Il Belgio bloccato sullo 0-0 dall'Iran, affronta una corsa in salita per la qualificazione alla fase a eliminazione del Mondiale
Los Angeles, 21 giugno 2026
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Summary
Il Belgio ha pareggiato per 0-0 con l'Iran al Mondiale 2026 a Los Angeles sabato, lasciando i Red Devils con due punti in due partite del girone e una decisiva…
Los Angeles, 21 giugno 2026
Una serata frustrante a Los Angeles
Il Belgio ha pareggiato per 0-0 con l'Iran al Mondiale 2026 a Los Angeles sabato, lasciando i Red Devils con due punti in due partite del girone e una decisiva ultima sfida all'orizzonte.
Il Belgio è arrivato alla seconda partita della fase a gironi della sua campagna al Mondiale 2026 con il peso delle aspettative tutto sulle proprie spalle. Dopo un deludente pareggio per 1-1 all'esordio contro l'Egitto, qualsiasi risultato inferiore alla vittoria contro l'Iran allo stadio di Los Angeles avrebbe costretto i Red Devils a centrare un risultato nell'ultima gara del girone. I 70.317 spettatori presenti hanno assistito a un Belgio padrone del possesso palla ma incapace di trasformare il controllo territoriale in vere occasioni, uscendo infine con un solo punto che ha fatto poco per alleggerire la crescente pressione intorno alla squadra.
L'Iran, al contrario, è arrivato a Los Angeles come chiara outsider e se n'è andato con un risultato che, rispetto ai propri standard storici, ha rappresentato una dichiarazione netta. Il pareggio è stato il primo incontro ufficiale tra Iran e Belgio e la prima volta che la nazionale è rimasta imbattuta nelle prime due partite di un Mondiale. La selezione iraniana, con otto giocatori dai 30 anni in su nell'undici titolare e un'età media della rosa di 32 anni, ha messo in pratica un piano difensivo disciplinato e basso che ha frustrato i belgi per lunghi tratti.
La partita è iniziata in modo contestato. Romelu Lukaku, arrivato al torneo con un infortunio e partito dalla panchina contro l'Egitto prima di essere schierato dal primo minuto in questa gara, è stato ammonito nei primi minuti dopo un intervento con i tacchetti prima sul portiere iraniano Alireza Beiranvand. Il cartellino giallo ha costretto Lukaku a giocare con la diffida per il resto della partita, limitando la sua volontà di pressare in modo aggressivo e influenzando visibilmente il suo impatto nell'attacco belga. Il commissario tecnico Rudi Garcia aveva effettuato quattro cambi rispetto alla squadra che aveva pareggiato con l'Egitto, ma il rimescolamento non è riuscito a iniettare l'incisività necessaria.
Beiranvand fa da muro
Il portiere iraniano Beiranvand, 33 anni, è stato il protagonista assoluto del primo tempo. Ha negato la gioia del gol a Maxim De Cuyper al nono minuto, ha respinto di mano un tentativo di Youri Tielemans diretto al palo corto al 22', e ha nuovamente respinto De Cuyper da posizione defilata al 44'. La prima sequenza di tre parate ha evidenziato in particolare il divario tra il dominio territoriale del Belgio e la sua pericolosità in area di rigore. Alexis Saelemaekers ha colpito l'esterno della rete poco dopo l'intervallo, e De Cuyper ha sprecato quella che è stata probabilmente l'occasione più nitida del Belgio al 59', indirizzando il suo tiro addosso a Beiranvand quando un compagno sembrava meglio posizionato.
L'episodio più chiaro per l'Iran è arrivato con Mehdi Taremi, la cui ingegnosa routine su calcio di punizione ha portato momentaneamente il pallone nella rete belga, prima che la bandierina del fuorigioco annullasse la marcatura. L'intervento dell'assistente è stato il margine sottile che ha separato l'Iran da un gol di vantaggio che sarebbe stato storico, ed è servito a ricordare che la matricola rimaneva pericolosa in contropiede. Il 22° posto nel ranking FIFA dell'Iran faceva pensare a un pericolo limitato, ma la loro disponibilità a ripartire velocemente ha tenuto la difesa belga costantemente in guardia.
