Giro d’Italia 2026: Vingegaard vince a Piancavallo, Gall 2° | quotidiano360
Vingegaard ipoteca il Giro d’Italia a Piancavallo, Gall consolida il secondo posto
PIANCAVALLO (ITALIA) – 30 maggio 2026
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Summary
Jonas Vingegaard ha vinto la 20ª tappa del Giro d’Italia a Piancavallo, ipotecando la vittoria finale con 5:22 minuti di vantaggio. L’austriaco Felix Gall ha difeso il secondo posto in classifica generale, portandosi a un passo dal più grande successo della sua carriera.
PIANCAVALLO (ITALIA) – 30 maggio 2026
Jonas Vingegaard ha conquistato la ventesima e penultima tappa del Giro d’Italia 2026, da Gemona del Friuli a Piancavallo, consolidando un vantaggio incolmabile in classifica generale prima della passerella finale di Roma.
Il campione danese, già vincitore del Tour de France nel 2022 e nel 2023, ha sferrato l’attacco decisivo a circa undici chilometri dal traguardo, durante la seconda scalata verso il comprensorio sciistico posto a 1.290 metri di altitudine. Con questa azione, Vingegaard ha scavato un solco tra sé e tutti gli avversari, tagliando il traguardo in solitaria e firmando il suo quinto successo parziale in questa edizione della Corsa Rosa. Il suo vantaggio in classifica generale sull’austriaco Felix Gall è salito a 5 minuti e 22 secondi, un margine che rende la sua vittoria finale una pura formalità.
La frazione, lunga 200 chilometri, prevedeva un percorso insidioso. Dopo 130 chilometri prevalentemente pianeggianti, i corridori hanno dovuto affrontare per due volte la lunga ascesa di 14,5 chilometri verso Piancavallo, sulle pendici meridionali delle Dolomiti. È stato proprio nel corso della seconda scalata che il leader della classifica generale ha rotto gli indugi, dimostrando una superiorità schiacciante.
“Heute war der Tag der Entscheidung. Wir mussten ein bisschen improvisieren, der Plan war, spät anzugreifen”, ha dichiarato un soddisfatto Jonas Vingegaard al traguardo.
La difesa di Gall e il podio ormai blindato
Felix Gall, il ventottenne dell’Ötztal in forza al team Decathlon, ha gestito con intelligenza una tappa estremamente impegnativa. Giunto al traguardo immediatamente alle spalle di Vingegaard, il corridore austriaco ha consolidato la sua seconda posizione in classifica generale, respingendo gli assalti degli inseguitori. Il suo distacco dal vincitore di giornata è stato contenuto, confermando la solidità della sua condizione atletica nella terza settimana di gara.
“Die mentale Ermüdung ist sehr groß. Aber ich bin extrem happy und zufrieden, es so abzuschließen”, ha riassunto Gall dopo la tappa, visibilmente provato ma consapevole dell’impresa che sta per compiere.
Con il terzo posto occupato dall’australiano Jai Hindley, ex vincitore del Giro nel 2022, il podio della 109ª edizione della corsa appare ormai definito. Hindley accusa un ritardo di 6 minuti e 25 secondi dalla Maglia Rosa, un distacco che non potrà essere colmato nell’ultima frazione. Per Gall, il traguardo di Roma rappresenterà un ingresso nella storia dello sport austriaco: solo un corridore della sua nazione era infatti riuscito a salire sul podio di un Grande Giro, quando Adolf Christian chiuse al terzo posto il Tour de France del 1957.
La cronaca di una tappa decisiva
La penultima tappa del Giro d’Italia ha rappresentato l’ultimo vero banco di prova per gli uomini di classifica. Il tracciato, che si snodava per 200 chilometri con partenza da Gemona del Friuli, ha visto il gruppo affrontare un primo tratto senza particolari scossoni. La selezione è iniziata con il primo passaggio sull’ascesa finale verso Piancavallo, dove il ritmo imposto dalla squadra di Vingegaard ha iniziato a fare la differenza.
