Huthi rivendicano l'attacco a due petroliere saudite nel Mar Rosso: il prezzo del Brent torna sopra i 100 dollari
Berlino, 23 luglio 2026
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Summary
La milizia Huthi, sostenuta dall'Iran, ha rivendicato un attacco con missili e droni contro due petroliere saudite nel Mar Rosso, in risposta a una "blocco" da lei proclamato. Il prezzo del petrolio Brent è tornato sopra i 100 dollari al barile, mentre gli analici avvertono del rischio di un'impennata fino a 120 dollari.
Berlino, 23 luglio 2026
La milizia Huthi, sostenuta dall'Iran, ha rivendicato il 22 luglio 2026 un attacco con missili e droni contro due petroliere saudite nel Mar Rosso, provocando un incendio a bordo della "Encelia" e facendo salire il prezzo del petrolio Brent sopra i 100 dollari al barile.
L'attacco e la rivendicazione
La milizia Huthi, sostenuta dall'Iran, ha annunciato di aver condotto "eine gezielte militärische Operation gegen zwei saudi-arabische Öltanker, welche die Blockade verletzt hatten". Secondo il portavoce militare Jahja Sari, le navi "Encelia" e "Layla" sono state attaccate con missili e droni. Per l'Arabia Saudita vale da subito un "Verbot der Schifffahrt", ha dichiarato il portavoce, aggiungendo che le imbarcazioni avevano violato il "blocco" proclamato dai ribelli sciiti.
L'autorità saudita per il traffico (TGA) ha confermato solo l'attacco alla "Encelia", senza indicarne l'autore. Un funzionario della TGA ha comunicato all'agenzia ufficiale Spa che l'incendio è scoppiato a prua della nave e che l'equipaggio è in salvo. La britannica UKMTO (United Kingdom Maritime Trade Operations) ha riferito che, secondo il capitano, la petroliera è stata colpita da un proiettile sconosciuto circa 130 chilometri a sudovest della città costiera saudita di Al-Shuqayq, scatenando un incendio.
Contesto del conflitto Huthi-Arabia Saudita
L'episodio si inserisce in una nuova fase di escalation tra gli Huthi e l'Arabia Saudita, in corso da oltre dieci anni. I ribelli avevano annunciato lunedì un "blocco" per le navi saudite, circa una settimana dopo un nuovo confronto con il regno vicino. La milizia Huthi aveva conquistato parte dello Yemen con l'aiuto dell'Iran durante la guerra civile del 2014 e continua a ricevere armi da Teheran.
La notizia ha avuto immediate ripercussioni sui mercati: il petrolio Brent per la consegna a settembre è salito a 100,28 dollari al barile nel pomeriggio, con un aumento del 6,4% rispetto al giorno precedente. Il greggio West Texas Intermediate (WTI) è aumentato del 4,08% a 91,38 dollari. Il prezzo resta però inferiore al massimo annuale di circa 126 dollari raggiunto a fine aprile, all'inizio del conflitto.
Reazione dei mercati petroliferi
Goldman Sachs ha avvertito in una nota che l'escalation in Medio Oriente e la riduzione delle forniture dal Golfo a meno del 45% dei livelli prebellici hanno fatto risalire i prezzi. La banca mantiene lo scenario base di 80 dollari per il Brent nel quarto trimestre 2026 e 75 dollari per il 2027, a condizione che la situazione si distenda. Tuttavia, se le interruzioni nello Stretto di Hormuz dovessero persistere, gli analisti vedono la possibilità di un aumento oltre i 120 dollari nel quarto trimestre.
RBC Capital Markets ha richiamato l'attenzione su un secondo collo di bottiglia: l'Arabia Saudita dirotta circa quattro-cinque milioni di barili al giorno attraverso l'oleodotto Est-Ovest (Petroline) verso il porto di Yanbu sul Mar Rosso, per compensare la rotta del Golfo bloccata. La stratega RBC per le materie prime Helima Croft ha avvertito: "Wird diese Route unpassierbar, wird die Störung des Ölangebots ernster, und wir sprechen wieder über eine Situation ohne Ausweg".
Impatto sulle compagnie petrolifere
Sul fronte azionario, i titoli dei colossi petroliferi hanno registrato forti guadagni: le azioni Shell sono salite a Londra dell'1,61% a 33,52 sterline, ExxonMobil in prevendita a New York è aumentata dell'1,97% a 157,50 dollari, e TotalEnergies in Francia ha guadagnato il 2,84% a 76,39 euro. Tuttavia, la corsa è stata limitata dai dati della US Energy Information Administration (EIA), che ha segnalato per la settimana al 17 luglio un inatteso aumento delle scorte di greggio di 2,0 milioni di barili, raggiungendo 411,7 milioni di barili, mentre il mercato si aspettava una diminuzione.
Secondo quanto riportato da Reuters, giovedì due superpetroliere cinesi con un carico complessivo di quattro milioni di barili di petrolio saudita hanno tentato di lasciare il Mar Rosso attraverso Bab al-Mandab. A una di esse sarebbe stato successivamente concesso il passaggio, come riportato dalla testata specializzata Lloyd's List. Lo stretto di Bab al-Mandab ("Porta delle Lacrime"), largo 27 chilometri, rappresenta un punto di passaggio cruciale per il commercio marittimo mondiale, collegando l'Asia all'Europa via Canale di Suez.
