Mondiali hockey 2026: Austria fuori, USA vincono 4-1 | quotidiano360
Austria sconfitta dagli USA, sfuma il sogno quarti di finale ai Mondiali di hockey
ZURIGO — L’Austria ha perso 4-1 contro gli Stati Uniti nell’ultima partita del girone A, mancando la qualificazione ai quarti di finale del Campionato mondiale di hockey su ghiaccio.
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Summary
L’Austria è stata sconfitta 4-1 dagli Stati Uniti campioni olimpici e mondiali in carica, fallendo l’accesso ai quarti di finale del Mondiale per il secondo anno consecutivo. La squadra di Roger Bader, priva di diversi top player, ha lottato ma non è riuscita a ripetere le imprese delle edizioni precedenti.
ZURIGO — L’Austria ha perso 4-1 contro gli Stati Uniti nell’ultima partita del girone A, mancando la qualificazione ai quarti di finale del Campionato mondiale di hockey su ghiaccio.
L’Austria ha ceduto per 4-1 contro gli Stati Uniti nell’incontro decisivo del girone A del Campionato mondiale di hockey su ghiaccio, disputato martedì sera in un’arena quasi esaurita a Zurigo, vedendo così sfumare la qualificazione ai quarti di finale.
La sconfitta condanna la squadra di Roger Bader al sesto posto nel raggruppamento e all’undicesimo nella classifica generale del torneo. Per il secondo anno di fila, la nazionale austriaca non riesce a superare la fase a gironi, un esito che getta un’ombra sull’organizzazione del Mondiale 2027, di cui l’Austria sarà paese ospitante con sedi a Mannheim e Düsseldorf.
La cronaca della partita decisiva
L’incontro si è messo subito in salita per gli austriaci. Nonostante due ottime occasioni nel primo periodo, con un palo colpito da Tim Harnisch al quarto minuto, gli Stati Uniti hanno impiegato appena 45 secondi per piazzare un uno-due micidiale. Clifton ha aperto le marcature al sesto minuto con un tiro nascosto che si è infilato nell’incrocio dei pali, e pochi istanti dopo Ufko ha raddoppiato con un tiro dalla linea blu. La sfortuna è proseguita quando Vinzenz Rohrer, lanciato in fuga solitaria verso il portiere statunitense Cooley, è stato trattenuto irregolarmente.
La partita è stata di fatto decisa nel periodo centrale. Cotter ha firmato lo 0-3 al 22esimo minuto con un tiro da un angolo molto acuto. Gli americani hanno poi sfruttato il loro netto vantaggio in termini di velocità, e Matthew Tkachuk, due volte vincitore della Stanley Cup e medaglia d’oro olimpica, ha calato il poker portando il punteggio sullo 0-4 al 32esimo. L’unica gioia per l’Austria è arrivata al 37esimo, quando la musica del “Zillertaler Hochzeitsmarsch” ha finalmente risuonato nell’arena: Simeon Schwinger ha deviato un tiro di David Maier per il gol dell’1-4.
Le occasioni mancate e il percorso nel girone
La sconfitta contro gli USA è stata l’epilogo di una settimana difficile per la selezione austriaca. Dopo aver ottenuto tre vittorie nella prima fase del torneo contro Gran Bretagna, Ungheria e Lettonia, la squadra si trovava in una posizione favorevole. Tuttavia, le successive partite contro le potenze del girone hanno visto l’Austria sempre soccombere. Particolarmente dolorosa è stata la sconfitta per 2-6 contro una Germania che fino a quel momento non aveva convinto.
Il giorno successivo, la Finlandia si è imposta per 5-2, con i finlandesi che hanno dominato sul piano dei tiri in porta, facendo registrare un rapporto di 10-2 nel primo periodo e addirittura di 19-6 nel secondo. L’affaticamento per il dispendioso lavoro difensivo della sera precedente si è fatto sentire. I gol di Saku Maenalanen e Jesse Puljujarvi hanno scavato il solco, e non sono bastati il bellissimo gol di Benjamin Nissner, frutto di un’azione corale nata da un forecheck di Peter Schneider, né la terza rete nel torneo di Leon Wallner per riaprire la contesa. La contemporanea vittoria della Lettonia per 6-0 sulla Gran Bretagna ha agganciato gli austriaci in classifica, rimandando ogni verdetto all’ultima, proibitiva sfida.
