Bitcoin torna sopra i 65.000 dollari mentre petrolio e gas arretano; Ether guida il rally cripto
Francoforte, 22 luglio 2026
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Summary
Il Bitcoin ha riconquistato la soglia dei 65.000 dollari, scambiando intorno ai 65.500 dollari, sostenuto dal calo del petrolio e da segnali di distensione tra Stati Uniti e Iran. Ether è risultato l'asset più forte della giornata, in rialzo di oltre il 4% sulle 24 ore.
Francoforte, 22 luglio 2026
Il Bitcoin ha riconquistato la soglia dei 65.000 dollari e nella seduta asiatica ed europea di mercoledì 22 luglio 2026 veniva scambiato intorno ai 65.500 dollari, mentre Ether si è affermato come l'asset più performante tra le principali criptovalute e i future su Nasdaq e S&P 500 sono avanzati di circa mezzo punto percentuale.
Il Bitcoin torna sopra i 65.000 dollari
Il mercato delle criptovalute ha aperto la settimana in territorio decisamente positivo. Secondo i dati di riferimento riportati dai servizi di mercato, il Bitcoin saliva dell'1,90% in 24 ore a 65.465,04 dollari e del 2,19% su base settimanale, riportandosi così sopra la soglia psicologica dei 65.000 dollari. La dominanza del Bitcoin sul resto del mercato resta elevata, pari al 58,6%, segnale che la ripresa della criptovaluta pionieristica continua a trainare l'intero comparto.
L'Ether è stato il vero protagonista della giornata, con un rialzo del 4,65% in 24 ore a 1.964,54 dollari e del 5,96% nell'arco settimanale. Gli analisti hanno descritto la performance di Ether come «il chiaro outperformere tra i grandi asset». Anche le altre principali criptovalute hanno beneficiato del rimbalzo: Solana è salita del 2,57% a 76,66 dollari, BNB dello 0,75% a 574,49 dollari, TRON dello 0,25% a 0,3317 dollari, Dogecoin dello 0,33% a 0,07310 dollari e Zcash del 3,58% a 504,20 dollari. Zcash si è distinto come secondo miglior performer settimanale, dietro solo a Ether. HYPE ha registrato un +2,83% in 24 ore portandosi a 60,03 dollari, mentre UNUS SED LEO ha ceduto lo 0,32% a 9,72 dollari.
Ether guida il rally delle criptovalute
Il rally cripto si inserisce in un contesto macro in cui la pressione sui prezzi energetici è sensibilmente diminuita. Il Brent è sceso del 4,7% a 92,19 dollari al barile, dopo aver brevemente superato quota 100 dollari per la prima volta in due mesi. Anche i future sul WTI hanno aperto la seduta di lunedì con un gap al ribasso, cedendo circa il 5% e attestandosi intorno agli 85 dollari. Gli analisti di ANZ Research hanno ricordato come «le ostilità nel Mar Rosso abbiano alimentato i timori di ulteriori strozzature nelle forniture», offrendo così una chiave di lettura geopolitica al movimento dei prezzi petroliferi.
Petrolio in forte calo, scendono Brent e WTI
Sul fronte valutario, il dollaro australiano e l'euro hanno guadagnato terreno contro il dollaro statunitense. Il cambio EUR/USD si è portato a 1,1386, in lieve rialzo dello 0,1%, mentre EUR/JPY ha toccato 186,49. Il cross GBP/USD è salito a 1,333. Questi movimenti riflettono una combinazione di minore avversione al rischio e attesa per la riunione della Federal Reserve in calendario il 28 e 29 luglio.
