Camera del Lavoro: la direttiva sulla trasparenza retributiva si applica in Austria anche senza recepimento nazionale
Vienna, 10 luglio 2026
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Summary
La Camera del Lavoro sottolinea che parti della direttiva UE sulla trasparenza retributiva sono direttamente applicabili in Austria, nonostante manchi il recepimento nazionale. I lavoratori possono già ora avvalersi dei diritti di informazione e farli valere in giudizio.
Vienna, 10 luglio 2026
La Camera del Lavoro (AK) ha sottolineato giovedì che disposizioni essenziali della direttiva UE sulla trasparenza retributiva si applicano direttamente in Austria anche in assenza del recepimento nazionale e possono essere fatte valere dai lavoratori in sede giudiziaria.
Contesto: termine scaduto, nessuna legge
Il termine per il recepimento della direttiva UE sulla trasparenza retributiva nel diritto nazionale è scaduto il 7 giugno 2026. Poiché l'Austria non ha varato una legge in materia entro tale data, la Camera del Lavoro richiama ora l'attenzione sui diritti vigenti. La presidente dell'AK Renate Anderl ha dichiarato in una conferenza stampa: "Die Richtlinie ist ein EU-Gesetz und das gilt selbstverständlich auch bei uns."
La direttiva era stata adottata dal Consiglio dell'Unione europea il 7 aprile 2023. Tra l'altro, obbliga le imprese a informare i candidati sulla retribuzione iniziale prevista o su una fascia salariale. I lavoratori hanno inoltre il diritto di conoscere i criteri in base ai quali vengono fissate le retribuzioni, nonché di ricevere informazioni sul reddito medio dei lavoratori comparabili, ripartito per genere.
Sandra Konstatzky, responsabile dell'Avvocatura per la parità di trattamento, ha illustrato i termini concreti: "spätestens binnen zwei Monaten" un datore di lavoro deve fornire informazioni. "Wir wissen aus der Beratungspraxis, dass viel Diskriminierung bereits bei der Einstufung passiert", ha affermato Konstatzky, "und ein wichtiger Grund sind Geschlechterstereotype, die sich benachteiligend auf die Entgeltverhandlungen von Bewerberinnen auswirken."
Tre assi della direttiva
L'AK fonda la propria argomentazione su una particolarità giuridica del diritto dell'UE. "Dort, wo die Richtlinie konkrete Rechte formuliert und bestehende EU-Grundrechte (z.B. Gleichheitsgrundsatz, Diskriminierungsverbot) näher ausgestaltet, sind die Bestimmungen bereits unmittelbar anwendbar", si legge nei testi distribuiti in conferenza stampa. I tribunali in Austria dovrebbero inoltre interpretare le leggi vigenti in modo conforme alla direttiva.
Konstatzky ha aggiunto: "Die verspätete Umsetzung bedeutet nicht, dass die Rechte der Beschäftigten auf Eis liegen." Anche senza la legge di recepimento, singole disposizioni della direttiva producono effetti diretti. "Aber ich denke, das wird kommen", ha detto con riferimento a una regolamentazione nazionale ancora in sospeso.
La ministra del Lavoro Korinna Schumann (SPÖ) aveva previsto nel suo disegno di esentare dagli obblighi di rendicontazione le aziende con meno di 100 dipendenti. L'AK critica questa soglia. "Wir brauchen die Richtlinie aber trotzdem dringend", ha detto Anderl, "denn die Praxis zeigt uns, dass der Text im Gleichbehandlungsgesetz nicht ausreicht."
Controversia sulla soglia per le piccole imprese
La direttiva prevede che le imprese con più di 250 dipendenti presentino la rendicontazione ogni anno, mentre quelle con un numero di dipendenti compreso tra 100 e 250 la presentino ogni tre anni. Circa il 60 percento dei lavoratori in Austria è impiegato in tali aziende, ha calcolato l'AK.
Se in un'impresa viene accertata una differenza retributiva tra uomini e donne superiore al cinque percento e non giustificabile con criteri oggettivi e neutri sotto il profilo del genere, l'impresa deve effettuare una valutazione delle retribuzioni insieme con il consiglio aziendale. In caso di violazioni ripetute degli obblighi di trasparenza sono previste sanzioni amministrative fino a 60.000 euro.