Le reazioni e lo spirito della squadra
Nonostante la delusione, all’interno del gruppo regna la consapevolezza di aver dato tutto. “Phasenweise spielen wir gut mit, aber das ist zu wenig. Es ist ein anderes Spiel, wenn es gegen eine solche Mannschaft um den Aufstieg oder gegen das Ausscheiden geht”, ha analizzato l’allenatore dei portieri Reinhard Divis.
Già prima della partita, la squadra sapeva di dover compiere un’impresa. Il difensore Roman Schnetzer aveva riassunto la formula per il successo: “Wir müssen hinten gut stehen, alles verteidigen, was geht, brauchen eine gute Goalie-Leistung, und auch die Scheibe muss ein wenig für uns springen”. E aveva aggiunto: “Wenn wir das nötige Glück haben, den Kampfgeist und als Team zusammenwachsen, sich jeder für jeden reinhaut, ist alles möglich, egal, gegen wen, und egal, wann”. Parole che riflettono lo spirito di un gruppo che, nonostante le pesanti assenze, ha lottato fino all’ultimo, come dimostrato anche nella pesante sconfitta per 0-9 contro la Svizzera padrona di casa.
Il peso delle assenze e la tradizione di sorprese
Per valutare correttamente il percorso dell’Austria, è fondamentale considerare il contesto. La squadra ha dovuto fare a meno di circa mezza dozzina di giocatori di primissimo piano, tra cui Marco Kasper e Marco Rossi, e nessuno dei registi offensivi che avevano raggiunto i quarti di finale nel 2025 era presente quest’anno. Eppure, il team manager Roger Bader non ha mai nascosto le proprie ambizioni. “Ich habe schon gehofft, dass das passieren kann. Wir haben in der Kabine immer plakatiert: Unser Ziel ist es, in Fribourg zu spielen”, aveva dichiarato, riferendosi alla città svizzera che ospita i quarti di finale, dimostrando di credere nella sua squadra fin dall’inizio.
Dal 2022, anno in cui l’Austria è stata ripescata per sostituire le escluse Russia e Bielorussia, la nazionale è stata capace di regalare sorprese a quasi ogni edizione. Nel 2022 ottenne un punto contro gli USA e la prima, storica vittoria contro la Repubblica Ceca. Nel 2024, rimontò cinque gol nel terzo periodo contro il Canada e sconfisse la Finlandia. Quest’anno, però, il miracolo non si è ripetuto.
Un avversario di un altro pianeta
Di fronte, l’Austria si è trovata una squadra americana che negli ultimi 365 giorni ha vinto l’oro mondiale e, nel febbraio scorso a Milano, anche l’oro olimpico. La storia dei confronti diretti era un macigno: in 19 partite, gli Stati Uniti si sono imposti 17 volte. Le uniche due vittorie austriache risalivano al 1947 (6-5) e al 2001 (3-0), che resta l’ultimo successo contro gli americani. “Sind wir uns ehrlich: Die USA sind die USA, auch wenn sie bisher noch nicht die WM gespielt haben, die sich alle erwartet haben”, era il realismo che filtrava dall’ambiente.
La Lettonia, diretta concorrente per il passaggio del turno, aveva dimostrato la propria forza battendo la Germania 2-0 e, soprattutto, gli stessi USA per 4-2. Alla fine, i baltici hanno travolto l’Ungheria per 8-1, rendendo vana ogni speranza austriaca. Per l’Austria, l’appuntamento con la storia è rimandato. L’obiettivo ora è voltare pagina e preparare al meglio il Mondiale casalingo del 2027, con la speranza che il fattore campo e il rientro degli infortunati possano finalmente spezzare un digiuno che dura da oltre due decenni.