Dialogo Shangri-La 2026: Hegseth e la strategia su Taiwan | quotidiano360
Al Dialogo Shangri-La, Hegseth potrebbe ammorbidire i toni su Taiwan dopo le aperture di Trump a Xi
SINGAPORE — La rapida modernizzazione militare della Cina e la crescente assertività nell’Indo-Pacifico, insieme ai dubbi sulle priorità americane, dominano i lavori del principale vertice sulla difesa asiatico, che riunisce leader, alti diplomatici e funzionari della sicurezza da tutto il mondo.
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Summary
Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth apre la sessione di sabato con un intervento sulla strategia dell’amministrazione Trump per l’Indo-Pacifico. Il discorso arriva solo due settimane dopo che Trump ha definito un pacchetto di armi da 14 miliardi per Taiwan “un’ottima merce di scambio” con la Cina.
SINGAPORE — La rapida modernizzazione militare della Cina e la crescente assertività nell’Indo-Pacifico, insieme ai dubbi sulle priorità americane, dominano i lavori del principale vertice sulla difesa asiatico, che riunisce leader, alti diplomatici e funzionari della sicurezza da tutto il mondo.
Il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth terrà sabato il suo atteso discorso al Dialogo Shangri-La di Singapore, concentrandosi su quello che il Pentagono ha definito un “approccio basato sul buon senso per salvaguardare gli interessi nazionali vitali degli Stati Uniti nell’Indo-Pacifico”.
L’ombra dei colloqui Trump-Xi su Taiwan
L’intervento di Hegseth arriva in un momento di particolare delicatezza, circa due settimane dopo che l’ex presidente Donald Trump ha sollevato interrogativi sulla volontà di Washington di difendere Taiwan. A seguito di incontri con il leader cinese Xi Jinping, Trump ha definito Xi un “grande leader” e ha affermato che avrebbero avuto un “futuro fantastico insieme”. In quello stesso contesto, Trump ha messo in dubbio l’impegno americano verso l’isola, definendo un nuovo pacchetto di armi da 14 miliardi di dollari, che non ha ancora autorizzato, “un’ottima merce di scambio per noi” con la Cina.
Gli Stati Uniti riforniscono Taiwan di aerei moderni, missili e altre armi per aiutarla a difendersi, ma mantengono una politica di “ambiguità strategica” sulla possibilità di un intervento militare diretto in caso di attacco cinese. Le recenti dichiarazioni di Trump hanno accentuato le incertezze tra gli alleati regionali, che ora guardano con attenzione al discorso di Hegseth per cogliere eventuali cambiamenti di tono o di sostanza nella postura americana.
Il difficile equilibrismo del Vietnam
Sullo sfondo del vertice si inserisce anche la complessa posizione del Vietnam, il cui presidente To Lam ha tenuto il discorso inaugurale della 23ª edizione del Dialogo. Lam ha avvertito che tre crisi — un ordine mondiale in mutamento dove vige la legge del più forte, l’erosione della globalizzazione e la perdita di fiducia tra le nazioni — si rafforzano a vicenda e convergono in modo più evidente proprio nella regione Asia-Pacifico.
“Questo è il centro di crescita più dinamico del mondo, ma anche un teatro di intensa competizione strategica, una regione definita da rotte marittime vitali, eppure piena di rischi in mare; una regione che ha beneficiato profondamente della globalizzazione, ma che ora affronta pressioni crescenti dalla frammentazione delle catene di approvvigionamento, dal cambiamento climatico, dalla transizione tecnologica e dalla competizione geoeconomica emergente,” ha dichiarato Lam, presidente e segretario generale del Partito Comunista del Vietnam.
Gli Stati Uniti sono la principale destinazione delle esportazioni vietnamite e Washington ha cercato di fare breccia diplomatica ed espandere i contratti nel settore della difesa per sottrarre quote di mercato al tradizionale partner di Hanoi, la Russia. Documenti recentemente trapelati hanno tuttavia mostrato che, anche dopo aver elevato le relazioni con Washington al massimo livello diplomatico, l’esercito vietnamita rimane scettico sulle intenzioni americane e ha adottato misure per difendersi da una possibile “guerra di aggressione” statunitense. Con Hanoi impegnata in un delicato gioco di equilibrio tra Washington e Pechino, Lam ha incentrato il suo discorso sull’uso del consenso per gestire le differenze e sul lavoro congiunto per la stabilità e lo sviluppo regionale.
La crisi della fiducia strategica
Nel suo intervento, Lam ha definito la crisi della fiducia strategica “una crisi silenziosa ma pericolosa” che porta gli Stati a interpretare le azioni altrui attraverso la lente della diffidenza e dell’ansia, una situazione resa più complessa dai rapidi sviluppi delle tecnologie emergenti.
“Proprio perché è il luogo in cui queste sfide convergono, l’Asia-Pacifico deve anche diventare il luogo in cui emergono le soluzioni,” ha affermato il leader vietnamita.
La Cina aprirà la sessione di domenica con la propria visione, anche se quest’anno Pechino invierà solo una delegazione di livello inferiore, secondo quanto riportato dai media cinesi. Il ministro della Difesa cinese Dong Jun non aveva partecipato nemmeno all’evento dello scorso anno.
Ucraina e Medio Oriente: temi inevitabili
Sebbene la conferenza annuale sia orientata verso le questioni di sicurezza asiatiche, sarà impossibile evitare i conflitti in corso. La guerra della Russia contro l’Ucraina e il conflitto con l’Iran, che ha portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz, sono temi che si imporranno nel dibattito. In tempo di pace, un quinto del petrolio mondiale transita attraverso lo stretto e, da quando è stato di fatto chiuso dall’Iran, i prezzi globali del greggio sono saliti alle stelle, causando problemi economici in tutto il mondo. Tra i relatori del fine settimana figura anche il ministro della Difesa del Qatar.
Questions & Answers
Perché il discorso di Pete Hegseth al Dialogo Shangri-La è considerato particolarmente importante quest’anno?
Perché arriva circa due settimane dopo che Donald Trump ha definito un pacchetto di armi da 14 miliardi di dollari per Taiwan “un’ottima merce di scambio” con la Cina, sollevando dubbi sull’impegno americano a difendere l’isola.
Quali sono le tre crisi convergenti nell’Asia-Pacifico secondo il presidente vietnamita To Lam?
Secondo Lam, le tre crisi sono un ordine mondiale in mutamento dove vige la legge del più forte, l’erosione della globalizzazione e la perdita di fiducia strategica tra le nazioni.
Perché la chiusura dello Stretto di Hormuz è un tema rilevante al vertice?
Perché in tempo di pace un quinto del petrolio mondiale transita attraverso lo stretto e la sua chiusura da parte dell’Iran ha causato un’impennata dei prezzi globali del greggio, con gravi conseguenze economiche mondiali.