Il FMI taglia ancora le prospettive di crescita della Germania – la guerra in Iran frena la congiuntura
Washington, 08 luglio 2026
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Summary
Il Fondo monetario internazionale ha nuovamente ridotto le sue previsioni di crescita per l'economia tedesca. Le cause sono le conseguenze della guerra in Iran, che si ripercuotono sulla congiuntura soprattutto attraverso l'aumento dei prezzi energetici.
Washington, 08 luglio 2026
Il Fondo monetario internazionale (FMI) ha nuovamente tagliato le sue previsioni di crescita per l'economia tedesca e per l'anno in corso si attende ora un aumento del prodotto interno lordo solo dello 0,7 per cento, come comunicato dall'istituzione mercoledì a Washington.
Il FMI ha motivato la decisione con i persistenti effetti dello shock dei prezzi energetici derivante dalla guerra in Iran. „„Im laufenden Jahr werde sich der Iran-Krieg bemerkbar machen, vor allem durch höhere Energiepreise, teilte der IWF in Washington mit.„“, si legge in una nota del Fondo. Le prospettive congiunturali per la Germania sono quindi peggiorate di nuovo: già ad aprile il FMI aveva rivisto al ribasso le proprie stime, ora le ha corrette di un ulteriore 0,1 punti percentuali al ribasso.
Per il 2027 il FMI ha persino ridotto le sue previsioni per la Germania di 0,2 punti percentuali, attestando la crescita attesa all'1,0 per cento. Ciò è dovuto all'ipotesi che la situazione nello stretto, decisivo per il commercio energetico globale, tornerà a normalizzarsi solo entro marzo 2027. Fino ad allora l'industria tedesca, che già soffre di prezzi energetici elevati e di problemi nel comparto delle esportazioni, resterà sotto pressione.
Congiuntura sotto shock energetico
L'attuale previsione del FMI dello 0,7 per cento per il 2026 resta comunque superiore alle attese del governo federale e del Consiglio degli esperti, che per la Germania si aspettano in questo anno una crescita dello appena 0,5 per cento. Anche la Bundesbank si attende, stando ai propri dati, solo una „„minimalen kalenderbereinigten Wachstum von 0,5 Prozent““ per la Germania.
La Germania nel 2025 aveva evitato per un pelo un terzo anno consecutivo di crescita zero, registrando un mini-aumento dello 0,2 per cento. Con l'ulteriore correzione del FMI, anche per il 2026 una dinamica altrettanto magra si avvicina in modo tangibile. „„Die deutsche Industrie leidet unter hohen Energiepreisen und Problemen im Exportgeschäft„“, ha scritto il FMI.
A livello globale il FMI ha tagliato anche le attese di crescita per l'anno in corso di 0,1 punti percentuali, portandole ora al 3,0 per cento. „„Die Weltwirtschaft habe den Schock durch den Krieg bislang besser überstanden als erwartet, hieß es. Angesichts eines Wiederaufflammens des Kriegs drohen allerdings neue Belastungen für die Wirtschaften in aller Welt„“, ha spiegato il Fondo.
Le prospettive globali si offuscano
Per l'Eurozona il FMI prevede per il 2026 una crescita dello appena lo 0,9 per cento, lo 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle stime precedenti. Il FMI parte dal presupposto che i tassi di riferimento negli Stati Uniti e nell'area euro resteranno inizialmente stabili a causa dell'inflazione persistente. La banca centrale statunitense, la Federal Reserve, aveva ultimamente mantenuto il proprio tasso di riferimento tra il 3,5 e il 3,75 per cento. La Banca centrale europea aveva in precedenza alzato il tasso sui depositi per la prima volta in quasi tre anni di 0,25 punti percentuali, portandolo al 2,25 per cento.
