Dimissioni di Ruck: la Camera di Commercio di Vienna sotto | quotidiano360
Camera di Commercio di Vienna: dibattito sulle dimissioni del presidente Ruck dopo le dichiarazioni trapelate
Vienna, 22 luglio 2026
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Summary
Dopo le dichiarazioni trapelate sulla sua influenza sul sindaco di Vienna Michael Ludwig, il presidente della Camera di Commercio Walter Ruck è sotto enorme pressione. Mentre il cancelliere federale Stocker e l'ÖVP viennese chiedono le dimissioni, il leader della SPÖ Ludwig lo sostiene sorprendentemente – e il leader SPÖ Babler tace.
Vienna, 22 luglio 2026
Walter Ruck, presidente della Camera di Commercio di Vienna, si trova al centro di un dibattito sulle dimissioni in seguito a un protocollo di conversazione trapelato su presunte ingerenze sul sindaco Michael Ludwig (SPÖ). La dirigenza dell'ÖVP, la WKO e parti del suo stesso partito viennese prendono le distanze, mentre la dirigenza SPÖ tace.
Lo scandalo intorno a Walter Ruck ha scosso martedì la politica regionale viennese. A innescarlo è stato un protocollo di conversazione trapelato, pubblicato per primi dalla Kronen Zeitung e dal magazine Profil. Ruck avrebbe detto, tra l'altro, che la Camera di Commercio di Vienna non ha interesse a un sindaco proveniente dalle fila dell'ÖVP. Se l'ÖVP diventasse „un po' troppo sfrontata", „arriva il presidente della Camera di Commercio, fa bum due volte, e si fa silenzio." Ruck stesso non si è finora espresso pubblicamente sulle citazioni concrete.
Il cancelliere federale Christian Stocker (ÖVP), l'ÖVP viennese e la presidente della WKO Martha Schultz si sono chiaramente distanziati dalle dichiarazioni di Ruck e in parte ne hanno chiesto le dimissioni. Nella trasmissione di Ö1 „Mittagsjournal" la politologa Kathrin Stainer-Hämmerle ha analizzato: „Wenn jetzt Christian Stocker sich sogar an die Öffentlichkeit wendet – es also nicht schafft, mit einem persönlichen Telefonat die gewünschten Konsequenzen zu bekommen von Walter Ruck, dann zeigt das schon, dass er hiermit eigentlich riskiert, in der Öffentlichkeit als machtlos und einflusslos in der eigenen Partei dazustehen."
Prendere le distanze dal proprio partito
Il sindaco di Vienna Michael Ludwig (SPÖ) ha reagito martedì sorprendendo tutti con una solidarietà. Conosce Ruck „diversamente", è ancora in contatto con lui e non crede alle dimissioni. Secondo il protocollo, Ruck avrebbe detto di Ludwig: „Michi, ich liebe jüdische Frauenrechte" – come esempio del tono leggero su temi delicati.
L'ex leader dell'ÖVP viennese Bernhard Görg, collegato in diretta nello ZiB 2 con Armin Wolf, martedì sera non ha voluto unirsi al coro di chi chiedeva le dimissioni. „Ich habe den Instinkt eines Pferdes", ha spiegato Görg con un'immagine sorprendente, motivando perché non si unisce alle ampie richieste di dimissioni: „Ich trete nie auf Menschen, die am Boden liegen." Ha aggiunto che, pur comprendendo le richieste di dimissioni sul piano razionale.
Görg difende Ruck – con l'istinto di un cavallo
Personalmente Görg non crede che Ruck supererà lo scandalo: „Es wird sich einfach nicht ausgehen." La situazione è „ein wunschloses Unglück der ÖVP" – un riferimento linguistico a Peter Handke. Görg ha inoltre spiegato la tradizionale vicinanza tra presidente della Camera di Commercio e sindaco: „Das sind ja Zweckfreundschaften". Sia il presidente della Camera di Commercio di Vienna sia il sindaco beneficiavano di apparizioni e immagini comuni. La „presunta competenza economica" del presidente di Camera si rifletteva sul sindaco.
