Vertice NATO ad Ankara: Trump minaccia la Spagna con lo stop commerciale e rilancia la pretesa sulla Groenlandia
Ankara, 09 luglio 2026
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Summary
In occasione del vertice NATO ad Ankara, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha nuovamente minacciato la Spagna con uno stop commerciale e ha rilanciato la sua richiesta di annessione della Groenlandia. Il cancelliere federale Friedrich Merz si è detto comunque soddisfatto dei risultati, tra cui pacchetti da miliardi per la difesa e gli aiuti all'Ucraina.
Ankara, 09 luglio 2026
In occasione del vertice NATO ad Ankara, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha messo sotto pressione i partner europei dell'Alleanza con minacce alla Spagna e con una rinnovata richiesta di annessione della Groenlandia, mentre il cancelliere federale Friedrich Merz ha giudicato i risultati dell'incontro un successo.
Il vertice NATO ad Ankara è stato caratterizzato da forti tensioni tra gli Stati Uniti e diversi partner europei dell'Alleanza. Secondo quanto riferito da fonti vicine ai partecipanti, nella sessione a porte chiuse del Consiglio Atlantico del Nord Trump si è trattenuto dal criticare i Paesi alleati. Questa valutazione è in netto contrasto con le sue apparizioni pubbliche, nelle quali ha più volte adottato toni duri.
Merz traccia un bilancio positivo
Il cancelliere federale Friedrich Merz si è detto soddisfatto al termine dell'incontro. «Wir haben geliefert», ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz prima della sessione di lavoro al vertice di Ankara. Ha richiamato l'attenzione sugli enormi investimenti tedeschi nel settore degli armamenti: «Wir haben uns diesen Kraftakt vorgenommen». La Germania ha comunicato per l'anno in corso spese per la difesa pari a 124,7 miliardi di euro, con un aumento del 25,5 per cento rispetto all'anno precedente. Merz ha parlato di un «Gefühl der Zuneigung und der gemeinsamen Verantwortung» nella sessione di lavoro dei capi di Stato e di governo della NATO.
In 32 brevi interventi, ciascun capo di governo ha spiegato agli altri 31 quanto ci si stia impegnando sul tema della difesa. Il cancelliere federale Friedrich Merz ha dichiarato: «Zeit der Trittbrettfahrerei vorbei». Nella dichiarazione finale gli Alleati hanno ribadito il loro impegno per la difesa collettiva ai sensi dell'articolo 5. «Un attacco a uno è un attacco a tutti i partner», si legge nel documento, che i 32 Stati membri considerano una prova del successo del vertice.
Unità nella dichiarazione finale
Il segretario generale della NATO Mark Rutte ha richiamato l'attenzione sul primo punto della dichiarazione del vertice, in cui gli Alleati riaffermano il loro impegno per la difesa collettiva ai sensi dell'articolo 5. Ha detto di aver auspicato una maggiore riconoscenza verso gli Stati Uniti all'interno della NATO, ma ha al contempo assicurato ai partner: «Wir wollen bei euch bleiben». Al termine Trump è pieno di elogi: «It was a great meeting», dice. Rutte ha parlato di un'Alleanza «che si evolve» e di un'Alleanza «che fa la sua parte per garantire la sicurezza di un miliardo di persone».
Nella dichiarazione finale tutti e 32 gli Alleati si schierano compatti al fianco dell'Ucraina. La dichiarazione finale stabilisce inoltre che gli Stati della NATO ad Ankara hanno deciso nuovi approvvigionamenti di armamenti per un valore superiore a 50 miliardi di dollari. Kiev dovrebbe ricevere quest'anno 70 miliardi di euro di sostegno. Di questi, 30 miliardi provengono da un credito dell'UE. I restanti 40 miliardi dovranno essere coperti dagli Stati della NATO attingendo ai propri bilanci nazionali.
