St. Pölten, 14 luglio 2026

Davanti al Tribunale regionale di St. Pölten è stato proseguito martedì il processo contro due fratelli di 20 e 23 anni, accusati di appartenenza a un'organizzazione terroristica e a un'organizzazione criminale in relazione a presunti piani di attentato alla Vienna Pride 2023.

Al centro del procedimento, secondo l'accusa, vi è un gruppo Telegram denominato "psychology1444", nel quale i due fratelli, il loro fratello 16enne e un ucraino avrebbero discusso piani di attentato. Il primo imputato e suo fratello maggiore sono cittadini austriaci; il terzo fratello era già stato condannato in via definitiva nella prima udienza a metà luglio 2025 a sei mesi con la condizionale, per essersi dichiarato colpevole di appartenenza all'organizzazione terroristica e all'associazione criminale.

Lo scorso giovedì l'udienza era stata proseguita con l'audizione di testimoni. Martedì ha preso la parola prima un perito, poi l'udienza è proseguita in via preliminare a porte chiuse. Già il 5 agosto dell'anno precedente l'udienza era stata rinviata a tempo indeterminato per disporre una perizia informatica. È possibile che martedì vengano pronunciate ulteriori sentenze.

Stato dell'assunzione delle prove

Secondo l'atto d'accusa, il primo imputato avrebbe pianificato di acquistare nella Repubblica Ceca un fucile d'assalto del marchio AK-47 e un coltello di grandi dimensioni per compiere un attentato terroristico, nonché di sferrare un attacco alla marcia dell'orgoglio LGBTQ in programma a Vienna il 17 giugno 2023. Lui e suo fratello 23enne avrebbero inoltre ripetutamente rafforzato le intenzioni dell'ucraino, pronto a un attentato suicida, e lo avrebbero spinto a passare all'azione. L'ucraino avrebbe annunciato in chat di voler farsi esplodere come attentatore suicida.

La Procura di St. Pölten ha sottolineato espressamente martedì che un attentato imminente non è oggetto dell'accusa. Una portavoce ha dichiarato: "Das wird ihnen auch nicht zur Last gelegt, das ist nicht der Anklagegegenstand." Secondo la Procura, il possibile attentato finito sotto i riflettori dei media contro la Pride 2023 non era "imminente".

Cosa contesta concretamente l'accusa?

I presunti piani di attentato alla Vienna Pride 2023 sono venuti alla luce solo il giorno dopo la parata arcobaleno. A richiamare l'attenzione sul trio era stato il servizio di intelligence interno austriaco DSN, grazie a un servizio partner straniero che era venuto a conoscenza dei contenuti delle chat Telegram. Il DSN informò l'opinione pubblica in una conferenza stampa convocata d'urgenza, dichiarando di aver sventato un attentato e di aver eseguito perquisizioni domiciliari nei confronti dei tre indagati. I ragazzi furono rimessi in libertà pochi giorni dopo il fermo, per mancanza di gravi indizi di colpevolezza.

I giovani indagati sono considerati dalla Procura sostenitori dell'IS, più precisamente del gruppo da esso derivato "Stato Islamico – Provincia del Khorasan" (ISPK). Il 20enne avrebbe interiorizzato l'ideologia dell'IS almeno da marzo 2022, diffondendone i contenuti su piattaforme come TikTok e Telegram o tramite il suo profilo PlayStation, dove glorificava l'IS e ne propagandava l'ideologia. Il 23enne avrebbe propagandato in una chat lo "stilettamento" e la caccia agli infedeli.

Il ruolo dei fratelli e la loro difesa

In messaggi di chat entrambi i fratelli avrebbero inoltre diffuso proprie riprese in cui posavano con la mano destra alzata e l'indice teso. Il cosiddetto gesto della Tawhid viene strumentalizzato da gruppi islamisti come segno di riconoscimento. La difesa del primo e del secondo imputato ha tuttavia contestato il coinvolgimento dei rispettivi assistiti nel gruppo Telegram.

Il primo imputato 20enne, non confesso, e suo fratello maggiore hanno finora taciuto di fronte all'addebito. Il procedimento riguarda esclusivamente l'appartenenza all'organizzazione terroristica e all'associazione criminale, non un attentato concreto. La sentenza potrebbe essere pronunciata già martedì.

Lo sfondo delle indagini è una dinamica di radicalizzazione nelle reti online che da anni impegna le autorità di sicurezza austriache. Il gruppo "psychology1444" è considerato un punto di ritrovo di simpatizzanti esteri violenti e fortemente radicalizzati. Come sottolinea la Procura, i contenuti delle chat qui incriminati sono penalmente rilevanti, ma un attentato reale alla Pride è oggetto di un altro procedimento.