Valute, geopolitica e attesa per la Fed
Sul piano geopolitico, Stati Uniti e Iran hanno osservato il secondo giorno consecutivo senza ricorrere a raid aerei, dopo una fase di estrema tensione. Secondo le informazioni diffuse, l'Iran avrebbe segnalato l'intenzione di sospendere gli attacchi aerei fintanto che gli USA facciano altrettanto. La guerra, iniziata a fine febbraio, aveva già vissuto nel secondo trimestre una fragile tregua, rapidamente rientrata. La tenuta o meno della pausa nelle ostilità è considerata dagli operatori uno dei due fattori decisivi per la direzione di breve termine dei mercati crypto.
Vikram Subburaj, CEO dell'exchange indiano Giottus, ha commentato per iscritto che «i prezzi reagiscono anche agli sviluppi macroeconomici». Lo stesso Subburaj ha ricordato che i mercati prezzano attualmente una probabilità del 36,3% di un rialzo dei tassi di 25 punti base da parte della Federal Reserve. Un altro analista di spicco, Joao Wedson, fondatore e CEO della società di analisi Alphractal, ha osservato su X che storicamente tra ogni halving del Bitcoin e il minimo del successivo mercato orso intercorrono circa 900 giorni. Wedson ha aggiunto che il ciclo attuale si trova al giorno 827, il che lascia intravvedere la possibilità di un minimo finale entro i prossimi due mesi, qualora il pattern storico dovesse ripetersi.
Borse europee positive, Wall Street in lieve rialzo
Sui mercati azionari europei il sentiment è rimasto cautamente positivo. L'Euro Stoxx 50 ha guadagnato lo 0,5% a 6.238,63 punti, il DAX lo 0,5% a 24.876 punti e il FTSE lo 0,3% a 10.674,21 punti. Il settore tecnologico europeo è salito dello 0,9%. I future su Nasdaq e S&P 500, in apertura della sessione, hanno mostrato entrambi un progresso di circa mezzo punto percentuale, confermando l'orientamento risk-on della giornata.
Sul fronte delle materie prime, oltre al petrolio, anche i metalli preziosi hanno mostrato andamenti divergenti. L'oro è sceso marginalmente a 4.045,23 dollari l'oncia (-0,05%), mentre l'argento è salito dello 0,7% a 58,05 dollari. Il platino ha ceduto lo 0,6% a 1.590,44 dollari.
Risultati societari e movimenti M&A
Nel comparto delle blue chip europee hanno catturato attenzione i risultati societari. SAP, secondo gli analisti di Metzler, ha presentato solidi risultati per il secondo trimestre 2026 che dovrebbero contribuire a dissipare alcune delle preoccupazioni legate all'intelligenza artificiale. Atoss Software ha proseguito il trend di crescita a doppia cifra di ricavi e utili, migliorando la marginalità e confermandosi in linea con gli obiettivi annuali. Diverso il quadro per Volkswagen, che ha tagliato gli obiettivi di ricavi e volumi per il 2026: il titolo, dopo un avvio in forte ribasso, ha recuperato gran parte delle perdite chiudendo solo in lieve calo dello 0,1%. Adidas ha limitato il calo al 3,6% dopo una fase di debolezza iniziale.
Sulla scena M&A europea, un primo'offerta da 48,50 euro per azione, con un'elevata componente in titoli, è stata respinta all'unanimità dal consiglio di amministrazione e dal comitato di sorveglianza della società target. Successivamente è stata formulata un'offerta migliorativa a 51,5 euro per azione, pagabile in contanti e azioni WSP. Arcadis è risultata tra i titoli più forti della seduta, in rialzo dell'8,7% a 42,84 euro.
Sul piano commerciale, gli Stati Uniti hanno annunciato nuovi dazi compresi tra il 10% e il 12,5% nei confronti dei principali partner commerciali, in sostituzione della tariffa globale temporanea del 10% legata alle politiche del presidente Donald Trump, in scadenza venerdì. La Lovinklaan Foundation, che controlla il 19% delle quote di una partecipata, è stata citata come fattore che rallenta possibili scenari di acquisizione rapida grazie al suo orientamento di lungo periodo.
Dazi, indicatori e prospettive
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