Aiuti all'Ucraina per miliardi
Poiché gli Stati Uniti hanno interrotto gli aiuti finanziari all'Ucraina, la Germania con 11,5 miliardi di euro sosterrà la quota maggiore della somma. Da dove arriveranno gli ulteriori 8-10 miliardi ancora mancanti resta aperto. Nel 2027 gli aiuti dovranno essere mantenuti almeno su questo livello. Il problema è che la produzione difficilmente potrà iniziare prima del 2028, e l'Ucraina ha bisogno ora di rifornimenti provenienti dalle scorte occidentali di Patriot.
Trump, a margine del vertice, parlando del sostegno militare degli Stati Uniti nel conflitto con l'Iran, ha menzionato 5.000 aerei decollati dall'Europa per sostenere l'offensiva americana contro l'Iran. Rutte ha aggiunto: 5.000 aerei sono decollati dall'Europa per sostenere l'offensiva americana contro l'Iran, ha detto l'ex premier olandese a margine del vertice, in riferimento all'utilizzo di basi europee da parte dell'aeronautica militare statunitense. «Sie sagten, ‚Sir, wir lieben Sie‘», ha citato Trump come reazione.
Trump inasprisce il conflitto con l'Iran
Allo stesso tempo Trump ha inasprito le sue minacce contro l'Iran. «Sono molto irritato con la NATO», ha detto ai giornalisti. «I am very angry at NATO - about the fact that we pay far, far too much, billions and billions of dollars too much», ha sbottato Trump mercoledì mattina in un colloquio con Rutte. Riguardo all'Iran ha annunciato: molto probabilmente nella notte il Paese verrà colpito di nuovo duramente. «È possibile che si prendano di mira anche le infrastrutture, come centrali elettriche e impianti di desalinizzazione dell'acqua di mare», ha detto. Ha definito la leadership «persone malate».
L'aeronautica militare statunitense il giorno prima aveva bombardato decine di obiettivi in Iran, in risposta al fuoco contro petroliere nello Stretto di Hormuz. Il regime islamista in Iran avrebbe a sua volta colpito obiettivi in Kuwait e Bahrain, secondo quanto riferito. Il segretario generale della NATO Rutte ha difeso i nuovi attacchi americani alla vigilia del vertice come «assolutamente necessari». Trump si è infervorato in tirate sempre nuove, dirette soprattutto contro l'Iran.
Minacce a Spagna e Italia
La Spagna in particolare è finita nel mirino: Trump ha annunciato di voler interrompere del tutto i rapporti commerciali con il Paese. Al vertice NATO di Ankara ha nuovamente definito duramente la Spagna un «partner terribile». «Die Nato hat uns ausgelacht», dice il presidente degli Stati Uniti. Madrid si oppone con forza all'approccio americano nella guerra con l'Iran. Mentre criticava duramente la Spagna al vertice NATO di Ankara, sull'Italia ha detto: «L'Italia è andata bene». Quasi tutti gli alleati sono stati bravi. «Hanno avuto solo un momento difficile». La Spagna invece è stata «molto male», ha detto.
A proposito della presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, Trump ha detto che il rapporto si è «raffreddato un po', perché si è rifiutata di aiutarci», ma ha al contempo definito Meloni una «brava persona». Ha sostenuto che Meloni lo avrebbe supplicato per una foto insieme al vertice del G7. Meloni ha respinto l'affermazione come «del tutto inventata». In seguito Trump ha rincarato con un post sarcastico, scrivendo sotto una foto di Meloni e lui: «Restraining order needed» - in sostanza: «Serve un ordine restrittivo».
La Groenlandia resta un tema controverso
Trump ha preso di mira nuovamente la Danimarca e ha rilanciato la sua pretesa sulla Groenlandia. «Non aiuta la Danimarca, ma aiuta noi ed è molto importante per noi», ha spiegato Trump il significato della Groenlandia in una conferenza stampa. La premier danese Mette Frederiksen ha respinto duramente questa richiesta: «Grönland steht natürlich nicht zum Verkauf», ha invitato Trump a rispettare i diritti di autodeterminazione dell'isola più grande del mondo. Trump aveva inoltre detto, richiamandosi alla storia della Danimarca: «Als Dänemark von den Nazis in weniger als einem Tag überrannt worden war, hat Hitler sie besiegt.»
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