Caso Luise: 144.400 euro di risarcimento dalle minorenni | quotidiano360
Caso Luise, il tribunale condanna le due minorenni a pagare 144.400 euro di risarcimento
KOBLENZ, GERMANIA — 28 maggio 2026
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Summary
Il Landgericht di Coblenza ha condannato le due ragazze che nel 2023 uccisero la dodicenne Luise a pagare 144.400 euro di risarcimento alla famiglia. La sentenza civile arriva dopo che un processo penale era stato impossibile a causa della minore età delle colpevoli.
KOBLENZ, GERMANIA — 28 maggio 2026
Il Landgericht di Coblenza ha condannato le due ragazze che uccisero la dodicenne Luise a Freudenberg nel marzo 2023 a pagare complessivamente 144.400 euro di risarcimento danni alla famiglia della vittima.
La sentenza, emessa oggi nell’ambito di un processo civile, rappresenta l’unica forma di giustizia possibile per la famiglia della giovane vittima. Le due imputate, che all’epoca dei fatti avevano 12 e 13 anni, non hanno mai affrontato un procedimento penale perché i minori di 14 anni in Germania sono considerati penalmente non imputabili.
La corte ha riconosciuto un risarcimento complessivo per danni morali pari a 125.000 euro. Di questi, 40.000 euro sono stati attribuiti direttamente a Luise come risarcimento per le sofferenze patite prima della morte — un credito trasmissibile agli eredi e quindi ai genitori. Ai genitori stessi sono stati riconosciuti 55.000 euro per il dolore, la sofferenza e la riparazione morale, mentre alla sorella della vittima sono andati 30.000 euro.
Oltre al risarcimento per i danni morali, il tribunale ha stabilito che le due condannate dovranno farsi carico delle spese funerarie, quantificate in circa 15.000 euro, e delle spese legali sostenute dalla famiglia, pari a circa 4.000 euro. La somma totale raggiunge così i 144.400 euro.
La dinamica dell’omicidio
La sera dell’11 marzo 2023, Luise era stata denunciata come scomparsa dopo aver fatto visita a un’amica. Il suo corpo fu successivamente ritrovato in un’area boschiva. Secondo quanto ricostruito nel corso del procedimento civile, iniziato nel luglio 2025, le due coetanee l’avevano attirata in un bosco e lì l’avevano aggredita.
In aula è emerso che le due ragazze avevano prima tentato di soffocare Luise con un sacchetto di plastica, per poi accanirsi su di lei con 74 coltellate. Il giudice ha spiegato che la morte era sopraggiunta per dissanguamento e per uno pneumotorace, ovvero un accumulo d’aria nella cavità toracica. Secondo le valutazioni medico-legali, l’agonia di Luise sarebbe durata al massimo trenta minuti.
Le due minorenni erano finite nel mirino degli investigatori perché le loro dichiarazioni, rese durante una prima audizione, contraddicevano le testimonianze di altri soggetti sentiti nel corso delle indagini. Entrambe avevano infine confessato il delitto.
Perché non c’è stato un processo penale
In Germania, i minori di 14 anni sono per legge considerati incapaci di intendere e di volere, e quindi non perseguibili penalmente. Questo principio vale anche per i reati più gravi, compreso l’omicidio. La norma ha impedito che le due responsabili affrontassero un processo penale, nonostante la confessione e la gravità del crimine.
La portavoce del tribunale, Eva Maria Kahn, ha dichiarato che “dopo il giudizio della camera, le due convenute hanno assassinato Luise l’11 marzo 2023 in modo insidioso e per motivi abietti”. La corte ha inoltre stabilito che il risarcimento si fonda su un “atto illecito commesso intenzionalmente”, condizione necessaria per escludere la prescrizione del debito in caso di successiva insolvenza delle debitrici.
Sulla questione del movente, gli inquirenti hanno sempre mantenuto un profilo di cautela. Come è stato osservato nel corso delle indagini, “ciò che per dei bambini può rappresentare un motivo per un crimine, per un adulto potrebbe risultare incomprensibile”.
La richiesta della famiglia e il significato del processo civile
La famiglia di Luise aveva scelto la via del processo civile non solo per ottenere un risarcimento economico, ma anche per lanciare un segnale. L’avvocato Jochen Alfes, che rappresenta i genitori e la sorella, aveva dichiarato all’apertura del procedimento nel luglio 2025 che l’obiettivo era dimostrare come un atto del genere non possa rimanere privo di conseguenze.
Inizialmente, i familiari avevano quantificato il danno morale in 140.000 euro complessivi: 50.000 euro per le sofferenze di Luise, e 30.000 euro ciascuno per il padre, la madre e la sorella, a titolo di riparazione per il trauma psicologico subito. Il tribunale ha riconosciuto un importo leggermente superiore per i danni morali, portandolo a 125.000 euro, ma ha ridotto la quota destinata a Luise a 40.000 euro.
Le due ragazze, nel frattempo, restano sotto la tutela dei servizi minorili del distretto, che continuano a seguirle.
Le reazioni alla sentenza
La notizia del risarcimento ha suscitato reazioni contrastanti tra i cittadini di Freudenberg. Se da un lato si riconosce il valore simbolico della decisione, dall’altro è diffusa la consapevolezza che nessuna somma di denaro potrà mai restituire Luise alla sua famiglia.
Katja Linn, una residente, ha commentato: “Questo risarcimento non potrà mai compensare la vita di un bambino”. Peter Klingenberg, che conosceva Luise di vista e abitava nello stesso quartiere di una delle colpevoli, ha aggiunto: “Ciò che è stato fatto alla famiglia è ancora oggi incomprensibile. La vita non si può misurare in denaro”.
Lo stesso Klingenberg ha auspicato che il denaro possa almeno servire ad alleviare il peso economico delle cure psicologiche: “Per terapie o cose simili, affinché questi costi non ricadano ulteriormente sulla famiglia”. Diversi cittadini hanno inoltre sollevato la questione dell’età dell’imputabilità, suggerendo che casi come questo dovrebbero indurre a ripensare la normativa sulla responsabilità penale dei minori.
Un crimine che ha sconvolto la Germania
L’omicidio di Luise, avvenuto nel marzo 2023, aveva suscitato profonda commozione in tutto il Paese. La dinamica del delitto — una dodicenne uccisa da due coetanee con una violenza inaudita — aveva reso il caso eccezionale anche per gli operatori della giustizia.
Il giudice che ha presieduto il procedimento civile ha parlato di un “omicidio insidioso per motivi abietti, che ha lasciato la camera sgomenta”. La corte ha ritenuto provato che Luise abbia sofferto intensamente prima di morire.
La sentenza di oggi chiude il capitolo giudiziario di una vicenda che, sul piano penale, non aveva potuto trovare alcuno sbocco. Resta aperto, nel dibattito pubblico, l’interrogativo su come una società possa prevenire simili tragedie e su quali strumenti di giustizia riparativa possano essere attivati quando gli autori di un reato sono essi stessi dei bambini.
Questions & Answers
Perché le due ragazze che hanno ucciso Luise non sono state processate penalmente?
In Germania i minori di 14 anni sono considerati per legge incapaci di intendere e di volere, quindi non imputabili nemmeno per reati gravissimi come l’omicidio.
A quanto ammonta esattamente il risarcimento stabilito dal tribunale di Coblenza?
Il risarcimento totale è di 144.400 euro, di cui 125.000 per danni morali, circa 15.000 euro per le spese funerarie e circa 4.000 euro per le spese legali della famiglia.
Qual era l’obiettivo della famiglia di Luise nel promuovere la causa civile?