Accordo quadro USA-Iran: firma vicina, ma restano nodi su Hormuz e nucleare
Ginevra, 14 giugno 2026
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Summary
Stati Uniti e Iran sono vicini alla firma di una dichiarazione d'intenti per porre fine alla guerra iniziata il 28 febbraio. Il mediatore pakistano Sharif ha annunciato una firma elettronica entro 24 ore, mentre Washington e Teheran restano caute su tempi e dettagli.
Ginevra, 14 giugno 2026
Stati Uniti e Iran sono più vicini che mai a una dichiarazione d'intenti per porre fine alla guerra iniziata il 28 febbraio 2026, con una firma prevista nelle prossime ore secondo il mediatore pakistano, sebbene le due capitali continuino a mostrare cautela sul momento esatto.
Mediatore pakistano e dichiarazioni americane
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif hanno annunciato sabato che un'intesa quadro tra Washington e Teheran potrebbe essere firmata già nella giornata di domenica. Sharif ha scritto sulla piattaforma X che le parti hanno concordato un testo il cui impianto è già pronto, definendolo un passo avanti storico. "Wir sind einem Friedensabkommen näher als je zuvor", ha scritto il premier pakistano, aggiungendo di confidare che l'accordo formerà "eine solide Grundlage für dauerhaften Frieden".
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha confermato sabato, come riportato dall'emittente di stato IRIB, che i negoziati hanno compiuto progressi significativi. "Man sei noch nie so nah an einer Einigung gewesen", ha dichiarato Baghaei, precisando tuttavia che la cautela resta d'obbligo data l'instabilità della controparte. Il portavoce ha aggiunto che la firma potrebbe avvenire "in den kommenden Tagen", senza confermare la data di domenica indicata da Trump.
Formato della firma e coincidenza con il G7
Secondo quanto riferito da funzionari americani e fonti nei paesi mediatori al portale Axios, la firma avverrà in modalità virtuale, principalmente per ragioni logistiche. Il vicepresidente JD Vance, che guida la delegazione statunitense, non sarebbe riuscito a tornare negli Stati Uniti in tempo prima della partenza di Trump per il vertice del G7 in Francia, previsto lunedì. Per ragioni di sicurezza, gli Stati Uniti generalmente evitano di avere presidente e vicepresidente all'estero contemporaneamente.
Il vertice del G7 si terrà la prossima settimana a Évian-les-Bains, in Francia, a meno di un'ora di auto da Ginevra, dove inizialmente era stata ipotizzata una cerimonia di firma. Washington intende discutere ulteriori passi sull'Iran in occasione del summit, mentre imbarcazioni con bandiere palestinesi protestano nei pressi della sede del vertice.
Contenuto del framework: Hormuz, nucleare, sanzioni
Il framework agreement prevede, secondo le informazioni disponibili, l'estensione di 60 giorni del cessate il fuoco in vigore e l'avvio di negoziati sul programma nucleare iraniano. In cambio della riapertura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran, Washington dovrebbe revocare il blocco navale dei porti iraniani, sospendere le sanzioni sulle esportazioni di petrolio e sbloccare fondi iraniani congelati. Secondo indiscrezioni, gli Stati Uniti potrebbero sbloccare circa 25 miliardi di dollari di asset iraniani e non imporre nuove sanzioni fino a un accordo finale.
Una clausola centrale riguarda l'arricchimento dell'uranio iraniano. Gli Stati Uniti premono per lo smantellamento del programma nucleare e la distruzione delle scorte di uranio altamente arricchito, mentre l'Iran vorrebbe mantenere il materiale in forma diluita. Trump ha scritto sabato su Truth Social che gli Stati Uniti "alla fine entreranno in Iran e recupereranno le scorte di uranio sepolte", per poi diluirle e distruggerle "in Iran o negli Stati Uniti". "Zerstören, egal ob im Iran oder in den USA", ha scritto il presidente, aggiungendo che gli USA guardano a una cooperazione più ampia con l'Iran e l'intero Medio Oriente.