L'inflazione globale, secondo i dati del FMI, è aumentata a maggio per il terzo mese consecutivo, trainata soprattutto dai rincari energetici. „„Die Energiepreise liegen ungefähr 25 Prozent höher als vor dem Krieg„“, ha scritto il Fondo. Per il 2027 il FMI prevede un'inflazione globale del 3,9 per cento: 0,2 punti percentuali in più rispetto alle stime di aprile e quasi il doppio dell'obiettivo di inflazione di lungo periodo del 2 per cento. Per l'anno in corso il Fondo si attende ora un'inflazione globale del 4,7 per cento, a fronte del precedente 4,4 per cento.
La causa del peggioramento delle prospettive è soprattutto il blocco dello stretto. Nelle sue ipotesi il FMI parte dal presupposto che lo stretto di Hormuz venga riaperto progressivamente al traffico navale a partire da metà luglio. „„Die Lage dürfte sich nach dieser Annahme bis März 2027 weitgehend auf den Vorkriegszustand einpendelt haben„“, scrive il Fondo. In base all'accordo, il governo statunitense e Teheran avevano in realtà definito un cessate il fuoco – ma la situazione resta instabile.
La situazione nello stretto resta fragile
L'esercito iraniano ha infatti annunciato, secondo quanto riportato dai media, una reazione agli attacchi americani. Il militare statunitense aveva reagito ad attacchi contro petroliere nello stretto di Hormuz bombardando nella notte scorsa decine di obiettivi in Iran. Poco dopo, l'esercito del Paese del Golfo, il Kuwait, ha segnalato fuoco nemico; le sirene hanno suonato anche in Bahrain nelle prime ore del mattino.
Contemporaneamente gli Stati Uniti hanno ripristinato le sanzioni precedentemente allentate sul petrolio iraniano e hanno ritirato una deroga concessa solo circa due settimane prima. I mercati petroliferi hanno reagito prontamente con rialzi dei prezzi. Un cessate il fuoco parziale tra Washington e Teheran e un accordo quadro avevano inizialmente un po' rasserenato i mercati, ma i prezzi restavano superiori ai livelli precedenti allo scoppio del conflitto.
In questo contesto, il FMI avverte che alcuni Paesi emergenti e in via di sviluppo potrebbero fare ricorso alle scorte come in passato. „„In einigen Schwellen- und Entwicklungsländern werde das allerdings aufgrund fehlender Vorräte nicht möglich sein, betonte der IWF„“. Lì, in caso di un nuovo blocco dello stretto, vi sarebbero „„neue Belastungen für die Wirtschaften in aller Welt„“, si legge ancora nel rapporto.
Politica monetaria davanti a un dilemma
Il FMI vede nel boom dell'IA un sostegno alla congiuntura globale: i progressi e il lancio sul mercato di modelli di IA sostengono la ripresa, scrive l'istituzione. Paesi come Corea del Sud e Taiwan, che esportano hardware per l'IA, hanno registrato evidenti balzi di crescita. La Germania ne trae finora pochi benefici.
Per le prossime settimane il FMI si attende una situazione inizialmente ancora tesa sui mercati energetici e valutari. Se la situazione della sicurezza nella regione del Golfo dovesse di nuovo aggravarsi, la congiuntura tedesca, già debole, subirebbe ulteriori pressioni.
Il boom dell'IA come sostegno dell'economia globale
Nel frattempo, secondo le valutazioni del FMI, i prezzi energetici dopo il blocco dello stretto si sono calmati più rapidamente del previsto. Tuttavia il livello dei prezzi resta nettamente elevato – e con esso anche il vento contrario per l'industria tedesca, dipendente dalle esportazioni.
Riguardo alla politica monetaria, il FMI prevede che le banche centrali negli USA e nell'area euro manterranno i tassi di riferimento sostanzialmente stabili nel breve periodo. I prezzi energetici più alti e una dinamica di crescita più debole pongono i banchieri centrali davanti a un dilemma: da un lato la congiuntura frena un taglio dei tassi, dall'altro l'inflazione spinge verso tassi più alti. Il FMI, in questo campo di tensione, non intravede per il momento margini per tagli significativi dei tassi.
Il FMI taglia le previsioni: la Germania crescerà solo | quotidiano360