Washington, 23 luglio 2026
Donald Trump ha minacciato di punire gli Houthi yemeniti e il loro patrono Iran se la milizia porterà avanti ulteriori attacchi alle navi saudite nel Mar Rosso, innalzando una confrontazione che ha suscitato la condanna dell'UE e dei governi del Sud-est asiatico.
L'avvertimento è stato pubblicato da Trump sulla sua piattaforma online ed è arrivato in risposta agli attacchi houthi contro due navi saudite nella strategica via d'acqua. La milizia sciita, che controlla vaste aree del nord dello Yemen, ha successivamente dichiarato di aver imposto un blocco navale contro l'Arabia Saudita, una rivendicazione che stringerebbe ulteriormente la sua presa su uno dei corridoi marittimi più importanti del mondo.
Rubio ha descritto gli attacchi come un "gefährlichen Präzedenzfall." Parlando nella sua veste di Segretario di Stato, Rubio ha inquadrato gli incidenti come un precedente pericoloso che potrebbe incoraggiare ulteriori perturbazioni al traffico commerciale nella regione. L'intervento del Dipartimento di Stato ha segnalato che l'amministrazione Trump considera la campagna houthi come qualcosa di più di una disputa bilaterale yemenita.
Rubio definisce gli attacchi un precedente pericoloso
L'Unione Europea ha chiesto agli Houthi di porre fine alle loro minacce contro la navigazione internazionale nel Mar Rosso, unendosi a un coro di preoccupazione internazionale. L'appello dell'UE ha sottolineato le poste economiche globali: il Mar Rosso è un'arteria vitale per il commercio tra Europa e Asia, e attacchi prolungati hanno già costretto le compagnie di navigazione a deviare le navi attorno al Capo di Buona Speranza, aggiungendo settimane ai tempi di consegna e facendo lievitare i costi.
L'Associazione dei dieci paesi del Sud-est asiatico, ASEAN, ha emesso una dichiarazione congiunta in cui chiede il libero passaggio attraverso tutti gli stretti globali, una posizione che riflette la forte dipendenza del blocco dal commercio marittimo senza impedimenti. L'intervento dell'ASEAN ha ampliato la coalizione diplomatica contro la campagna houthi oltre i tradizionali attori occidentali e ha portato per la prima volta le potenze commerciali asiatiche nella disputa.
UE e ASEAN chiedono il libero passaggio
Gli attacchi houthi si sono sviluppati sullo sfondo di tensioni regionali in escalation che alcuni media hanno inquadrato sotto il titolo "Iran-Krieg." L'Iran è da tempo accusato dai governi occidentali di armare, addestrare e dirigere il movimento houthi, sebbene Teheran abbia negato il controllo operativo. Il blocco dichiarato dalla milizia contro l'Arabia Saudita segna una forte escalation rispetto alla sua precedente campagna, che aveva in gran parte preso di mira navi legate a Israele o navi commerciali in transito verso porti israeliani.
L'Arabia Saudita, importante esportatore di petrolio, dipende dalle rotte marittime del Mar Rosso per una quota significativa delle sue esportazioni di greggio. Due attacchi in rapida successione contro navi battenti bandiera saudita o di proprietà saudita hanno alimentato a Riad il timore che gli Houthi stiano ampliando la loro lista di obiettivi oltre il traffico legato a Israele su cui si erano concentrati in precedenza. Funzionari sauditi non hanno reso pubblici dettagli su danni o vittime degli attacchi.
Perché lo stretto di Bab al-Mandab è importante
Lo stretto di Bab al-Mandab, che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden, si trova tra lo Yemen e il Corno d'Africa ed è uno dei punti di passaggio marittimi più stretti del mondo. Circa il dodici percento del commercio globale lo attraversa, inclusa una quota significativa delle spedizioni di petrolio dirette ai mercati europei. Qualsiasi chiusura prolungata o minaccia di chiusura ha conseguenze immediate sui prezzi dell'energia e sulle catene di approvvigionamento.
L'Oman, che controlla la riva meridionale dello Stretto di Hormuz e confina con il Mar Arabico, è emerso come possibile intermediario diplomatico in passate crisi legate agli Houthi. I canali riservati di Mascate sia con Teheran sia con Washington sono stati in precedenza utilizzati per de-escalare focolai regionali, anche se non è chiaro se l'Oman sia attualmente impegnato sull'ultima disputa.
La minaccia di Trump segna un ritorno alla retorica massimalista che ha caratterizzato il suo approccio di primo mandato verso l'Iran, quando gli Stati Uniti si ritirarono dall'accordo nucleare del 2015 e reintrodussero sanzioni estese. Se l'avvertimento si tradurrà in un'azione militare o resterà una tattica di pressione non è chiaro, ma l'esplicito accoppiamento degli Houthi e dell'Iran in un'unica minaccia restringe lo spazio diplomatico per la de-escalation.
