Due fratelli condannati a St. Pölten per propaganda dell'IS – condanne nel processo sulla Pride
Vienna/St. Pölten, 14 luglio 2026
AI-generated image (z-image via Kie.ai)
Summary
Nel procedimento sui presunti piani di attentato alla Vienna Pride 2023, il Tribunale regionale di St. Pölten ha condannato due fratelli. Sono stati ritenuti colpevoli di propaganda per l'Islamic State; il tribunale non ha però ritenuto provato un legame concreto con un attentato alla Pride.
Vienna/St. Pölten, 14 luglio 2026
Il Tribunale regionale di St. Pölten ha condannato martedì due fratelli nel processo sui presunti piani di attentato alla Vienna Pride 2023, perché, secondo la convinzione del tribunale, avevano svolto propaganda per l'Islamic State (IS).
Iter processuale a St. Pölten
L'udienza al Tribunale regionale di St. Pölten, che si è svolta a porte chiuse, si è conclusa martedì con due condanne nei confronti di due fratelli. Da ambienti procedurali è trapelato che il collegio giudicante ha ritenuto provato che i due imputati avessero svolto attività di propaganda per la milizia terroristica radicale islamica „Islamic State“. Non è invece stata accertata una prova concreta del reato in relazione a un attentato alla Vienna Pride. Entrambe le sentenze non sono ancora definitive, poiché né la pubblica accusa né la difesa hanno rilasciato dichiarazioni.
Già nella prima giornata di processo, a metà luglio 2025, il tribunale aveva condannato in via definitiva un allora sedicenne a una pena condizionale di sei mesi con la sospensione condizionale. Anche a lui erano state inizialmente contestate l'appartenenza a un'associazione terroristica nonché a un'organizzazione criminale. I procedimenti contro gli altri tre imputati originari si sono protratti per diverse udienze e hanno dovuto essere interrotti quando, il 5 agosto 2024, si sarebbe dovuto acquisire una perizia informatica; a quel tempo il processo era stato rinviato a data da destinarsi.
L'accusa aveva contestato ai tre ex simpatizzanti dell'IS di aver „discusso piani di attentato“ in un apposito gruppo Telegram. Ai due fratelli il tribunale non è tuttavia riuscito a dimostrare l'appartenenza al gruppo terroristico estero „Islamic State – Khorasan Province“ (ISPK): entrambi sono stati assolti da questo capo d'accusa. Non è stato possibile nemmeno individuare una traccia attendibile di un attentato effettivamente pianificato contro la Vienna Pride 2023, secondo il giudice presidente: „nessuna prova“, si legge nella motivazione della sentenza.
Nessuna prova dell'appartenenza all'ISPK
La giudice presidente ha inoltre rilevato che autorità straniere non avevano trasmesso elementi probatori pertinenti al presunto attentato alla Pride. Il pubblico ministero aveva già chiarito nella sua dichiarazione di apertura: „Das wird ihnen auch nicht zur Last gelegt, das ist nicht der Anklagegegenstand.“ Nel corso del processo, il tema concreto dell'azione contro la Pride è così passato sempre più in secondo piano; al centro è rimasta la questione se i fratelli avessero svolto attività di propaganda per l'IS.
Il giudice ha motivato la condanna con la frase: „Wir haben nicht den geringsten Zweifel, dass sie zum damaligen Zeitpunkt abgedriftet sind.“ Secondo le parole del tribunale, risulta così documentata la simpatia per l'IS al momento dei fatti. Fino a che punto questa simpatia sia sfociata in atti concreti di preparazione è rimasto aperto nel procedimento. „This could ultimately not be clearly established either“, si legge nella sintesi del presidente.
Poco dopo l'arresto dei tre giovani nell'estate 2023, la Direzione per la protezione dello Stato e il servizio informazioni (DSN) aveva informato l'opinione pubblica, in una conferenza stampa convocata d'urgenza, sui piani di attentato sventati e sulle perquisizioni domiciliari nei confronti dei tre sospettati. Secondo la DSN, le indicazioni sul gruppo erano giunte in territorio austriaco tramite un servizio partner straniero, che aveva avuto accesso al contenuto delle relative chat Telegram. I giovani erano stati arrestati, ma rilasciati pochi giorni dopo per mancanza di un fondato sospetto di reato.