Nel suo post, Trump ha anche lanciato un avvertimento: "Hoffentlich wird dieser Prozess schnell, einfach und reibungslos verlaufen. Falls nicht, haben wir die ultimative Alternative, die hoffentlich nie wieder zum Einsatz kommen wird!" L'esperto di Medio Oriente Sina Toossi ha analizzato su X che la "ultimative Alternative" di Trump ha il sapore di una minaccia nucleare, sottolineando che non è la prima volta che il presidente americano vi fa riferimento. Il significato esatto dell'espressione non è stato chiarito.
Stretto di Hormuz: pedaggi, sicurezza e continui scontri
Sul fronte commerciale, lo Stretto di Hormuz riveste un'importanza cruciale per i flussi mondiali di petrolio, gas e fertilizzanti. L'Iran aveva in gran parte bloccato il traffico nella zona subito dopo l'inizio della guerra, con minacce e attacchi contro le navi, e gli Stati Uniti avevano risposto imponendo un blocco navale dei porti iraniani per privare Teheran delle entrate petrolifere. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha riferito sabato mattina che l'Iran ha lanciato nuovi attacchi con droni contro navi commerciali nello Stretto di Hormuz, tutti abbattuti dalle forze americane nelle ore precedenti.
Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato all'agenzia di stampa FARS che le misure per garantire la navigazione sicura nello stretto servono la sicurezza nazionale e il bene comune globale. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha detto venerdì alla televisione di stato iraniana che l'amministrazione dello Stretto di Hormuz "nicht mehr so sein wie zuvor". L'Iran ha inoltre annunciato l'intenzione di introdurre pedaggi per servizi inizialmente non specificati nel passaggio attraverso la stretta.
Un capitolo centrale del negoziato riguarda il Libano, dove l'Iran chiede che l'accordo includa l'attuazione di un cessate il fuoco tra Israele e la milizia filo-iraniana Hezbollah. Un cessate il fuoco è in vigore in Libano dal 17 aprile, ma nelle ultime settimane le due parti hanno continuato a scambiarsi attacchi quotidiani. Israele si oppone fermamente al collegamento tra il fronte libanese e l'intesa USA-Iran, e non partecipa direttamente ai negoziati. All'inizio di giugno, Israele e Libano avevano raggiunto un nuovo impulso per implementare la tregua, ma Hezbollah lo ha rifiutato. L'esercito israeliano ha ordinato l'evacuazione di 20 località nel sud del Libano e ha invitato la popolazione di 29 centri a mettersi al sicuro in vista di attacchi pianificati.
Opposizioni interne in Iran e resistenze dei falchi
Anche sul piano interno iraniano l'intesa suscita resistenze. A Mashhad, sabato, alcuni manifestanti hanno protestato davanti a un ufficio del ministero degli Esteri contro l'accordo di pace, scandendo slogan contro il ministro Araghchi. Un video diffuso dall'agenzia di stampa iraniana FARS mostrava donne in chador nero che intonavano "Tod dem ehrlosen Araqchi". I falchi iraniani chiedono che non venga ceduta la leva dello Stretto di Hormuz, e l'agenzia FARS ha riportato che la leadership di Teheran non ha ancora deciso se approvare il framework. L'AFp ha riferito di altri video in cui si chiedono le dimissioni di Araghchi e del negoziatore capo Mohammad Baqer Qalibaf, presidente del Parlamento.
Un funzionario del governo iraniano ha detto domenica a Reuters che un accordo finale dovrà essere negoziato entro 60 giorni dall'approvazione del testo da entrambe le parti. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha escluso la firma nella giornata di domenica, precisando che si terrà "in den kommenden Tagen". Il ministero degli Esteri pakistano ha annunciato su X che è prevista una cerimonia di firma virtuale per oggi, e Sharif ha affermato che "Der Abschluss wird voraussichtlich in den nächsten 24 Stunden erwartet".