La seconda scalata ha scritto la parola fine su ogni ambizione di ribaltamento. A dieci chilometri dal traguardo, Vingegaard ha prodotto uno scatto bruciante, facendo il vuoto alle sue spalle. Gall ha provato a tenere il passo del rivale, ma ha dovuto presto arrendersi alla superiorità del danese, preferendo gestire il proprio ritmo per non compromettere la posizione in classifica. La Maglia Rosa ha così potuto tagliare il traguardo a braccia alzate, suggellando una giornata di dominio assoluto.
“Am letzten Tag in den Bergen wollten wir unbedingt auf Sieg fahren”, ha spiegato Vingegaard, confermando la strategia aggressiva della sua squadra.
Il contesto: la “Königsetappe” e il trionfo di Kuss
La tappa di Piancavallo è giunta all’indomani della frazione regina di questa edizione, la cosiddetta “Königsetappe” con arrivo ad Alleghe. In quell’occasione, era stato il compagno di squadra di Vingegaard, lo statunitense Sepp Kuss, a prendersi la scena con una vittoria di prestigio. Il trentunenne del team Visma-Lease a Bike aveva trionfato in solitaria al termine di una giornata massacrantissima, caratterizzata da oltre 5.000 metri di dislivello e dal passaggio sul Passo Giau, il “tetto” del Giro a 2.233 metri di altitudine.
Kuss aveva costruito il suo successo con un attacco a 2,2 chilometri dal traguardo, quando aveva raggiunto e staccato l’italiano Giulio Ciccone, fino a quel momento al comando. Il corridore americano aveva chiuso con 13 secondi di vantaggio sul canadese Derek Gee-West e 36 secondi sullo stesso Ciccone. Con questa affermazione, Kuss è entrato in un club esclusivo, avendo vinto tappe in tutti e tre i Grandi Giri: Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta a España.
In quella stessa giornata, Felix Gall aveva difeso con successo la sua seconda posizione in classifica generale, chiudendo la tappa a 39 secondi da Kuss e immediatamente davanti a Jonas Vingegaard. Il distacco del danese dall’austriaco, dopo la frazione di Alleghe, era di 4 minuti e 3 secondi, un margine che la tappa di Piancavallo ha ulteriormente ampliato.
Le voci dei protagonisti
La fatica e la soddisfazione si intrecciano nelle parole dei corridori al termine di questa durissima tre settimane di corsa. La tensione mentale, più ancora di quella fisica, emerge come il fattore determinante in queste fasi conclusive.
“Vor allem die mentale Übermüdung ist groß”, ha confessato Felix Gall, dando voce a una sensazione comune a molti big del gruppo.
Il pensiero di Gall è già rivolto all’ultimo atto di Roma, ma con la consapevolezza di aver compiuto un’impresa storica. “Morgen haben wir ein paar Runden in Rom zu drehen, in den nächsten Tagen werde ich es mehr genießen können”, ha aggiunto l’austriaco, prefigurando il momento in cui potrà finalmente lasciarsi alle spalle la pressione e godersi il risultato.
Jonas Vingegaard, dal canto suo, non nasconde la propria fame di vittorie e la soddisfazione per un Giro dominato fin dalla prima settimana. “Ich bin ein Radsportler. Ich will so oft gewinnen wie nur möglich”, ha dichiarato il fuoriclasse danese, che con il trionfo di domani a Roma metterà in bacheca il quarto Grande Giro della carriera, dopo i due Tour de France e la Vuelta a España vinta nel 2025.
“Fünf Etappen zu gewinnen und einen soliden Vorsprung für morgen zu haben, das bedeutet mir sehr viel. Das ist großartig”, ha concluso Vingegaard.
L’ultimo atto: una passerella tra i Fori Imperiali
La ventunesima e ultima tappa del Giro d’Italia 2026 si correrà domenica a Roma. Il percorso, lungo 131 chilometri, si snoderà interamente nella