Caso Jenni Scharinger: accusa di omicidio del 2018 contro l'ex fidanzato
Vienna, 15 giugno 2026
AI-generated image (flux-2/pro-text-to-image via Kie.ai)
Summary
Otto anni dopo la scomparsa della allora 21enne Jenni Scharinger, la Procura di Vienna ha incriminato il suo ex compagno. L'uomo, 32 anni, è accusato di omicidio e di occultamento del cadavere nella zona di Großweikersdorf.
Vienna, 15 giugno 2026
Nel caso di Jenni Scharinger, scomparsa da gennaio 2018, la Procura di Vienna ha incriminato il suo all'epoca compagno, accusato dell'omicidio della allora 21enne e di aver nascosto il cadavere nella zona di Großweikersdorf.
Punto di partenza: una scomparsa in circostanze sospette
La Procura di Vienna contesta all'imputato, oggi 32enne, di aver ucciso la allora 21enne Jenni Scharinger nel gennaio 2018 nel suo appartamento a Vienna-Brigittenau e di aver successivamente nascosto il suo corpo nel distretto di Tulln, in Bassa Austria. Oltre all'accusa di omicidio, è stato richiesto anche il ricovero in un centro forense-terapeutico ai sensi del § 21/2 del Codice penale, nonché il ricovero in un istituto per autori di reati con necessità di disintossicazione (stupefacenti) ai sensi del § 22 comma 1 CP.
La giovane donna era scomparsa, secondo la polizia, in "circostanze sospette" dall'appartamento condiviso a Vienna-Brigittenau. La sua famiglia ha vissuto in seguito anni di incertezza. Nonostante ampie indagini, operazioni di ricerca e numerose segnalazioni, per lungo tempo è rimasto oscuro cosa fosse accaduto alla allora studentessa di giurisprudenza, 21enne. Per quasi otto anni è stata considerata dispersa.
Accusa e confessione
Secondo le informazioni degli investigatori, la 21enne aveva litigato con il suo all'epoca compagno e si era in seguito separata da lui. Il sospettato, secondo le indagini, apparentemente non avrebbe retto la separazione. Negli interrogatori davanti alla polizia, l'uomo ha dichiarato di aver afferrato la vittima da dietro durante il litigio nell'appartamento e di averla strangolata finché non è rimasta esanime a terra.
Le indagini penali a suo carico per sospetta privazione della libertà personale erano state archiviate nell'aprile 2019, poiché all'epoca non sussisteva un sospetto sufficiente di un reato di omicidio. Solo anni dopo il caso ha trovato nuovi spunti grazie a un messaggio vocale traditore: come emerso dalle indagini nel 2025, il sospettato avrebbe "dettagliatamente descritto" in una chat come si sarebbe sbarazzato di un cadavere senza lasciare tracce sospette.
Punto di svolta grazie a un messaggio vocale
Sulla base di questi contenuti della chat, l'uomo è stato arrestato alla fine del 2025. Poco dopo, nel dicembre dell'anno precedente, ha confessato e ha condotto gli investigatori ai resti mortali della giovane donna. L'imputato avrebbe inizialmente nascosto la vittima nel 2018 nella zona di Großweikersdorf, nel distretto di Tulln, in un frangivento.
L'avvocata difensora dell'imputato, Astrid Wagner, ha definito il reato davanti alla stampa come un atto d'impulso e non un "omicidio pianificato". Questa valutazione potrebbe diventare rilevante per la qualificazione giuridica del caso, poiché la Procura mantiene comunque l'accusa di omicidio e insiste sul ricovero in una struttura forense.
Famiglia e anni di incertezza
Con l'incriminazione si avvicina un procedimento che a Vienna attira l'attenzione già da anni. La famiglia di Jenni Scharinger aveva nel frattempo richiamato più volte pubblicamente l'attenzione sul destino della scomparsa. Con la confessione e il ritrovamento dei resti mortali, i familiari hanno ora ottenuto certezza sulla sua sorte, ma le circostanze del reato gettano al contempo una luce sulla gestione della violenza domestica e sulla domanda sul perché il caso sia stato chiarito solo dopo otto anni.