La risposta degli Stati Uniti
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha reagito con durezza all'attacco. In un evento a Marietta, in Georgia, ha sottolineato che l'Iran non è ancora pronto per un accordo, aggiungendo come minaccia indiretta: "Sie werden aber sehr bald bereit sein". Su Truth Social ha avvertito: "Sollten sie dies erneut tun, werden die USA den Iran zur Rechenschaft ziehen, da die Huthi als Stellvertreter des Iran agieren". Trump ha annunciato "schwere militärische Strafen gegen den Iran und natürlich auch gegen die Huthi selbst".
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che gli Huthi sono stati "in diese Situation hineingezogen worden" dall'Iran. Trump si è detto al contempo deluso dalla milizia, che ultimamente si era comportata in modo "sehr verantwortungsbewusst". Il Centcom, comando USA responsabile per la regione, ha comunicato sulla piattaforma X che un'operazione militare mirata della durata di cinque ore si è conclusa alle 22:30 ora della costa orientale USA (le 6:00 ora locale in Iran).
Le conseguenze per il commercio mondiale potrebbero essere rilevanti. Un esperto ha avvertito nel canale televisivo qatariota Al-Arabi: "Die Mehrheit der Reeder und Schifffahrtsgesellschaften könnten gezwungen sein, ihre Schiffe nicht mehr durch das Bab al-Mandab-Straße fahren zu lassen". Quattro navi avrebbero già abbandonato la rotta, dirigendosi verso il Capo di Buona Speranza. Lo stesso esperto ha aggiunto: "Wir stehen vor einem massiven Chaos in den Lieferketten".
Conseguenze per il commercio marittimo mondiale
L'attacco arriva in un momento di tensione crescente anche nello Stretto di Hormuz, dove si registrano nuovi attacchi USA e timori di un allargamento del conflitto con l'Iran. Più di 150 sanitari sono arrivati nei giorni scorsi al Landstuhl Regional Medical Center in Renania-Palatinato, il principale ospedale militare per i soldati americani feriti in Medio Oriente, con un aumento del 40% rispetto a inizio luglio e il valore più alto da fine maggio.
In Svizzera, il Touring Club (TCS) ha stimato che l'aumento dei prezzi si traduce in un sovrapprezzo di circa 8,5 centesimi al litro di benzina alla pompa. Un litro di benzina senza piombo 95 costa in media 1,92 franchi, mentre il diesel ha superato la soglia dei 2 franchi al litro (2,10 franchi), pur restando leggermente sotto il massimo di fine marzo. L'unica raffineria rimasta nel Paese, a Cressier, copre solo circa il 30% del consumo interno e il greggio che lavora deve comunque essere importato.
Ripercussioni in Europa e in Svizzera
Parallelamente, la Camera dei Rappresentanti di Washington ha approvato con un voto insolitamente ravvicinato la strategia di difesa annuale degli USA, che prevede per il 2027 un bilancio record del Pentagono di 1.150 miliardi di dollari (oltre mille miliardi di euro). Per la legge, tradizionalmente approvata con il consenso di repubblicani e democratici, hanno votato questa volta solo 216 deputati; 212 hanno votato contro.
Il prezzo dell'oro ha toccato un nuovo massimo: un'oncia (circa 31,10 grammi) è stata scambiata a 4.056,24 dollari, rifugio classico in tempi di incertezza geopolitica. Il Brent, dopo aver superato brevemente i 126 dollari a fine aprile durante la fase iniziale del conflitto USA-Iran, era sceso a circa 70 dollari a inizio luglio, prima della nuova escalation.
La notizia è stata trasmessa il 23 luglio 2026 nel programma Deutschlandfunk. Gli analisti avvertono che, se la rotta del Mar Rosso dovesse diventare impraticabile, le interruzioni dell'offerta petrolifera diventerebbero più gravi e si tornerebbe a parlare di una situazione senza via d'uscita, con effetti a catena sull'economia globale.
Questions & Answers
Chi ha rivendicato l'attacco alle petroliere nel Mar Rosso?
La milizia Huthi, sostenuta dall'Iran, ha rivendicato l'attacco condotto il 22 luglio 2026 contro le petroliere saudite "Encelia" e "Layla" nel Mar Rosso, affermando che le imbarcazioni avevano violato il "blocco" da lei proclamato.
Quale è stata la reazione del prezzo del petrolio?
Il prezzo del petrolio Brent è tornato sopra i 100 dollari al barile, con un aumento del 6,4% rispetto al giorno precedente, mentre il WTI è salito a 91,38 dollari. Gli analisti di Goldman Sachs avvertono che, in caso di persistenti interruzioni nello Stretto di Hormuz, il Brent potrebbe superare i 120 dollari nel quarto trimestre.
Come hanno reagito gli Stati Uniti all'attacco?
Il presidente Donald Trump ha minacciato "schwere militärische Strafen gegen den Iran und natürlich auch gegen die Huthi selbst" e ha avvertito che gli USA avrebbero ritenuto l'Iran responsabile, poiché gli Huthi agirebbero come suoi rappresentanti. Il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che gli Huthi sono stati "in diese Situation hineingezogen worden" dall'Iran.
Attacco Huthi nel Mar Rosso: Brent oltre 100 dollari | quotidiano360