Il governo federale presenta un nuovo pacchetto di sostegno ai media: 22,5 milioni di euro per la distribuzione e la digitalizzazione
Vienna, 20 luglio 2026
AI-generated image (z-image via Kie.ai)
Summary
Il vicecancelliere Andreas Babler ha presentato lunedì un ampio pacchetto per i media, che prevede un contributo alla distribuzione di 22,5 milioni di euro, il prolungamento del fondo per la digitalizzazione e nuovi fondi per l'educazione ai media e per i format giovanili. Il pacchetto intende rafforzare il polo mediatico nazionale contro i Big Tech e la disinformazione – critiche arrivano da FPÖ e Verdi.
Vienna, 20 luglio 2026
Il vicecancelliere e ministro dei Media Andreas Babler (SPÖ) ha presentato lunedì, insieme ai partner di coalizione ÖVP e NEOS, un nuovo pacchetto di sostegno ai media, che comprende un contributo alla distribuzione di 22,5 milioni di euro, l'ampliamento del fondo per la trasformazione digitale e dieci milioni di euro per l'educazione ai media nonché il nuovo programma di finanziamento "Giovani Media".
Tre pilastri per il polo mediatico
Il pacchetto presentato il 20 luglio 2026 si compone di tre pilastri: un nuovo contributo alla distribuzione, il prolungamento del fondo per la trasformazione digitale e finanziamenti per l'educazione ai media e per offerte giornalistiche rivolte a giovani target. Cancelleria federale e Ministero dei Media hanno sottolineato che, nonostante il consolidamento di bilancio in corso, si tratta di un "pacchetto per i media ampio" con nuovi fondi tutt'altro che irrilevanti.
Con il contributo alla distribuzione, pari a 22,5 milioni di euro all'anno, si intende salvaguardare il cosiddetto "ultimo miglio", ovvero la complessa consegna dei giornali fino alla porta di casa o alla cassetta della posta. Secondo Babler è essenziale che il codice postale non giochi alcun ruolo nell'accesso alle notizie: "Die Postleitzahl dürfe beim Zugang zu Nachrichten keine Rolle spielen, sagte Babler." Anche i 25 milioni di euro inizialmente annunciati sono stati leggermente ridotti; 2,5 milioni di euro dovrebbero confluire nel fondo per la trasformazione digitale.
La trasformazione digitale viene ampliata
Il fondo per la trasformazione digitale, finora dotato di 20 milioni di euro dal 2022, sarà aumentato – secondo quanto riferito dal capogruppo parlamentare ÖVP Ernst Gödl – a 22,5 milioni di euro all'anno per il 2027 e il 2028. In questo modo si intende finanziare progetti concreti, anziché distribuire fondi secondo il criterio "a pioggia". Gödl ha sottolineato che il contributo alla distribuzione è di fatto un finanziamento concreto per le regioni rurali: "Die letzte Meile ist die teuerste."
I fondi per l'educazione ai media (Medienkompetenz) vengono aumentati in modo significativo: invece degli attuali 700.000 euro, in futuro dovranno confluire tre milioni di euro agli operatori mediali che sviluppano o ampliano le relative offerte. Ulteriori risorse sono previste per misure volte a rafforzare l'educazione ai media, soprattutto tra i giovani. Nel complesso, il governo prevede circa dieci milioni di euro per l'educazione ai media e per il programma "Giovani Media".
Il programma "Giovani Media" con sette milioni di euro
Il nuovo programma di finanziamento "Giovani Media" è dotato di sette milioni di euro e si rivolge sia alle start-up sia alle case editrici affermate. Verranno finanziati format giornalistici innovativi per giovani target, le cui offerte dovranno essere liberamente accessibili. Una giuria indipendente dovrà decidere l'assegnazione. Secondo Gödl, il bando è ancora in fase di elaborazione e verrà completato non prima del secondo trimestre 2027.
