Coalizione a tre trova un'intesa su un modello per la Procura federale
Vienna, 29 giugno 2026
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Summary
Il governo federale formato da ÖVP, SPÖ e NEOS, dopo una lunga trattativa, ha trovato un'intesa su un modello per una Procura federale indipendente. Per la sua attuazione il governo necessita di una maggioranza dei due terzi e quindi dell'appoggio di FPÖ o Verdi. La ministra della Giustizia Anna Sporrer (SPÖ) presenterà i dettagli lunedì alle 12:30 in Parlamento.
Vienna, 29 giugno 2026
La coalizione a tre composta da ÖVP, SPÖ e NEOS ha raggiunto nel fine settimana un'intesa su un modello per la prevista Procura federale, i cui dettagli la ministra della Giustizia Anna Sporrer intende presentare lunedì alle 12:30 in Parlamento.
Punti chiave della riforma
Il governo federale formato da ÖVP, SPÖ e NEOS, dopo negoziati estenuanti, ha ottenuto un risultato su uno dei progetti di riforma più delicati della politica giudiziaria della Seconda Repubblica. Come comunicato dal ministero della Giustizia, i dettagli dell'intesa saranno presentati lunedì alle 12:30 in Parlamento. "Die Details werden heute Mittag präsentiert, teilte das Justizministerium mit."
Il fulcro della riforma è il trasferimento del vertice delle direttive dalla ministra o dal ministro della Giustizia a un'autorità investigativa e d'accusa suprema, libera da direttive. "Geplant ist ein Übertragen der Weisungsspitze von der Justizministerin bzw. dem Justizminister an eine weisungsfreie oberste Ermittlungs- und Anklagebehörde", si legge nei piani diffusi in anticipo. Finora il potere di impartire direttive alle procure spetta al ministro della Giustizia.
Struttura della nuova autorità
Alla guida della nuova autorità dovrebbe esserci un vertice collegiale composto da tre persone, nominate da una commissione indipendente. "Die aus einer kollegialen Dreierspitze bestehen soll", definisce il documento la futura struttura. Una siffatta configurazione dovrebbe impedire che la direzione dell'autorità sia influenzata da singoli partiti.
L'intesa è stata contestata fino all'ultimo. "Zuletzt wurde noch um Details gerungen", ha riportato il quotidiano KURIER già nel fine settimana sulle trattative. In particolare, erano ancora aperte la composizione della commissione di selezione, che in futuro dovrà proporre i procuratori federali, e il ruolo del Consiglio Nazionale in questa procedura.
Presentazione in Parlamento
La ministra della Giustizia Anna Sporrer (SPÖ) aveva convocato una conferenza stampa in Parlamento per mezzogiorno di lunedì. "Die Details werden heute Mittag präsentiert, teilte das Justizministerium mit." Oltre a Sporrer, sono stati annunciati come partecipanti il portavoce per la giustizia dell'ÖVP Klaus Fürlinger e la ministra degli Affari Esteri Beate Meinl-Reisinger (NEOS).
La riforma è politicamente delicata perché richiede costituzionalmente una maggioranza dei due terzi in Parlamento. "Zur Umsetzung braucht die Regierung eine Zweidrittelmehrheit und damit die Zustimmung von FPÖ oder Grünen", hanno spiegato i partner di coalizione. Il governo dipende quindi dai voti dell'opposizione, poiché ÖVP, SPÖ e NEOS non dispongono insieme della maggioranza necessaria.
I due terzi come ostacolo
L'FPÖ, in testa ai sondaggi da mesi, si era mostrata in passato contraria. "Erstere hatte sich in der Vergangenheit ablehnend gezeigt", si legge a proposito della linea finora seguita dai Freiheitlichen. I Verdi passano così maggiormente al centro dell'attenzione come possibili partner per i voti necessari.
La deputata dei Verdi Alma Zadić, che aveva negoziato il progetto come ministra della Giustizia del governo precedente, ha posto condizioni chiare domenica nella trasmissione ORF "Hohes Haus". "Sie forderte in der ORF-Sendung 'Hohes Haus' am Sonntag, dass die Bundesstaatsanwaltschaft von der Parteipolitik unabhängig sein muss." In concreto Zadić ha chiesto: "Die Bundesstaatsanwälte müssten aus der Justiz kommen, von einer unabhängigen Kommission bestellt und nicht von den Parteien ausgesucht werden."
Le condizioni dei Verdi
Zadić ha legato il proprio assenso al testo concreto della legge: "Die Zustimmung machte sie vom konkreten Entwurf abhängig." Ha inoltre richiamato il fallimento di precedenti negoziati: "Hier sei man sich mit der ÖVP nicht einig geworden." La posizione definitiva dei Verdi resta quindi aperta e si deciderà probabilmente sul testo presentato.
La riforma affonda le proprie radici nel 2016, quando sotto l'allora ministro Wolfgang Brandstetter venne istituito il Consiglio per le direttive presso il ministero della Giustizia. Da allora i ministri non hanno più dovuto impartire direttive formali, ma solo attuare le raccomandazioni del Consiglio. Nella prassi i ministri hanno in larga misura seguito le raccomandazioni del Consiglio, come riferito da ambienti giudiziari.
Premesse e motori della riforma
Nel dibattito scientifico e negli ambienti giudiziari i piani suscitano reazioni contrastanti. Gran parte della magistratura e anche i Verdi respingono in linea di principio una procedura di selezione in Parlamento, considerata non apolitica. La Commissione Kreutner, istituita nell'ambito delle indagini legate al compianto capo di sezione Christian Pilnacek, ha concluso che in Austria esiste una giustizia a due velocità. Questa diagnosi è considerata uno dei motori politici della riforma.
Politicamente degno di nota è il cambio di posizione dell'ÖVP. Ancora all'inizio del 2021 il partito popolare aveva rifiutato per decenni un'autorità indipendente per le direttive, sostenendo la necessità del controllo parlamentare. Solo all'inizio del 2021 il partito compì una inversione a U e sostenne da allora il progetto di un'autorità libera da direttive. Questo cambio di rotta costituisce la premessa affinché la riforma possa effettivamente essere attuata nell'attuale legislatura.
Il cambiamento dell'ÖVP
Nel merito, il modello trasferisce la supervisione tecnica e organizzativa sulle procure, finora in capo al ministro della Giustizia, a un vertice libero da direttive. In Austria le procure svolgono le indagini e decidono se procedere con l'accusa o archiviare; sono attualmente soggette alla vigilanza tecnica delle procure generali e, in ultima istanza, del ministero della Giustizia. Questa gerarchia deve essere spezzata al vertice.
Se il governo presenterà lunedì un progetto convincente, i Verdi avanzano come fornitori della maggioranza. Se invece la presentazione resterà al di sotto delle richieste di Zadić, l'FPÖ, nonostante la sua precedente opposizione, potrebbe profilarsi come alternativa. Le frontiere politiche restano quindi, anche dopo l'intesa di principio, ancora aperte.
Questions & Answers
Cosa significa il vertice collegiale di tre persone per la direzione della nuova autorità?
La direzione sarà composta da tre persone, nominate da una commissione indipendente, per evitare influenze politiche sulla procura.
Procura federale: la coalizione presenta un modello | quotidiano360