Xi Jinping promuove a Shanghai un'alleanza globale sull'IA con 29 paesi e un programma di formazione per il Sud Globale
Shanghai, 17 luglio 2026
Simon Dawson / No 10 Downing Street / Wikimedia Commons / CC BY 4.0
Summary
Il presidente cinese Xi Jinping ha inaugurato a Shanghai la Conferenza Mondiale sull'Intelligenza Artificiale e ha annunciato la creazione di un'organizzazione internazionale di cooperazione sull'IA insieme a 29 paesi. Ha inoltre presentato un programma che prevede 5.000 posti di formazione in IA per i paesi in via di sviluppo, nell'ambito della sua strategia per contendere agli Stati Uniti la leadership tecnologica.
Shanghai, 17 luglio 2026
Il presidente cinese Xi Jinping ha inaugurato il 17 luglio 2026 la Conferenza Mondiale sull'Intelligenza Artificiale (WAIC) a Shanghai con un discorso in cui ha invocato una cooperazione multilaterale aperta sotto l'egida dell'ONU, ha annunciato la creazione di un'organizzazione internazionale sull'IA con 29 paesi e ha presentato un programma di 5.000 posti di formazione per i paesi in via di sviluppo.
Un discorso a doppio messaggio: controllo e apertura
Nel suo primo intervento alla Conferenza Mondiale sull'Intelligenza Artificiale (WAIC) di Shanghai, Xi Jinping ha definito l'intelligenza artificiale una priorità strategica nazionale e ne ha messo in guardia la duplice natura. «Die globale Entwicklung von KI ist in eine Phase nie da gewesener Aktivität eingetreten», ha dichiarato il leader, secondo la trascrizione riportata dai media statali. «Dies birgt grosse Chancen, aber auch grosse Herausforderungen für die Governance.» L'evento riunisce fino a domenica delegazioni di 29 paesi per discutere le conseguenze della rapida espansione di questa tecnologia.
Il capo dello Stato ha chiesto un approccio «centrato sull'essere umano» e ha sostenuto che l'intelligenza artificiale deve restare sotto controllo umano. «Wir sollten das Risikobewusstsein stärken und gewährleisten, dass KI sicher und kontrollierbar ist», ha esortato Xi alla cerimonia di apertura, proponendo al contempo di combinare legislazione, supervisione e sistemi di allerta precoce per evitare usi abusivi. La formula coniuga così un maggiore controllo interno con una decisa scommessa sull'apertura internazionale.
Sul piano diplomatico, Xi ha respinto esplicitamente il protezionismo tecnologico mascherato da sicurezza nazionale. «Wir sollten gemeinsam einer übermäßigen Ausweitung des Konzepts der nationalen Sicherheit im KI-Bereich entgegentreten und verhindern, dass die Sicherheit eines Landes über die anderer gestellt wird», ha affermato. E ha aggiunto: «Die Entwicklung im Bereich der künstlichen Intelligenz darf keine Solovorstellung eines einzelnen Landes sein, sondern muss eine Symphonie der internationalen Zusammenarbeit werden.» Il messaggio viene interpretato come una critica diretta alle recenti restrizioni all'esportazione di Washington su chip avanzati e modelli proprietari.
Nasce la Woica con 29 paesi come alternativa a Washington
Alla vigilia della conferenza, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi e i rappresentanti di 29 paesi — tra cui Russia, Pakistan e Indonesia — hanno firmato a Shanghai un accordo per creare l'Organizzazione Mondiale per la Cooperazione nell'Intelligenza Artificiale (Woica). Secondo l'agenzia ufficiale Xinhua, la nuova entità promuoverà «consultazioni e cooperazione tra i membri per garantire uno sviluppo sano e ordinato dell'IA». Pechino presenta l'iniziativa come un'alternativa alla governance dominata dagli Stati Uniti e dai loro alleati.
Come complemento istituzionale, Xi ha annunciato un ampio programma di aiuto allo sviluppo nel campo dell'IA destinato al «Sud Globale», che prevede 5.000 posti di formazione e seminari, nonché la creazione di centri internazionali di cooperazione sulle applicazioni di intelligenza artificiale nei prossimi anni. La Cina, ha spiegato il presidente, condividerà tecnologia e competenze specialistiche con i paesi in via di sviluppo e promuoverà standard internazionali comuni, una linea che la stampa ufficiale descrive come un'offerta di «beni pubblici internazionali».
