Deutscher Filmpreis 2026: Wim Wenders e il caso Kinski | quotidiano360
Wim Wenders solleva il dilemma del restauro cinematografico al Deutscher Filmpreis: “Come gestiamo l’eredità di un film?”
BERLINO – La notte del cinema tedesco si è trasformata in un forum sul confine tra arte e morale.
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Summary
Durante la cerimonia del Deutscher Filmpreis a Berlino, il regista Wim Wenders ha posto pubblicamente un interrogativo sul futuro del restauro cinematografico, citando le polemiche legate a una scena del suo film “Falsche Bewegung” con Nastassja Kinski. La serata ha visto trionfare “In die Sonne schauen” con dieci premi.
BERLINO – La notte del cinema tedesco si è trasformata in un forum sul confine tra arte e morale.
BERLINO – Alla cerimonia del Deutscher Filmpreis tenutasi venerdì sera a Berlino, il regista ottantenne Wim Wenders, insignito del Premio d’Onore dell’Accademia del Cinema Tedesco, ha rotto il protocollo della celebrazione per porre alla platea un interrogativo etico che sta agitando il mondo del cinema: è lecito modificare un’opera del passato per adeguarla alla sensibilità del presente? Di fronte a circa 1.900 invitati, Wenders ha scelto di non limitarsi ai ringraziamenti, ma di affrontare direttamente le recenti polemiche riguardanti una scena del suo film del 1975, “Falsche Bewegung”.
Il regista, accolto da una standing ovation per la sua carriera costellata di capolavori come “Paris, Texas” e “Il cielo sopra Berlino”, ha ricordato un episodio specifico che lo vede coinvolto in prima persona. In “Falsche Bewegung”, girato oltre cinquant’anni fa, diresse una giovanissima Nastassja Kinski, all’epoca appena tredicenne, in una scena in cui appariva a torso nudo. Un dettaglio che oggi lo stesso Wenders giudica con occhi completamente diversi.
“Das würde er heutzutage nie mehr so machen”, ha dichiarato il regista, riconoscendo che oggi esistono altre sensibilità e che viviamo in un mondo radicalmente diverso da quello di mezzo secolo fa. La questione non è più solo un ricordo privato, ma un caso mediatico. La stessa Kinski aveva recentemente dichiarato alla “Süddeutschen Zeitung” di aver percepito, già all’epoca, l’inadeguatezza della situazione.
“Obwohl ich mit 13 noch nicht so viel wusste, habe ich schon gemerkt, dass das nicht in Ordnung war,” aveva confessato Kinski alla “Süddeutschen Zeitung”.
Secondo quanto riportato, l’attrice sta cercando da anni di far rimuovere quella sequenza dal film. Un’istanza che ha messo Wenders di fronte a un dilemma professionale e filosofico che ha voluto condividere con l’intera industria cinematografica tedesca riunita.
Il dilemma di Wenders: un’eredità da condividere
Rivolgendosi direttamente ai registi e ai produttori presenti in sala, Wenders ha formulato la domanda che lo tormenta, trasformando il suo caso personale in un problema collettivo. “Wie geht man mit Filmerbe um?”, ha chiesto alla platea. Il nocciolo della questione è se si debba o si possa tagliare una scena quando questa provoca sofferenza a un’attrice che lui stesso ha dichiarato di aver “molto venerato e venerare”.
La riflessione di Wenders non si è fermata al caso specifico, ma ha toccato le fondamenta stesse della settima arte. “Kann man einen Film im Nachhinein kürzen?”, ha domandato retoricamente, ammettendo subito dopo la propria vulnerabilità intellettuale di fronte a un tema così spinoso.
“Kann man einen Film im Nachhinein kürzen?” Er sei mit dieser Frage ziemlich allein und auch ratlos, fügte der Regisseur hinzu.
