Il premier britannico Keir Starmer annuncia le dimissioni, aprendo la strada alla corsa alla leadership laburista
Londra, 22 giugno 2026
Prime Minister's Office / Wikimedia Commons / OGL 3
Summary
Il premier britannico Keir Starmer ha annunciato lunedì che si sta ritirando dalla guida del Partito laburista al governo e che lascerà l'incarico entro poche settimane. Ha dichiarato di aver "sentito la risposta" del suo partito sulla questione se fosse la persona giusta per guidarlo verso le prossime elezioni. Andy Burnham, sindaco uscente di Manchester, è ampiamente considerato il favorito per succedergli.
Londra, 22 giugno 2026
Il premier britannico Keir Starmer ha annunciato lunedì che si dimette dalla guida del Partito laburista al governo e che lascerà l'incarico entro poche settimane, innescando un periodo di transizione durante il quale si recherà a impegni internazionali con la responsabilità della carica ma senza autorità politica.
Dimissioni e conseguenze immediate
Starmer, diventato premier dopo una vittoria elettorale travolgente circa due anni fa, ha comunicato lunedì mattina al suo partito che si sarebbe dimesso. In dichiarazioni riportate dai media britannici, ha detto di aver "heard the answer" del suo partito sulla questione se fosse la persona giusta per guidarlo verso le prossime elezioni politiche. La sua partenza segna la fine di un mandato iniziato con una netta sconfitta dei Conservatori dopo 14 anni al potere.
Starmer è il sesto premier del Regno Unito a dimettersi nell'ultimo decennio, a sottolineare un periodo di insolita volatilità politica a Westminster. Il precedente governo del Regno Unito era il Partito conservatore, che ha governato per 14 anni prima dell'elezione di Starmer, e il suo arrivo a Downing Street era stato visto come un reset stabilizzante dopo anni di turbolenze. L'annuncio delle dimissioni crea ora un nuovo periodo di incertezza ai vertici della politica britannica.
Secondo i meccanismi di transizione che stanno prendendo forma, Starmer continuerà a recarsi a impegni internazionali con la responsabilità della carica ma senza l'autorità politica che deriva dalla guida del partito. Il passaggio di consegne dovrebbe avvenire nelle prossime settimane, seguito da una formale corsa alla leadership interna al Partito laburista. Nel frattempo, Starmer svolgerà funzioni cerimoniali e diplomatiche ma non potrà imprimere una direzione politica al suo governo.
Eredità e questioni aperte
Il periodo di transizione ha fatto saltare i piani di Starmer per consolidare la propria eredità. Le promesse fatte per rafforzare la spesa per la difesa, in particolare, appaiono ora altamente incerte mentre il governo si prepara a operare in modalità di gestione temporanea. I negoziati con gli alleati sulle basi militari e sulla politica energetica, già controversi, saranno ora gestiti da un leader che non può vincolare il proprio successore.
La figura più in vista attesa nella corsa alla leadership è Andy Burnham, sindaco uscente di Manchester e da lungo tempo presente nella vita pubblica britannica. Burnham viene descritto dai media britannici come ugualmente a suo agio nei corridoi di Westminster e nell'Inghilterra settentrionale operaia, ed è stato soprannominato il "King of the North" nella copertura della contesa in arrivo. È il favorito incontrastato per succedere a Starmer ed è ampiamente indicato come il probabile prossimo premier del Regno Unito.
Andy Burnham: il probabile successore
Tuttavia, un punto interrogativo resta sulle intenzioni di Burnham, che non ha confermato pubblicamente se si candiderà. Le regole sulla leadership del Partito laburista e i numeri in Parlamento determineranno chi altri potrebbe entrare in gara. Qualunque candidato prevalga, erediterà un partito al governo ma con un mandato indebolito e una serie di questioni politiche irrisolte.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha reagito rapidamente all'annuncio, criticando Starmer lunedì in dichiarazioni ai giornalisti durante un evento nello Studio Ovale. Trump ha detto che Starmer era "sort of a friend" ma lo ha accusato di non essere stato sufficientemente solidale con gli Stati Uniti sulla NATO e sul conflitto con l'Iran. "I wish him well", ha detto Trump, indicando al contempo energia, immigrazione e criminalità come problemi politici di Starmer.
