Il Comitato etico dell'ÖVP chiede l'espulsione di Ruck | quotidiano360
Il Comitato etico raccomanda l'espulsione: l'ÖVP di Vienna esaspera il conflitto con il capo del Wirtschaftsbund Ruck
Vienna, 26 luglio 2026
Bundesministerium für Finanzen / Wikimedia Commons / CC BY 2.0
Summary
Il Comitato etico dell'ÖVP raccomanda agli organi competenti del partito di adottare tutte le misure appropriate fino all'espulsione del capo del Wirtschaftsbund di Vienna, Walter Ruck. Nell'ÖVP viennese ciò scatena una lotta di potere aperta sull'orientamento futuro del partito regionale.
Vienna, 26 luglio 2026
Il Comitato etico dell'ÖVP ha raccomandato agli organi competenti del partito di adottare tutte le misure appropriate fino all'espulsione nei confronti del presidente del Wirtschaftsbund di Vienna, Walter Ruck, dopodiché nel partito regionale viennese è esploso un conflitto aperto su come gestire il capo della Camera di commercio.
L'ÖVP di Vienna sta avviandosi verso una crisi interna senza precedenti. A innescarla è stata una raccomandazione del Comitato etico dell'ÖVP, resa nota nel pomeriggio di venerdì, che ha suggerito agli organi competenti del partito di adottare "le misure e le sanzioni ritenute idonee, fino all'espulsione", per "limitare il danno arrecato in pubblico" da Walter Ruck. Il Partito popolare stesso ha parlato di un organo consultivo che può operare "su incarico del presidente del partito" oppure "d'ufficio".
Contesto della raccomandazione
Alla base dell'escalation ci sono le accuse mosse a Ruck in relazione a registrazioni audio, il cui contenuto lui stesso non ha confermato. Ruck ha fatto riferimento, in una lettera ai membri della direzione federale dell'ÖVP di venerdì, di aver "fin dall'inizio segnalato" che "le dichiarazioni pubblicate non possono essere confermate da me". Allo stesso tempo ha parlato di una "campagna mediatica" contro l'autogoverno e contro la sua persona.
Il capo dell'ÖVP di Vienna, Markus Figl, ha chiarito sabato nel Morgenjournal di Ö1 che per lui un ulteriore invito a Ruck nelle sedi del partito non è più ipotizzabile. L'idea sarebbe "assurda", ha detto Figl – una formulazione che, secondo il KURIER, ha poi ripetuto anche in seguito. Sarebbe, ha aggiunto Figl, una "contraddizione logica" voler escludere Ruck dagli organi e allo stesso tempo continuare a invitarlo.
Sostegno dai Länder
Dal Land di Salisburgo è arrivato immediatamente il sostegno alla dirigenza viennese del partito. La governatrice Karoline Edtstadler ha comunicato in una nota: "Un comportamento simile nel XXI secolo non ha posto nella politica in Austria – né nel partito, né nel Wirtschaftsbund o nella Camera di commercio". Anche la governatrice della Bassa Austria, Johanna Mikl-Leitner, ha salutato con favore l'iniziativa: il presidente dell'ÖVP Christian Stocker ha così "lanciato un segnale importante e giusto".
Diverso è il clima all'interno dello stesso Wirtschaftsbund viennese, che, secondo una nota dello STANDARD, sta attualmente trasmettendo molto consapevolmente un'immagine di compattezza. L'immagine della "famiglia del Wirtschaftsbund" (con "papà" Ruck), coltivata nei messaggi interni, regge anche verso l'esterno – secondo la lettura ufficiale. Che l'intero Wirtschaftsbund sia dietro a Ruck, tuttavia, "in termini così generici" non corrisponde al vero, si fa sapere nel contempo dal partito. Per di più le prese di posizione ufficiali si appoggiano al riferimento a uno "schiacciante" risultato di 121 voti su 122 in un'elezione.