Kimi K3 e lo stack cinese dell'IA come esca tecnologica
La conferenza coincide con movimenti concreti dell'ecosistema tecnologico cinese. Lo stesso giorno dell'apertura, la startup Moonshot AI ha presentato «Kimi K3», un modello con 2,8 trilioni di parametri che, secondo l'azienda, supera in alcuni test comparativi i migliori modelli pubblicati da Anthropic e OpenAI. Moonshot prevede di rilasciare Kimi 3 come modello open weight il 27 luglio, il che ne permetterebbe l'utilizzo mondiale su hardware locale, in contrasto con i modelli americani comparabili, che sono proprietari e accessibili solo tramite abbonamento.
Inoltre, Huawei ha annunciato che mostrerà per la prima volta a Shanghai l'Atlas 950 Superpod, un cluster di IA che, secondo l'azienda, offre 6,7 volte più potenza di calcolo e 15 volte più capacità di storage rispetto alla tecnologia di supernodi di nuova generazione NVL144 di Nvidia. Il gruppo prevede di offrire i suoi supernodi di IA in Corea del Sud entro la fine dell'anno, secondo Tom's Hardware, mentre esperti del settore citati da Golem si aspettano che laboratori cinesi come Deepseek e Z.ai migrino il loro addestramento su queste apparecchiature dopo aver ottimizzato i loro modelli per i chip di Huawei.
Il quotidiano ufficiale China People's Daily contrappone una «mentalità del petrolio», che tratta dati e capacità di calcolo come risorse scarce ed esclusive, a una «mentalità dell'acqua», basata sulla condivisione. Questa narrativa punta al cuore della disputa: mentre gli Stati Uniti utilizzano controlli sulle esportazioni di chip e modelli avanzati per mantenere il proprio vantaggio, la Cina cerca di consolidare un ecosistema aperto di hardware e modelli — con componenti di Huawei, Kimi, GLM, Deepseek e Qwen — rivolto ai paesi in via di sviluppo ed emergenti.
La sfida: l'ombra del debito e delle infrastrutture cinesi
Il programma di Pechino arriva, tuttavia, in regioni dove la presenza cinese nelle infrastrutture critiche suscita critiche. Nella Repubblica Democratica del Congo, aziende cinesi controllano la maggior parte delle miniere di cobalto e, secondo l'ONG congolese Afrewatch, i progetti infrastrutturali promessi nell'accordo Sicomines — che lega materie prime a strade e ospedali — sono stati eseguiti in modo carente o non si sono concretizzati. I profitti di queste miniere vengono trasferiti quasi interamente in Cina mentre il paese resta povero, aggiungono le fonti, e gli operatori minerari cinesi affrontano denunce per condizioni di lavoro catastrofiche, pagamenti sistematicamente in ritardo e danni ambientali.
Casi simili si osservano in Laos, dove la rete elettrica è stata in parte trasferita alla Cina e, secondo la British International Finance Magazine, il paese rischia di perdere la sovranità sulle proprie reti a causa degli elevati prestiti per progetti come la ferrovia Cina-Laos e le reti di telecomunicazioni. Questi precedenti delineano un contesto complicato per l'offerta cinese di «cooperazione aperta», anche se da Pechino si insiste che il nuovo programma si inserirà nel quadro dell'ONU.
Con il discorso di Shanghai, Xi Jinping lancia un segnale doppio: da un lato, disciplina interna attraverso un quadro normativo e di supervisione per l'IA; dall'altro, un'offensiva diplomatica e di sviluppo tecnologico per ampliare l'influenza cinese sulla governance globale dell'intelligenza artificiale. La Woica, i 5.000 posti di formazione e l'apertura di Kimi 3 come modello open weight fanno parte di una stessa strategia volta a presentare la Cina come fornitore di beni pubblici digitali di fronte a un Stati Uniti che, nelle parole dello stesso Xi, intende agire «in solitario».
In ogni caso, la conferenza di Shanghai si tiene in un momento in cui il settore cinese dell'IA cerca di ridurre la propria dipendenza tecnologica dall'esterno. La combinazione di chip di Huawei e modelli aperti come Kimi 3, GL
Xi Jinping e l'IA: alleanza di 29 paesi e piano di | quotidiano360