Dal punto di vista giuridico, l'accusa considera integrati sia il reato di omicidio sia una particolare pericolosità dell'imputato. Con la richiesta di ricovero in un centro forense-terapeutico e in un istituto per autori di reati con necessità di disintossicazione, la Procura persegue una misura detentiva che va oltre la semplice pena carceraria. Sull'apertura del procedimento principale e sull'ammissibilità dell'accusa dovrà decidere il tribunale competente.
Ricovero forense richiesto
Per i familiari l'incriminazione rappresenta un ulteriore, seppur doloroso, passo verso l'elaborazione giuridica. Dopo anni di attesa sul destino della giovane donna, si profila ora un processo in cui non verrà giudicato solo il reato in sé, ma anche la questione della responsabilità nell'ambiente della vittima.
L'esatto luogo del ritrovamento dei resti mortali si trovava in una struttura boschiva nella zona di Großweikersdorf, in Bassa Austria. Quest'area era già stata al centro delle ricerche negli anni precedenti, ma l'identificazione della vittima è stata resa possibile solo grazie alle indicazioni dell'imputato.
Nel corso delle indagini era inoltre emerso che l'imputato avrebbe deposto il cadavere in un frangivento, una struttura a uso agricolo che offriva una naturale schermatura visiva. La Procura fonda la propria accusa, oltre che sulla confessione, su tracce forensi e su prove digitali, in particolare sui messaggi di chat risalenti al 2025.
L'elaborazione giuridica del caso Jenni Scharinger è considerata uno dei casi di persone scomparse più impegnativi di Vienna degli ultimi anni. Diverse stazioni di polizia, la Procura di Vienna e periti sono stati coinvolti per anni nelle ricerche e nelle indagini. L'incriminazione rappresenta la conclusione provvisoria di questa fase investigativa.
Prospettive sul processo
Gli osservatori si aspettano che il procedimento principale si accenderà non da ultimo sulla questione se il reato vada qualificato come omicidio pianificato o come atto d'impulso. La difesa ha già annunciato che porterà in primo piano la versione della propria assistita. La Procura mantiene invece la qualificazione come omicidio e chiede il ricovero in una struttura forense-terapeutica.
Il caso proietta al contempo una luce sociale più ampia sulla situazione delle giovani donne nelle relazioni di coppia e sull'efficacia della protezione dalle violenze. Da anni le iniziative contro la violenza domestica richiamano l'attenzione sulla necessità di interventi più tempestivi e di un migliore coordinamento tra polizia, giustizia e servizi sociali. La vicenda Jenni Scharinger potrebbe riaccendere questo dibattito.
Con l'incriminazione è aperta la strada per un processo presso il Tribunale penale regionale di Vienna. Inizialmente non era ancora stata fissata una data per l'udienza principale. La Procura ha annunciato che porterà tutte le prove nel procedimento, inclusi i protocolli delle chat e i risultati degli esami forensi condotti sul luogo del ritrovamento.
Questions & Answers
Di cosa tratta il caso Jenni Scharinger?
Al centro c'è la scomparsa della allora 21enne Jenni Scharinger nel gennaio 2018. La Procura di Vienna accusa il suo all'epoca compagno di omicidio e di occultamento del cadavere nella zona di Großweikersdorf.
Quale ruolo ha avuto il messaggio vocale nel procedimento?
Un messaggio di chat emerso nel 2025, nel quale il sospettato avrebbe descritto come disfarsi di un cadavere, ha fatto avanzare in modo decisivo le indagini e ha portato al suo arresto alla fine del 2025.
Cosa ha dichiarato finora l'imputato?
Negli interrogatori di polizia, il 32enne ha dichiarato di aver strangolato la donna da dietro durante il litigio. Nel dicembre dell'anno precedente ha confessato e ha condotto gli investigatori ai resti mortali.
Caso Jenni Scharinger: accusa di omicidio 2026 | quotidiano360