Anderl ha ammonito i datori di lavoro: "Sonst haben sie die Problematik, dass eine Klage nach der anderen kommt." Infatti, anche se la direttiva UE non ha ancora prodotto una legge nazionale, i lavoratori possono già ora avvalersi di alcuni diritti e farli valere in giudizio. "Gleicher Lohn für gleiche Arbeit ist selbstverständlich", ha affermato la presidente dell'AK.
Critiche da IV e Verdi
L'Avvocatura per la parità di trattamento ha inoltre rilevato che molte donne vengono a conoscenza delle differenze salariali solo per caso, ad esempio "wegen eines vergessenen Lohnzettels im Druckerraum, beim Einstellen einer Karenzvertretung oder durch ein informelles Gespräch". Konstatzky ha spiegato che il principio della parità retributiva è sancito giuridicamente in Austria dal 1979.
L'Associazione degli industriali (IV) ha ribadito le proprie critiche alla direttiva. Il segretario generale della IV Christoph Neumayer ha parlato di un "Bürokratiemonster" derivante da ulteriori obblighi di documentazione, rendicontazione e valutazione. "Entscheidend ist aber, dass die Umsetzung praktikabel bleibt", ha dichiarato Neumayer.
I Verdi hanno criticato il governo per la mancata attuazione. "Dass sich die Regierungsparteien bei der Umsetzung der EU-Lohntransparenzrichtlinie nicht einigen können, ist ein fatales Signal an Millionen Arbeitnehmerinnen", ha dichiarato la portavoce per le pari opportunità dei Verdi Meri Disoski.
Prospettive: recepimento nazionale ancora aperto
Anderl ha annunciato che i negoziati proseguiranno: "Wir verhandeln weiter, werden Druck ausüben und dran bleiben." La Camera del Lavoro vuole informare "offensiv informieren" i propri iscritti su quali diritti possano già esercitare.
Dei 27 Stati membri dell'UE che avrebbero dovuto recepire le prescrizioni della direttiva entro il 7 giugno 2026, l'Austria ha lasciato scadere il termine. L'AK vi legge un argomento a favore di una rapida regolamentazione nazionale che, a suo avviso, dovrebbe includere anche le piccole e medie imprese.
Konstatzky ha riassunto: "Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer haben einen Anspruch auf Auskunft über ihr eigenes Entgelt sowie das durchschnittliche Einkommen von Beschäftigten in vergleichbarer Situation, nach Geschlecht aufgeschlüsselt." L'Avvocatura per la parità di trattamento è a disposizione per consulenze non appena verranno presentate richieste concrete ai datori di lavoro.
L'AK ha inoltre ricordato che la direttiva si articola in tre assi: maggiore trasparenza nelle procedure di candidatura, diritto di sapere come vengono stabilite le retribuzioni e diritto all'informazione sulle retribuzioni nei gruppi di confronto. Questi tre punti possono già essere fatti valere dai lavoratori, indipendentemente dal recepimento nazionale.
Questions & Answers
Cosa ha detto la Camera del Lavoro sulla direttiva UE sulla trasparenza retributiva?
L'AK sottolinea che disposizioni essenziali della direttiva si applicano direttamente in Austria, nonostante manchi il recepimento nazionale. La presidente Renate Anderl ha evidenziato che la direttiva è una legge UE e pertanto applicabile.
Quali diritti hanno già ora i lavoratori?
I lavoratori possono richiedere informazioni sulla propria retribuzione e sul reddito medio dei lavoratori comparabili, ripartito per genere, entro e non oltre due mesi. I candidati devono inoltre essere informati sulla retribuzione iniziale.
Perché l'Austria ha lasciato scadere il termine di recepimento?
Il termine di recepimento è scaduto il 7 giugno 2026 senza che venisse varata una legge nazionale. La ministra del Lavoro Korinna Schumann (SPÖ) intendeva escludere nel suo disegno le aziende con meno di 100 dip
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