I deputati laburisti britannici sostengono Burnham – via libera alla guida del partito e a Downing Street
Londra, 10 luglio 2026
Scottish Government / Wikimedia Commons / CC BY 2.0
Summary
Nella corsa alla leadership del Labour, 322 deputati su 403 hanno dichiarato il proprio sostegno all'ex sindaco di Manchester Andy Burnham. La sua nomina a leader del partito e quindi a primo ministro britannico è considerata praticamente certa.
Londra, 10 luglio 2026
Nella procedura di nomina per la leadership del Labour britannico, 322 deputati su 403 hanno dichiarato il proprio sostegno all'ex sindaco di Manchester Andy Burnham, rendendo il suo passaggio alla guida del partito di governo e quindi alla carica di primo ministro praticamente certo.
Dopo la sostanziale assenza di candidati avversari, nel partito laburista britannico si profila un cambio di potere che dovrebbe avviare anche il cambio al vertice del governo. Secondo quanto riportato da diversi media britannici e dalla Deutsche Presse-Agentur, 322 deputati su 403 hanno dichiarato il proprio sostegno ad Andy Burnham, ex sindaco di Manchester e attuale deputato per il collegio di Makerfield. La fase delle nomine prosegue ufficialmente fino al 16 luglio; in seguito sarà annunciato il nuovo leader del partito.
Burnham stesso ha ringraziato i deputati per la fiducia accordata in un post sulla piattaforma X. Il sostegno arriva da tutte le componenti del partito e mostra „dass Großbritannien einen neuen politischen Ansatz braucht“. Nel post viene anche appellato come „King of the North“ – „Re del Nord“ – un soprannome che richiama il suo legame di lunga data con il nord dell'Inghilterra.
Procedura di nomina e calendario
Se entro la scadenza del 16 luglio non si presentasse alcun candidato avversario, Burnham verrebbe proclamato nuovo leader laburista già il giorno seguente. Gli mancherebbe quindi, in termini aritmetici, solo un'ulteriore voto per raggiungere la soglia delle 323 candidature, oltre la quale ulteriori candidature sarebbero formalmente escluse. Secondo lo statuto del partito, i candidati necessitano del sostegno di almeno il 20 per cento dei deputati laburisti – attualmente equivalente a 81 voti – nonché di candidature da parte delle sezioni locali e dei sindacati affiliati.
Poiché nel Regno Unito il leader del partito di governo assume tradizionalmente anche la carica di primo ministro, il cambio riguarderebbe direttamente anche il vertice dell'esecutivo. Keir Starmer, in carica dalla sua netta vittoria elettorale di due anni fa, aveva annunciato le sue dimissioni il 22 giugno, a fronte della mancanza di appoggio anche all'interno del proprio partito. Se Burnham venisse insediato, sarebbe già il settimo premier nell'arco di un decennio – un ricambio di persone al vertice del Regno Unito notevolmente elevato.
Le dimissioni di Starmer e lo shock politico
Il momento della decisione non è casuale per il partito. Alle elezioni regionali britanniche di maggio, il Labour aveva subito una pesante sconfitta, che ha ulteriormente acuito la pressione sulla dirigenza. In un sondaggio, Burnham ottiene il 34 per cento di consensi tra la popolazione – più di qualsiasi altro leader di partito nel paese. La sua popolarità spiega perché i deputati si siano raccolti tempestivamente intorno a lui, anziché lasciare spazio a un confronto aperto.
Tuttavia, il percorso non è stato privo di attriti. In un video online ha definito l'iniziale posizione del suo partito rispetto alla guerra a Gaza come troppo esitante. Il politico laburista ha dichiarato al giornale „The Guardian“ che eserciterebbe maggiore pressione sul governo israeliano. Dopo le aspre critiche di Starmer a questi accenni, Burnham ha inizialmente ritirato temporaneamente la propria candidatura. Solo dopo le dimissioni di Starmer e in considerazione della pressione della base ha rinnovato il proprio interesse per la politica nazionale.
