Uno studio sulla maratona di Berlino rivela che gli uomini crollano più spesso delle donne nella seconda metà di gara
Berlino, 04 luglio 2026
AI-generated image (z-image via Kie.ai)
Summary
Uno studio pubblicato su Scientific Reports e basato su oltre 850 000 tempi registrati alla maratona di Berlino tra il 1999 e il 2025 mostra che gli uomini, pur essendo mediamente più veloci, subiscono quasi due volte più spesso delle donne un crollo di prestazione nella seconda metà di gara. Secondo gli autori, la gestione dello sforzo rappresenterebbe una leva di miglioramento, in particolare per i runner maschi più veloci.
Berlino, 04 luglio 2026
Un'analisi di oltre 850 000 tempi di gara registrati alla maratona di Berlino tra il 1999 e il 2025 conclude che gli uomini, mediamente più veloci, subiscono quasi due volte più spesso delle donne il cosiddetto fenomeno del «Hitting the Wall», un crollo brutale del ritmo nella seconda metà della prova.
Cosa c'è di nuovo rispetto alla versione precedente
Aggiornamento del 4 luglio 2026: uno studio di ampia portata, pubblicato sulla rivista peer-reviewed Scientific Reports e ripreso da Deutschlandfunk, conferma e precisa il divario tra uomini e donne di fronte al «muro» della maratona. Rispetto alle versioni precedenti di questo dossier, la cifra di quasi il 18 % di uomini interessati è ora solidamente stabilita, così come la quota superiore a 850 000 tempi analizzati sulla distanza di 42 chilometri. Il presente aggiornamento dettaglia inoltre i risultati tra i finisher sotto le tre ore, dove il divario tra sessi raggiunge un fattore sei, e precisa la definizione operativa di «Hitting the Wall» adottata dai ricercatori.
I ricercatori, guidati dallo svizzero Beat Knechtle in collaborazione con colleghi brasiliani, hanno passato al setaccio i risultati della maratona di Berlino nel periodo 1999-2025. Secondo il dispaccio dell'agenzia di stampa tedesca (dpa) ripreso da diversi media tedescofoni, hanno analizzato «più di 870 000 gare di maratona a Berlino» in questo arco di tempo, di cui una parte proviene da runner che hanno partecipato a più edizioni successive. Il campione utilizzato per i confronti principali supera tuttavia gli 850 000 tempi sulla distanza ufficiale di 42,195 km.
In questo studio, il «Hitting the Wall» è definito in modo rigoroso: si tratta di una diminuzione di almeno il 20 % del ritmo medio tra la prima e la seconda metà della gara. Unter "Hitting the Wall" verstehen Läuferinnen und Läufer einen plötzlichen Leistungseinbruch, der auftritt, wenn der Körper seine schnell verfügbaren Energiereserven verbraucht hat, ricorda il gruppo di ricerca, sottolineando che si tratta di un crollo di prestazione che si verifica quando l'organismo ha esaurito le proprie riserve energetiche rapidamente mobilizzabili.
Un'analisi di ampia portata sulla maratona di Berlino
Bei Männern sei das "Hitting the Wall" genannte Phänomen womöglich etwa doppelt so wahrscheinlich wie bei Frauen, heißt es in der im Fachblatt "Scientific Reports" veröffentlichten Studie. In concreto, circa il 18 % dei runner maschi ha sperimentato questo crollo, contro meno del 10 % delle runner. Bei den Frauen waren es unter 10 Prozent, mentre die Männer erlebten fast doppelt so häufig das "Hitting the Wall"-Phänomen, nämlich knapp 18 Prozent von ihnen.
Insgesamt absolvierten die Männer den Marathon im Schnitt schneller (in 4 Stunden und 2 Minuten) als die Frauen (4 Stunden und 29 Minuten). Questo tempo medio migliore non li mette tuttavia al riparo dal «muro»: gli uomini raggiungono il traguardo più velocemente, ma «bruciano le loro cartucce» prima, secondo la formula della dpa. Männer kamen im Durchschnitt schneller ins Ziel, verteilten ihre Kräfte jedoch weniger sorgfältig, riassume l'agenzia.