Gol annullato di Taremi e la pericolosità dell'Iran
Thibaut Courtois è stato chiamato in causa allo scoccare dell'ora di gioco e di nuovo all'81', quando ha bloccato una conclusione da distanza di Saeid Ezatolahi. Un promemoria del fatto che, nonostante le difficoltà offensive del Belgio, il portiere ha continuato a rappresentare un affidabile ultimo baluardo. All'86', De Cuyper ha trovato ancora una volta l'esterno della rete, riassumendo una prestazione personale laboriosa ma alla fine sterile sotto porta.
Il secondo tempo ha assunto una fisionomia diversa dopo che a Nathan Ngoy è stato mostrato un cartellino rosso diretto per un fallo tattico da ultimo difendente, una decisione poi definita non contestabile. In dieci, l'Iran inizialmente si è arroccato ancora di più dietro la linea del pallone, ma ha acquisito crescente fiducia offensiva con il passare dei minuti. Il commissario tecnico Amir Ghalenoei, che aveva effettuato tre cambi rispetto alla squadra che aveva pareggiato 2-2 con la Nuova Zelanda, aveva impostato la partita della sua squadra per assorbire la pressione, e l'inferiorità numerica tardiva ha a malapena alterato la sagoma disciplinata che aveva caratterizzato l'approccio dell'Iran per tutta la serata.
Il rosso cambia i connotati della partita
L'atmosfera all'interno dello stadio di Los Angeles aveva una sua corrente sotterranea. Più di 100.000 persone di origine iraniana vivono nella vasta area di Los Angeles, una comunità abbastanza grande da valere alla città il soprannome di "Tehrangeles". Come nella gara d'esordio contro la Nuova Zelanda, l'inno nazionale iraniano è stato fischiato da settori del pubblico, eppure ogni azione iraniana andata a buon fine è stata salutata da un boato. Lo sfondo politico del torneo, comprese le modifiche comunicate all'ultimo momento alle disposizioni di viaggio e alloggi dell'Iran che il commissario tecnico Ghalenoei ha descritto come una forma di molestia, ha di nuovo gettato un'ombra sulla contesa. Il Belgio, messo in guardia dal sostegno appassionato sulle tribune, ha faticato a imporsi in un ambiente che raramente lo ha sostenuto.
La serie di 15 risultati utili consecutivi del Belgio, che si era estesa attraverso le qualificazioni e nel torneo, ora è accompagnata da una sensazione di pressione crescente piuttosto che di slancio. La classifica del Gruppo G resta incredibilmente serrata: tutte e quattro le squadre hanno un solo punto dopo la prima giornata, e i due pareggi del Belgio lo lasciano in parità con Iran, Egitto e Nuova Zelanda alla vigilia dell'ultimo turno. Una vittoria contro la Nuova Zelanda venerdì, in programma sabato alle 05:00 ora dell'Europa centrale, sarebbe quasi certamente sufficiente per qualificarsi, ma un passo falso lascerebbe la porta aperta a una qualsiasi delle tre rivali per superarlo.
Politica e pubblico nella "Tehrangeles"
Per l'Iran, l'obiettivo sportivo immediato è semplice. Sono ora due partite di fila al Mondiale senza sconfitta, un traguardo per il "Team Melli". Il loro storico contro le avversarie europee al Mondiale era stato desolante, con una vittoria, due pareggi e sette sconfitte, ma la vittoria per 2-0 sul Galles a Qatar 2022 aveva fatto intuire un lento cambio di rotta. Il pareggio con il Belgio aggiunge un altro dato, e la partita finale del girone contro l'Egitto, un'altra squadra a un punto, offre loro una possibilità realistica di passare il turno.
Le preoccupazioni del Belgio vanno oltre la classifica. Kevin De Bruyne, il giocatore simbolo della squadra, non è ancora una volta riuscito a dettare il ritmo, e l'attacco nel complesso è apparso a corto di idee contro un blocco difensivo compatto. Garcia, arrivato con il mandato di rinnovare una generazione di stelle belge ormai avanti con l'età, affronta ora una settimana decisiva. Il valore di mercato di 32 milioni di euro della rosa è tra i più alti del torneo, ma il valore sulla carta non si è ancora tradotto in prestazioni decisive sul campo negli Stati Uniti.
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