Sul piano più ampio della crisi, il ministero degli Esteri iraniano considera il rilascio dei fondi congelati parte integrante dell'accordo e chiede la fine della presenza militare straniera nella regione. Un alto funzionario statunitense ha aggiunto che l'Iran dovrà essere proibito dal finanziare gruppi terroristici in futuro, e che eventuali sanzioni potranno essere alleggerite solo in caso di contropartite iraniane non specificate. Un insider ha riferito a Reuters che una delegazione del Qatar si è recata domenica a Teheran nell'ambito degli sforzi di mediazione.
Prospettive: 60 giorni di negoziati e incognite aperte
La guerra è iniziata il 28 febbraio 2026 con gli attacchi americani e israeliani contro obiettivi in Iran, e nel primo giorno del conflitto è rimasto ucciso il leader supremo Ayatollah Ali Khamenei, colpito da un raid aereo israeliano sulla sua residenza ufficiale a Teheran all'età di 86 anni. Il figlio e successore Moqtaba è stato nominato una settimana dopo la morte del padre durante gli attacchi, ma non è più apparso in pubblico, alimentando speculazioni sulle sue condizioni. I funerali ufficiali di Khamenei sono previsti il 9 luglio nella sua città natale di Mashhad, accanto al mausoleo dell'ottavo imam sciita Reza, mentre milioni di persone sono attese a Teheran il 4 e 5 luglio e nella città santa di Qom il 6 luglio per dare l'addio all'Ayatollah.
In passato Trump ha annunciato per quasi 40 volte che un'intesa con l'Iran sarebbe stata pronta a breve, e un funzionario americano citato venerdì dai media ha parlato di una fiducia "80 bis 85 Prozent" in una firma imminente. Il significato simbolico di un annuncio in questa data non è irrilevante: secondo quanto riportato, un potenziale accordo cadrebbe con l'80° compleanno del presidente americano, circostanza che lo renderebbe politicamente significativo. L'inviato americano ha ribadito la determinazione di Washington a raggiungere un'intesa duratura, anche se l'instabilità sul terreno e le resistenze interne iraniane lasciano aperti molti interrogativi sulla tenuta dell'eventuale accordo.
Le parti hanno fissato una scadenza di 60 giorni per i colloqui tecnici sul programma nucleare, durante i quali le controversie più spinose dovranno trovare una composizione. La riapertura dello Stretto di Hormuz, lo sblocco dei fondi iraniani e le garanzie contro il finanziamento di gruppi armati restano i punti più delicati dell'intesa, mentre la situazione sul confine israelo-libanese continua a rappresentare un fattore di rischio. La firma, attesa in modalità elettronica, potrebbe rappresentare solo il primo passo di un percorso negoziale complesso, la cui attuazione dipenderà dalla volontà politica di entrambi i governi e dalla capacità di superare le forti opposizioni interne.
Questions & Answers
Quando dovrebbe essere firmato l'accordo quadro tra USA e Iran?
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha annunciato una firma elettronica entro 24 ore, cioè nella giornata di domenica 14 giugno 2026, mentre il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha parlato più genericamente dei "prossimi giorni", escludendo la data di domenica.
Quali sono i punti principali del framework agreement?
Il testo prevede l'estensione di 60 giorni del cessate il fuoco, la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran in cambio del blocco navale USA, l'avvio di negoziati sul programma nucleare, lo sblocco di fondi iraniani congelati (circa 25 miliardi di dollari secondo indiscrezioni) e la sospensione delle sanzioni petrolifere.
Perché la firma si svolgerà in modalità virtuale?
Secondo quanto riportato da Axios, la firma avverrà virtualmente per ragioni logistiche: il vicepresidente JD Vance, che guida la delegazione americana, non sarebbe riuscito a rientrare negli Stati Uniti in tempo prima della partenza di Trump per il vertice del G7 in Francia, prevista lunedì.
Accordo USA-Iran: firma del framework entro 24 ore | quotidiano360