DSN e cooperazione internazionale
I piani di attentato alla Vienna Pride 2023 sono stati resi pubblici solo un giorno dopo la parata del Pride. Secondo quanto riferito dalla Procura di St. Pölten, un attentato concreto alla Pride 2023, alla luce di quanto emerso dalle indagini, „nicht imminent“ (non era imminente). Come risulta dal capo d'imputazione, i tre originari indagati avrebbero discusso i relativi scenari in un gruppo Telegram; il presidente ha tuttavia sottolineato che da ciò non si può desumere un atto immediato di preparazione.
Su un punto essenziale il tribunale si è discostato da un possibile massimo della pena: nella commisurazione della sanzione si è ispirato all'idea di una „zweite Chance“ (seconda possibilità). Poiché negli ultimi tre anni i giovani non avevano più dato adito a rilievi, il collegio giudicante ha voluto fissare il quadro sanzionatorio in modo più favorevole agli imputati. L'entità concreta delle pene non è stata ancora discussa pubblicamente martedì; si conta su una sentenza scritta nelle prossime settimane.
Commisurazione della pena: l'idea della seconda possibilità
Gli osservatori del processo giudicano il risultato come un segnale degno di nota: da un lato, l'accusa di propaganda per l'IS è stata accertata in modo chiaro; dall'altro, il tribunale ha espressamente negato l'appartenenza alla struttura estera ISPK. Anche l'originaria contestazione di appartenenza a un'organizzazione criminale non ha avuto alcun ruolo nella condanna. La condanna risulta così sensibilmente più mite di quanto lasciasse presagire l'iniziale atto d'accusa.
La difesa aveva già chiesto all'inizio del processo lo svolgimento a porte chiuse, invocando l'età e la sfera privata dei giovani imputati. L'intero processo si è quindi svolto in forma non pubblica; anche le arringhe finali sono state tenute a porte chiuse. Solo singoli risultati anonimizzati dell'udienza sono filtrati alla stampa. Per ragioni di tattica investigativa, le autorità per lungo tempo non hanno reso noti dettagli sull'esatto svolgimento delle presunte pianificazioni.
Un perito è stato ancora sentito martedì prima che il tribunale si ritirasse in camera di consiglio. Al centro vi erano questioni di informatica forense relative all'autenticità e all'attribuzione dei contenuti Telegram. Già il giovedì precedente il tribunale aveva proseguito l'udienza con l'assunzione di testimoni. A causa della perizia informatica rinviata a data da destinarsi, il procedimento ha dovuto di fatto essere riaperto da capo.
Discrepanza tra autorità di sicurezza e magistratura
La Direzione per la protezione dello Stato e il servizio informazioni (DSN) aveva messo sotto sorveglianza il trio tramite un servizio partner straniero, che aveva avuto conoscenza del contenuto delle chat Telegram. Questa cooperazione internazionale è considerata decisiva per l'accertamento del caso: senza le informazioni provenienti dall'estero, le perquisizioni e gli arresti in Austria probabilmente non sarebbero stati effettuati. La DSN ha informato l'opinione pubblica sull'esito delle indagini in una conferenza stampa appositamente convocata.
Nel rapporto tra protezione dello Stato e magistratura, il caso mostra un doppio binario: le autorità di sicurezza erano partite presto dall'ipotesi di un attentato sventato, mentre la giustizia alla fine ha potuto accertare solo la vicinanza propagandistica dei due fratelli all'IS. Questa discrepanza è considerata foriera di conseguenze dagli esperti di diritto, perché mette alla prova la fiducia nella comunicazione tra polizia e opinione pubblica. La condanna non è ancora definitiva: sia la pubblica accusa sia la difesa possono presentare impugnazione.
Dal punto della comunità LGBTIQ di Vienna, l'esito del procedimento è stato accolto con sentimenti contrastanti. Da un l
Processo Pride St. Pölten: fratelli condannati per | quotidiano360