Elezione sotto sospetto di manipolazione
Al centro delle accuse c'è l'elezione della Camera di commercio del 2025. Allora Ruck avrebbe sfruttato una lacuna nella legge sulla Camera di commercio per assicurare al Wirtschaftsbund dell'ÖVP una maggioranza nel parlamento economico. In un'elezione dei delegati sulle schede elettorali sarebbe già stato indicato Walter Ruck come nuovo vecchio presidente – per giunta "come unico nome sulla scheda", come riportato dallo STANDARD. "In altre parole: per votare Ruck si poteva evitare il 'giro' nella cabina e semplicemente inserire la scheda già pronta", ha scritto il giornale.
Un funzionario viennese dell'ÖVP ha detto al KURIER che lui e i colleghi erano irritati: "Se questo risponda ancora ai requisiti di un'elezione segreta, ognuno può giudicarlo da sé". Un altro è stato ancora più esplicito: durante l'elezione avrebbero regnato "condizioni come in Russia". Un post anonimo su Facebook ha condensato l'indignazione nella formula: "Come si arriva a questa follia?!?!".
Uno dei primi a rendere pubbliche le irregolarità è stato proprio Figl, che con ciò ha messo sotto pressione la dirigenza del partito. La funzionaria Evelyn Neumann è stata, come riportato dallo STANDARD, una delle prime a schierarsi apertamente contro Ruck: avrebbe accusato Ruck di averla rimossa dalla sua funzione nella Camera con una dichiarazione di dimissioni preconfezionata, che lei firmò "su costrizione".
ÖVP viennese spaccata
Una sostenitrice di rilievo di Ruck all'interno del partito è l'ex presidente dell'ÖVP Elisabeth Klasnic, che – come si apprende da una nota di venerdì – ha una diversa percezione degli eventi. Dato che Ruck non ha trovato una data per un "colloquio personale a breve", Klasnic lo avrebbe invitato a "rispondere per iscritto alla questione dell'autenticità delle affermazioni riportate e a lui attribuite". Poiché Ruck "non ha rilasciato una dichiarazione chiarificatrice inequivocabile" e non ha accolto l'offerta di una telefonata, il Comitato etico deve presumere che tali affermazioni siano state riportate correttamente.
Nella disputa è finito anche il sindaco di Vienna Michael Ludwig. Egli avrebbe potuto "tirare il freno" e porre fine a questa "strana amicizia maschile", ha detto il politologo Peter Filzmaier allo STANDARD. Ludwig stesso ha fatto presente in una dichiarazione di aver avuto "con il presidente Walter Ruck sempre un rapporto estremamente cordiale". Il comportamento di Ruck contraddice i principi del "codice di condotta nero" e richiede "nell'ottica di una cultura politica responsabile le dimissioni dalle funzioni politiche", si è saputo dall'ambito della riunione del Comitato etico.
Sullo sfondo è in corso una lotta di potere per il futuro orientamento dell'ÖVP di Vienna. Il segretario regionale Lorenz Mayer ha inviato domenica un messaggio interno ai funzionari, annunciando che si sarebbe "agito attivamente contro di lui e la sua concezione della politica" e che ci si sarebbe posizionati contro il "sistema Ludwig-Ruck". I funzionari del Wirtschaftsbund hanno reagito: il funzionario Martin Heimhilcher ha scritto, in una smentita interna, dopo essere stato indicato come possibile successore di Ruck: "Quando finirà questo tentativo di dividere la famiglia del WB?".
Prospettive e questioni aperte
Resta aperto se Ruck stesso contesterà la possibile espulsione dal partito – avrebbe a disposizione 14 giorni. Se non vi sarà un cambio alla guida, Ruck rimarrebbe presidente fino al 2031 e quindi anche oltre la prossima elezione della Camera di commercio. La questione tocca dunque un nodo centrale della politica viennese: come gestirà in futuro il partito regionale "il proprio" Wirtschaftsbund – come partner, come parte del partito o come avversario?
Il politologo Peter Filzmaier scorge inoltre una contraddizione nella vicenda: "Perché nel merito il caso Wöginger viene giudicato in modo così diverso rispetto al caso Ruck?", ha chiesto, con riferimento all'assegnazione interna di incarichi. Ruck stesso ha respinto tutte le accuse: "Non esiste nemmeno un'accusa giuridicamente rilevante. Quello che c'è: scalpore per presunte frasi