Görg ha fatto riferimento alle proprie esperienze come segretario regionale del partito negli anni '90. Allora il sindaco di Vienna Helmut Zilk, in un'intervista sul suo rapporto con l'allora presidente della Camera di Commercio Walter Nettig, avrebbe detto: „Der Präsident der Wirtschaftskammer ist Nettig, der Rest der ÖVP ist unnettig." – intendendo: inutile. Anche Görg vede il problema attuale in modo più profondo: „Das Problem des Verhältnisses der Wiener Wirtschaftskammer zur ÖVP Wien ist ja viel größer als das Problem Ruck."
Ludwig sostiene Ruck
„Normalerweise kann man so etwas politisch eigentlich nicht überstehen", ha sintetizzato Wolf nello ZiB 2 la situazione di partenza. Alla domanda sul perché Ruck sia apparentemente così potente nell'ÖVP viennese, Görg ha fatto riferimento agli equilibri di potere a Vienna: „Wenn eine Partei, die unter zehn Prozent liegt, so darniederliegt, dann ist es sehr billig, auf die draufzuhauen." L'ÖVP a Vienna conta ormai poco, ragion per cui il presidente della Camera di Commercio può affermarsi contro qualsiasi segretario.
Il politologo Peter Filzmaier ha visto nell'„Mittagsjournal" di Ö1 un „Postenschacher" di vecchia scuola: „Es wird das bestätigt, was der Volksmund meint: Eine kleine Gruppe älterer Herren macht sich was aus – das, was man alltagssprachlich Postenschacher nennt." Il concetto di „exklusive Herrenrunden" rivela un modo di intendere la politica obsoleto, che nel 2026 non ha più ragione di esistere.
Filzmaier vede il danno principale in Ruck, ma anche „Flankentreffer für den Wiener Bürgermeister Ludwig". In linea di principio, il politologo constata: „Der Schaden ist für alle traditionellen Parteien gegeben." Per la SPÖ il silenzio di Babler, prosegue Filzmaier, rappresenta un malus di lungo periodo – „der sie bis zum Ende wahrscheinlich immer verfolgen würde".
Filzmaier: Postenschacher di vecchia scuola
Laurenz Ennser-Jedenastik ha dichiarato ai Salzburger Nachrichten che il protocollo trapelato mostra „dass die Leute, die an der Bundesspitze der ÖVP oder irgendeiner Organisation stehen, nicht unbedingt so mächtig sind, wie man es annehmen mag". In tal modo diventa visibile la debolezza del partito federale rispetto a un funzionario regionale viennese.
All'interno della Camera di Commercio di Vienna, Ruck continua ad avere un'ampia base di consenso: a maggio, 121 dei 122 funzionari viennesi hanno rieletto il presidente alla guida del Wirtschaftsbund di Vienna – nonostante le accuse di Postenschacher fossero già di dominio pubblico. Alle ultime elezioni della Camera di Commercio, inoltre, il Wirtschaftsbund a Vienna non ha raggiunto il 50,2 per cento, ottenendo ciononostante una risicata maggioranza assoluta di mandati. Per questo allo SWV (Sozialdemokratischer Wirtschaftsverband) mancano ogni anno circa 200.000 euro di finanziamento ai gruppi.
Ostacoli giuridici per una rimozione
La valutazione giuridica è complessa. Ai sensi della legge sulla Camera di Commercio (WKG, paragrafo 53), una rimozione è possibile solo in caso di grave violazione o negligenza dei doveri legali. Per una revoca della fiducia, secondo il paragrafo 54, sarebbe competente il Wirtschaftsparlament della Camera viennese – una via politicamente delicata e giuridicamente molto limitata.
Anche la dirigenza SPÖ si mostra singolarmente cauta. Il presidente federale della SPÖ Andreas Babler non si è finora espresso pubblicamente sulle accuse. Eppure il sostegno della SPÖ viennese è stato decisivo perché Babler diventasse presidente della SPÖ nel 2023. Il silenzio viene percepito nel partito come un peso crescente.
La portavoce per le donne dei NEOS Henrike Holzleitner ha criticato duramente le dichiarazioni di Ruck: „Alles andere ist frauenfeindlich und demokratiegefährdend." Anche altri mandatari hanno chiesto chiarimenti sulla delibera di acquisto di un indirizzo nel centro di Vienna che, secondo il protocollo, sarebbe stata contraria a una dedica alla femminista ebrea Anitta Müller-Cohen.
Il silenzio di Babler come peso
Sullo sfondo dello scandalo vi è anche una disputa del settembre 2023: allora erano diventate pubbliche accuse contro il capodistretto di Donaustadt Ernst Nevrivy