Il «muro» in cifre: un divario netto tra i sessi
Bei 52 Prozent der Frauen war kein klarer Leistungsabfall im Laufe des Marathons erkennbar – dies war bei den Männern nur bei gut einem Drittel (36 Prozent) der Fall. In altre parole, più di una runner su due mantiene un profilo di gara regolare, contro appena un terzo dei runner. Le donne presentano dunque un rischio nettamente più basso di vedere il proprio ritmo crollare dopo la mezza maratona.
Bei männlichen Läufern, die unter drei Stunden für den Marathon brauchten, lag die Häufigkeit für den Leistungseinbruch sogar sechsmal höher als bei den Frauen (1,42 versus 0,23 Prozent). Questo risultato è uno dei più sorprendenti dello studio: tra i finisher più veloci, il divario tra i sessi si amplia, e la frequenza di crollo tra gli uomini sotto le tre ore è circa sei volte superiore a quella delle donne dello stesso livello.
I finisher sotto le tre ore, caso estremo
Es sei interessant und überraschend, dass der plötzliche Leistungseinbruch bei Männern kein Anfängerproblem sei, sondern bei den sehr schnellen Läufern sogar besonders häufig ausgeprägt gewesen sei, betont Co-Autor Aldo Seffrin : "Dass sie fitter und erfahrener waren, hat die Männer nicht geschützt." Il co-autore sottolinea così che l'esperienza e il livello di forma non costituiscono una protezione: i runner esperti sono proprio quelli presso i quali il «muro» si manifesta più spesso, in valore assoluto.
Geschlechtsspezifische Unterschiede beim Stoffwechsel und beim Anteil bestimmter Muskelfasern könnten den Glykogenmangel, der das Phänomen "Hitting the Wall" auslöse, womöglich wirksam verzögern. Gli autori avanzano l'ipotesi di un utilizzo più parsimonioso delle riserve di glicogeno nelle runner, oltre che di una diversa composizione delle fibre muscolari, per spiegare questa migliore resistenza al crollo nella seconda metà di gara.
Le ipotesi metaboliche avanzate dagli autori
Frauen liefen gleichmäßiger und hielten ihr Tempo auch in der zweiten Hälfte, so Seffrin weiter. Questa regolarità non significa che le donne siano più lente: sono semplicemente più costanti, il che consente loro di limitare la caduta di ritmo dopo il trentesimo chilometro, momento in cui le riserve glucidiche diventano critiche.
Dies deute darauf hin, dass die gezielte Einteilung der Kräfte genauso wichtig ist wie die reine Geschwindigkeit und "dass viele Männer davon profitieren würden, wenn sie konservativer starten würden". Il team ne deduce che una gestione tattica dello sforzo, ad esempio partendo a un ritmo più moderato, potrebbe rappresentare una leva concreta per ridurre la frequenza del «muro» tra i runner maschi. So könne das Risiko für "Hitting the Wall" möglicherweise reduziert werden, conclude lo studio.
Lo studio presenta tuttavia diversi limiti che gli autori stessi segnalano. I dati provengono da un unico evento, la maratona di Berlino, il cui profilo pianeggiante favorisce ritmi regolari; i risultati non sono quindi necessariamente trasponibili a percorsi più collinari. Inoltre, il campione non include alcuna informazione sull'allenamento, l'alimentazione, l'idratazione o la strategia di gara dichiarata dai partecipanti, tutte variabili che potrebbero modulare l'insorgenza del «muro».
Limiti dello studio e prospettive di ricerca
Lo studio non consente nemmeno di stabilire un nesso causale diretto tra il sesso biologico e il crollo di prestazione. Altri fattori, come la massa muscolare, il peso corporeo, la percentuale di grasso o le abitudini di allenamento, potrebbero interagire con le differenze metaboliche evocate dagli autori. I ricercatori chiedono del resto studi complementari che integrino queste variabili per affinare la comprensione del fenomeno.
Per i runner amatoriali, la principale lezione pratica che emerge è di ordine tattico: adottare un ritmo di partenza più conservativo e garantire un rifornimento glucidico regolare durante la gara, in particolare tra il quindicesimo e il trentesimo chilometro, potrebbe ridurre sensibilmente il
Maratona: perché gli uomini «vanno al muro» più spesso | quotidiano360