Babler ha esplicitamente inquadrato la politica dei media come politica della democrazia: "Demokratiepolitik" è la parola chiave, non la politica di potere. "Es muss egal sein, ob jemand am Land lebt oder in der Stadt – alle sollen einen Zugang zu Qualitätsjournalismus erhalten", ha detto il vicecancelliere. Il suo ministerio ha già bloccato la "erogazione incontrollata" di inserzioni; in futuro i media nazionali dovranno "essere sostenuti in modo mirato, dove necessario e richiesto".
Le basi per la riforma 2028
I punti chiave della futura architettura dei finanziamenti sono già definiti: un finanziamento di base tecnologicamente neutrale dovrà tutelare i posti di lavoro giornalistici, integrato da fondi per l'innovazione, i modelli di business digitali, le start-up e l'educazione ai media. I requisiti per accedere ai finanziamenti sono l'indipendenza redazionale, il rispetto delle linee guida etiche e la produzione di prestazioni giornalistiche di interesse pubblico. La base imponibile minima per il finanziamento a tutela del pluralismo è stata abbassata a 100.000 euro, per agevolare l'accesso ai media più piccoli e non commerciali.
Per il 2028 Babler ha annunciato un'ulteriore, più ampia riforma del sistema nazionale di sostegno ai media. La base sarà uno studio presentato ad aprile dalla Medienhaus Wien. Al centro della riforma dovranno esserci qualità, indipendenza e la riduzione al minimo dell'influenza politica. La portavoce per i media dei NEOS, Henrike Brandstötter, ha richiamato l'attenzione su un "Zukunftsforum" in autunno, durante il quale si discuterà del futuro dell'ORF e del ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo.
Le reazioni al pacchetto sono state politicamente contrastanti. L'FPÖ respinge nettamente la riforma. Il portavoce per i media Christian Hafenecker ha parlato di una "Gleichschaltung per Förderprogramm" e teme la "ristrutturazione del mercato mediatico austriaco verso la vecchia DDR". L'FPÖ ha criticato il fatto che sia lo Stato a decidere cosa sia qualità, quale sia la giusta visione e chi riceva i fondi. Le critiche si sono indirizzate anche contro una temuta "selva di testate compiacenti verso il governo".
Critiche da FPÖ e Verdi
Anche i Verdi hanno valutato negativamente il pacchetto. La portavoce per i media Sigi Maurer ha definito la proposta "völlig unzureichend" e ha criticato che arriva "viel zu spät". La riforma viene di nuovo solo annunciata e dovrebbe arrivare non prima del 2028, "wenn überhaupt". Maurer ha inoltre evidenziato che i media regionali gratuiti, distribuiti senza abbonamento, non ricevono alcun contributo alla distribuzione.
La portavoce per i media dei NEOS, Henrike Brandstötter, si è detta sostanzialmente aperta al pacchetto, ma ha posto condizioni concrete. Il contributo alla distribuzione verrà erogato solo a media informativi con un modello di business concreto e abbonati, ha precisato Brandstötter. Ha citato esplicitamente la Russia, con la quale ci si troverebbe in una "guerra ibrida". La democrazia viene attaccata con menzogne, disinformazione e fake news. Brandstötter ha descritto il contributo alla distribuzione come "Übergangsförderung" per i media che vendono abbonamenti; le "Lifestyle-Zeitungen" non dovrebbero beneficiarne.
Anche il settore stesso ha preso posizione. L'Associazione dei giornali austriaci (VÖZ) ha accolto con favore il pacchetto e ha parlato di "Planungssicherheit" per il polo mediatico. Il nuovo presidente del VÖZ Rainer Nowak, amministratore delegato della "Presse", ha definito la certezza di pianificazione per le case editrici come "wichtig und richtig". Il direttore del VÖZ Gerald Grünberger ha ricordato che ci si trova di fronte a "einer Übermacht der Big-Tech-Unternehmen" e ha sottolineato la rilevanza del fondo per la trasformazione digitale. Il VÖZ aveva tuttavia in precedenza messo in guardia dall'ulteriore
Pacchetto media Austria 2026: Babler presenta i | quotidiano360