Il regista ha spiegato di sentirsi “abbastanza solo e anche disorientato” nel gestire questa responsabilità. La sua non è stata una difesa d’ufficio dell’integrità artistica, ma un’ammissione di fragilità. Ha raccontato anche di come, in passato, abbia rovinato un set con Senta Berger perché non sapeva come relazionarsi con le donne, un aneddoto che dipinge il ritratto di un uomo in evoluzione.
La richiesta di aiuto è stata esplicita. Wenders ha chiarito di non voler prendere una decisione unilaterale che potrebbe creare un precedente pericoloso per l’intera industria. “Ich möchte es nicht alleine tragen”, ha detto, sottolineando come un eventuale taglio al suo film rappresenterebbe un caso di scuola che riguarderebbe “tutti voi”.
“Ich möchte es nicht alleine tragen.” Angenommen, er kürze den Film, dann sei das ein Präzedenzfall, der “euch alle” betreffe.
La logica è stringente: se si interviene su “Falsche Bewegung”, si apre la strada a modifiche retroattive su qualsiasi altra pellicola. “Dann ist es bei allen anderen Filmen später möglich”, ha avvertito. Per questo motivo, il regista ha lanciato un appello al dialogo, chiedendo di non essere lasciato solo in una scelta così gravida di conseguenze per la storia del cinema.
“Ich möchte es diskutieren und ich möchte da nicht alleine bleiben.”
Il trionfo de “In die Sonne schauen”
Mentre Wenders affrontava i fantasmi del passato, il presente della cerimonia era dominato da un film che guarda al futuro con una prospettiva femminile. “In die Sonne schauen” è stato il grande trionfatore della serata, conquistando dieci riconoscimenti, tra cui la prestigiosa Lola d’Oro. La pellicola, che aveva già ottenuto una nomination all’Oscar alla fine del 2025 e numerosi premi al Festival di Cannes, è un’opera corale che esplora le esperienze femminili attraverso epoche diverse.
La trama ruota attorno a quattro donne di periodi storici differenti, unite da traumi rimossi che le legano indissolubilmente. Un film che, come sottolineato durante la premiazione, si confronta esplicitamente con le esperienze di vita delle donne. La protagonista, visibilmente commossa sul palco, ha colto l’occasione per lanciare un messaggio di sorellanza e ascolto.
“Wir müssen miteinander reden, uns einander anvertrauen und füreinander da sein,” ha detto l’attrice, trattenendo a stento l’emozione.
La produzione del film ha un forte legame con il territorio tedesco. Le riprese si sono svolte nel 2023 nella regione dell’Altmark, precisamente in una fattoria a Neulingen, vicino ad Arendsee. Un dettaglio che ha riempito d’orgoglio la comunità locale e le istituzioni regionali. Il Ministro della Cultura della Sassonia-Anhalt, Rainer Robra, ha inviato le sue congratulazioni, definendo il successo un riconoscimento straordinario per l’intera troupe.
Sachsen-Anhalts Kulturminister Rainer Robra gratulierte den Preisträgern: “Der große Erfolg ist eine herausragende Würdigung für das gesamte Team vor und hinter der Kamera.”
Robra ha inoltre sottolineato come questa produzione abbia messo in luce l’enorme potenziale del Land come location cinematografica, un aspetto non secondario per l’economia culturale della regione.
Politica e polemiche sul palco
La serata, condotta con verve canora, non è stata avara di momenti di tensione politica e di gaffe. Il produttore Ingo Fliess, ritirando la Lola d’Argento per il thriller politico “Gelbe Briefe” del regista İlker Çatak, ha colto l’occasione per un intervento appassionato sulla libertà di espressione in Germania. Fliess ha dichiarato di amare la possibilità di vivere e lavorare in questo Paese, ma ha anche espresso il suo sconcerto per le recenti controversie che hanno coinvolto il Premio per le Librerie e la Berlinale.
“Ich kann zum Beispiel in der Gegenwart des Kulturstaatsministers mein Befremden und meine Fassungslosigkeit über die Vorgänge um den Buchhandlungspreis äußern, ohne dass ich Sanktionen fürchten muss,” ha detto Fliess, ricevendo un caloroso applauso dalla sala