzi per eseguire le proprie decisioni, la decisione su se una sentenza venga eseguita o meno smetterà di dipendere dai giudici per passare a dipendere dal bilancio. «Allora bisogna assumerlo politicamente», ha avvertito.
Kodek ha sostenuto che il reinserimento sociale dei condannati ha anch'esso un costo che la società deve essere disposta ad assumersi. «L'esecuzione penale costa. E la risocializzazione costa», ha osservato il giurista, che si è descritto come molto favorevole a una politica criminale moderna, sebbene per ragioni tecniche e non fiscali. A suo avviso, l'attuale discussione rappresenta «una svolta preoccupante».
Rifiuto delle liberazioni anticipate dei detenuti
Sulla possibilità di ridurre le istanze nei processi civili come via di risparmio, il presidente dell'OGH ha riconosciuto che esiste un potenziale di efficienza, pur dichiarando di non sostenerlo. Ha ammesso anche che il finanziamento dei tribunali attraverso tasse globali risulta, in un certo senso, «disonesto», poiché il sistema si autofinanzia in larga misura.
Kodek ha ricordato che gli investimenti nei tribunali risultano sempre difficili da giustificare presso la politica. «Questo è il prezzo dell'indipendenza», ha affermato il magistrato. A suo avviso, mantenere l'attuale livello senza una drastica riduzione dei compiti e senza un aumento del personale «non è possibile».
«Il prezzo dell'indipendenza»
Il presidente della Suprema Corte ha elogiato, tuttavia, il funzionamento dei tribunali più piccoli del Paese, che ha definito «molto buoni», e ha osservato che eventuali risparmi sarebbero «solo molto piccoli e molto a lungo termine». Ha inoltre difeso l'idea di una «detenzione nel Paese d'origine» per certi detenuti come formula «forse ampliabile».
Tra i progetti pendenti, Kodek ha menzionato la necessità di dotare il Palazzo di Giustizia di un sistema di raffreddamento centralizzato in tutto l'edificio, nonché di una sala espositiva e di uno spazio polifunzionale per udienze ed eventi. Nel suo bilancio dopo poco più di due anni alla guida dell'OGH, ha detto che ci sono «piccole cose che mi rallegrano e che sono andate bene».
Uno degli obiettivi dichiarati del presidente dell'OGH è «rendere più visibile la Giustizia», sebbene il sistema degli uffici giudiziari si trovi, a sue parole, «estremamente irrigidito». Kodek, civilista di prestigio, dirige l'OGH dall'inizio del 2024, in una nomina che per la prima volta si è svolta con l'intervento di un senato del personale, secondo i dati disponibili.
Una Giustizia più visibile nonostante l'irrigidimento
Il presidente della Suprema Corte ha evitato di pronunciarsi direttamente sul dibattito politico attorno al bilancio, sebbene abbia chiarito che senza risorse aggiuntive il sistema finirà per risentirne. Le sue dichiarazioni giungono in un momento in cui le formazioni parlamentari —ÖVP, SPÖ e NEOS, secondo i riferimenti nella copertura— discutono i prossimi quadri di bilancio.
Kodek ha insistito sul fatto che esistono idee sufficienti per modernizzare la Giustizia, ma che queste si scontrano con la mancanza di mezzi. «Non mancano le idee, ma mancano le risorse finanziarie. E da tempo», ha sintetizzato il presidente dell'OGH, che ha anche chiesto di riconsiderare la struttura degli stipendi iniziali per attrarre e trattenere professionisti qualificati.
La diagnosi del presidente della Suprema Corte si aggiunge alle crescenti voci dentro e fuori la magistratura che denunciano da tempo il sovraccarico cronico dei tribunali austriaci. L'avvertimento arriva mentre il Governo prepara il doppio bilancio 2027/28, un documento che, secondo Kodek, non risolverà le carenze di personale né l'accumulo di nuove competenze.
Progetti pendenti per il Palazzo di Giustizia
Nell'intervista, Kodek si è riferito anche alla recente controversia sulla liberazione anticipata dei detenuti come via per alleggerire la pressione sul sistema penitenziario e generare risparmi. Il magistrato si è mostrato particolarmente preoccupato da questa linea di discussione e ha respinto l'idea che possa sostituire una politica criminale dotata di mezzi.
Il presidente dell'OGH ha insistito sul fatto che qualsiasi riforma deve passare attraverso una chiara decisione politica su quanto la società sia disposta a investire nel proprio sistema giudiziario. Senza tale decisione, ha previsto, l'indipendenza dei tribunali —che si traduce proprio nella difficoltà di competere con altre priorità di bilancio— finirà per pagare un prezzo sempre più alto.
L'intervista con l'APA rappresenta una delle rare occasioni in cui il presidente dell'Oberster Gerichtshof affronta pubblicamente la situazione dei tribunali e, in particolare, lo stato d'animo di giudici e pubblici ministeri. Il messaggio di fondo è che il sistema ancora funziona, ma si avvicina a un punto di svolta se non si interviene.
Kodek ha chiuso il suo intervento ricordando che la Giustizia austriaca è un pilastro dello Stato di diritto e che preservarla esige impegni concreti in materia di personale, stipendi e infrastrutture. L'avvertimento resta ora sul tavolo dell'Esecutivo e del Parlamento in vista della negoziazione del prossimo ciclo di bilancio.
Questions & Answers
Chi è Georg Kodek e quale carica ricopre?
Georg Kodek è il presidente dell'Oberster Gerichtshof (OGH), la Corte Suprema d'Austria, carica che ricopre dall'inizio del 2024 dopo una nomina effettuata per la prima volta con l'intervento
Kodek (OGH): condizioni «inaccettabili» nella Giustizia | quotidiano360