Segnali controversi in politica estera
Sullo sfondo operano compagni di strada e sostenitori. David Blunkett, mentore di lunga data di Burnham, lo aveva già interpellato a settembre tramite la BBC con una parola attribuita a Lenin: „Timing“. Il suo punto di forza risiede nel legame con le persone che rappresenta e che gli stanno a cuore. Blunkett è considerato nel partito un stratega esperto, la cui voce ha peso anche nell'attuale fase di transizione.
Anche Graham Stringer, deputato laburista, ha sottolineato in un'intervista alla BBC la posizione eccezionale del suo compagno di partito. È „one of the most popular and best-known politicians I have ever met“. Voci del genere provenienti dalle proprie fila, in questa fase delicata di passaggio delle consegne, sono più che semplici cortesie; segnalano alla base che il cambio è destinato a essere ampiamente assicurato sul piano programmatico e personale.
Sostenitori e critici nelle proprie fila
Un'ulteriore tensione è stata provocata dal ritiro in extremis dell'ex ministro della Difesa Alistair Carns. Carns ha ritirato la propria candidatura la sera prima dell'apertura ufficiale della procedura. Una corsa alla leadership non è „an optimal use of Labour Party time“, ha dichiarato all'emittente Sky News. Inoltre, tutti devono salire a bordo e remare nella stessa direzione, se si vogliono utilizzare in modo proficuo i prossimi due o tre anni. Ha così rinunciato consapevolmente a un possibile ruolo guida.
L'ex deputato laburista Andrew Gwynne aveva già rinunciato al seggio parlamentare circa sei mesi prima del reportage per motivi di salute. Dopo le dimissioni di Gwynne, Burnham ha rinnovato il proprio interesse per la politica nazionale. Stando ai resoconti, un deputato avrebbe persino offerto di dimettersi dal proprio mandato per consentire un'elezione suppletiva attraverso cui Burnham potrebbe tornare in Parlamento. Scenari del genere illustrano lo sforzo organizzativo che parte del partito sta compiendo per agevolare il cambio al vertice.
Pietre miliari di una lunga candidatura
Burnham è già noto agli elettori: in due occasioni precedenti aveva tentato di conquistare la guida del Labour, una volta arrivando solo al quarto posto su cinque. Al congresso di partito di settembre, tramite i media britannici, aveva per la prima volta manifestato interesse per una nuova candidatura. Questa lunga preparazione si traduce ora in un ampio sostegno trasversale alle correnti, raro nella sua nettezza per un cambio di potere interno al partito.
Al di là della persona, Burnham ha già delineato i punti salienti del suo futuro operato. Intende impegnarsi per un rafforzamento del nord dell'Inghilterra e del mondo del lavoro – un accento programmatico che si richiama al suo radicamento a Manchester e tiene conto al contempo della polarizzazione economica tra Londra e le regioni. Come premier, intende inoltre continuare a risiedere almeno parte della settimana a Manchester, a sottolineare simbolicamente il legame con la propria regione d'origine.
Linee programmatiche e prospettive
Il cambio potrebbe concretizzarsi rapidamente anche sul piano logistico. Stando ai resoconti, Burnham potrebbe trasferirsi al numero 10 di Downing Street già tre giorni dopo la sua nomina a leader del partito. Il passaggio di consegne avverrebbe così, sul piano sia personale sia logistico, in un arco di tempo molto contenuto.
Nel frattempo resta da vedere se, entro il 16 luglio, emergerà comunque un candidato avversario. Allo stato attuale, un simile aspirante non è all'orizzonte, cosicché la probabilità che Burnham venga nominato nuovo leader laburista la prossima settimana è considerata molto alta. I giorni che seguono saranno dunque segnati meno dalla competizione per la guida del partito, quanto piuttosto dalla questione di come il leader designato formerà il proprio gabinetto e quali accenti di politica estera – in particolare con riferimento al Medio Oriente – vorrà imprimere nelle prime settimane.
Questions & Answers
Chi è Andy Burnham e perché è considerato il favorito per la leadership laburista?
Andy Burnham è l'ex sindaco di Manchester e attuale deputato per il collegio di Makerfield. Con 322 consensi su 403, dispone di un ampio
Labour: Burnham verso la nomina a leader del partito e | quotidiano360