La dura reprimenda di Trump
Trump è andato oltre sulla politica energetica, sostenendo che il Regno Unito ha una porzione molto migliore del Mare del Nord ma non la sfrutta per ragioni ambientali. "The UK buys much of its energy. You know where? Norway. You know where they get their oil? The North Sea", ha detto Trump. Ha inoltre accusato Starmer di aver gestito male la politica energetica britannica non sfruttando il petrolio del Mare del Nord e permettendo "windmills all over the place", e ha affermato che Starmer "really hurt himself very, very badly" su energia e immigrazione.
Il presidente americano ha anche criticato Starmer per l'uso delle basi militari britanniche a Cipro in appoggio a strike contro obiettivi iraniani, esprimendo delusione per il fatto che la Gran Bretagna abbia impiegato troppo tempo ad approvare la richiesta statunitense. Trump ha detto che Starmer inizialmente dichiarò che gli USA non potevano usare l'isola per atterrare, cosa che Trump ha definito una novità, e ha osservato che Starmer alla fine cedette ma che il rifiuto iniziale fu "a bad move" che "hurt him badly". Trump aveva previsto la partenza di Starmer in un post su Truth Social prima dell'annuncio ufficiale delle dimissioni.
La politica estera britannica in Medio Oriente era diventata un punto di attrito tra i due leader ben prima dell'annuncio di lunedì. Il quadro di un più ampio sforzo di pace aveva definito un piano per cessare le operazioni militari in Libano, e Stati Uniti e Iran avevano firmato un memorandum d'intesa la settimana precedente, con il primo ciclo di negoziati ad alto livello tra Washington e Teheran conclusosi in giornata in Svizzera. USA e Iran hanno concordato una roadmap volta a finalizzare un'intesa entro 60 giorni, che include l'istituzione di una linea di comunicazione per prevenire incidenti nello Stretto di Hormuz, secondo mediatori del Qatar e del Pakistan. Il vicepresidente Vance ha trascorso il fine settimana in una località svizzera per lavorare sui dettagli di un'intesa di pace provvisoria tra Stati Uniti e Iran.
Implicazioni per la politica estera britannica
Con le dimissioni di Starmer, la questione di quanto il Regno Unito resti allineato all'approccio americano sull'Iran passa ora al suo successore. Le decisioni britanniche sulle basi, compreso l'uso della RAF Akrotiri a Cipro, avevano già creato attriti nella relazione transatlantica, e la prospettiva di un nuovo premier potrebbe spostare quell'equilibrio. Un comunicato congiunto ha riferito che Stati Uniti e Iran formeranno un comitato per affrontare questioni come il monitoraggio nucleare e le sanzioni, e il Regno Unito dovrà decidere quanto strettamente coordinarsi con Washington nelle prossime fasi.
Per i Laburisti, la corsa alla leadership determinerà sia la direzione della politica interna sia la postura internazionale del governo. Chiunque subentri erediterà un programma che includeva impegni di spesa ambiziosi e un'agenda energetica contestata. Il periodo di transizione durante il quale Starmer resterà a Downing Street è pensato per garantire continuità, ma comporta anche che le decisioni politicamente difficili saranno probabilmente rinviate a quando il nuovo leader sarà insediato.
La politica britannica è stata attraversata da un ricambio quasi continuo negli ultimi tempi, e le dimissioni di Starmer aggiungono un'ulteriore svolta. La sua elezione a premier era seguita a un periodo in cui il precedente governo del Regno Unito, il Partito conservatore, era stato al potere per 14 anni. La rapidità con cui il Paese è passato da una storica sconfitta dei Conservatori alle dimissioni del suo successore illustra la volatilità dell'attuale ciclo politico. Elettori, analisti e diplomatici seguiranno ora da vicino per vedere chi si farà avanti e con quale rapidità.
Guardando avanti, l'
Keir Starmer si dimette: successione dei Laburisti e | quotidiano360