Genova, 16 luglio 2026

Un tribunale di Genova ha condannato a dodici anni di carcere l'ex capo di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci, nel processo sul crollo del ponte Morandi nell'agosto 2018.

Il 14 agosto 2018 alle ore 11:36 una sezione del ponte Morandi di Genova, lunga circa 200 metri, è precipitata nel vuoto trascinando i veicoli nell'abisso per 45 metri. 43 persone persero la vita quel giorno, altre 16 rimasero ferite quando le parti in calcestruzzo si schiantarono al suolo. I soccorritori cercarono sopravvissuti tra le macerie per giorni con mezzi pesanti.

Il crollo e le sue conseguenze

Il ponte strallato, inaugurato nel 1967 e intitolato al suo progettista Riccardo Morandi, faceva parte di un'importante arteria di collegamento tra Francia e Italia. Secondo i periti, il ponte aveva subito gravi danni a causa di una manutenzione insufficiente. Circa 700 residenti dovettero abbandonare le proprie abitazioni, circa 600 le persero in via definitiva, diverse case sotto piloni del ponte a rischio imminente di crollo furono demolite. I resti del ponte vennero in seguito rimossi con un'esplosione controllata.

Dopo quattro anni di dibattimento e 283 udienze, il tribunale di Genova ha pronunciato giovedì le condanne in meno di 20 minuti. La pubblica accusa aveva inizialmente chiesto 18 anni di carcere per Castellucci e complessivamente oltre 400 anni per tutti gli imputati. I giudici hanno inflitto alla fine quasi 200 anni di pene detentive e assolto 25 dei 57 imputati.