Servizi segreti austriaci non vedono alcun collegamento tra l'attentatore di Berlino e la scena islamista nazionale
Vienna, 28 luglio 2026
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Summary
Dopo l'attentato al Christopher Street Day di Berlino, che ha causato una vittima e 29 feriti, i servizi segreti austriaci non ravvisano alcun collegamento dell'attentatore con la scena islamista nazionale. La capo del DSN, Sylvia Mayer, chiede nel contempo l'impiego di braccialetti elettronici per i soggetti pericolosi dimessi.
Vienna, 28 luglio 2026
La capo della Direzione Stato e Servizio Informazioni (DSN), Sylvia Mayer, ha chiarito martedì che le autorità austriache non vedono alcun collegamento tra l'attentatore di Berlino e la scena islamista in Austria.
I servizi segreti austriaci non ravvisano alcun collegamento dell'attentatore di Berlino con la scena islamista austriaca. Lo ha dichiarato martedì la capo della Direzione Stato e Servizio Informazioni (DSN), Sylvia Mayer, al „Morgenjournal" di Ö1. L'affermazione di Mayer è seguita alla domanda se l'uomo che lo scorso fine settimana si era lanciato con un furgone sulla folla del Christopher Street Day (CSD) avesse avuto contatti in Austria. Un numero di soggetti islamisti pericolosi in Austria «a bassa cifra tripla» è stato indicato da Mayer, nella stessa intervista, come punto di partenza dell'osservazione in corso.
L'aggressore è Abdul B., un cittadino tedesco di 21 anni di origini libanesi. Sabato sera si era lanciato con un furgone sulla folla del Christopher Street Day (CSD), aveva in precedenza tentato invano di unirsi all'organizzazione terroristica Stato Islamico (IS) in Siria, ha ferito 29 persone e ucciso una donna polacca di 65 anni. L'attentato ha suscitato costernazione in tutto il Paese e a livello internazionale, poiché era rivolto a una celebrazione queer che, secondo la valutazione delle autorità di sicurezza, era stata scelta deliberatamente come bersaglio.
Attentato al Christopher Street Day
Dal Ministero dell'Interno si fa piuttosto sapere che attualmente non vi sono „alcune indicazioni di minacce concrete" in Austria. Anche dopo la presunta incursione a sfondo islamista del 21enne tra la folla del Christopher Street Day berlinese, ci si pone qui – ossia la domanda se atti simili siano immaginabili anche in Austria. La dirigenza del DSN ha risposto martedì al Morgenjournal di Ö1 in modo lapidario alla domanda su un eventuale collegamento: „Attualmente non vediamo alcun collegamento con la scena islamista in Austria".
Nel contempo è emerso che, al momento dell'attentato, Abdul B. era in libertà. Alcuni mesi prima dell'atto, l'uomo, già condannato più volte, era stato giudicato colpevole di preparazione di un grave atto di violenza contro lo Stato, ma al momento dell'attentato era libero. È stato ucciso durante l'intervento della polizia domenica, dopo che – secondo quanto riferito – avrebbe minacciato gli agenti con un'arma da taglio. Con ciò si è concluso un intervento articolato in più fasi, avviato nelle fasi successive all'attentato.
Contesto: condanne precedenti e fermo
I media tedeschi avevano in precedenza riportato che tra il 2023 e il 2024 Abdul B. sarebbe stato sposato secondo il diritto islamico con una donna di Salisburgo. Il matrimonio sarebbe durato dalla metà del 2023 all'estate del 2024. È ancora aperto se la relazione, durata solo pochi mesi, tra il presunto attentatore e Salisburgo assumerà rilevanza per le indagini in corso in Germania o in Austria.
Mayer ha colto l'occasione dell'intervista per ribadire una già nota richiesta di politica interna. Chiede, come il ministro dell'Interno Gerhard Karner (ÖVP), l'impiego di braccialetti elettronici per i soggetti pericolosi dimessi dal carcere, poiché questi „rimangono radicalizzati". Ciò consentirebbe di „permettere un monitoraggio più ampio di queste singole persone" e inoltre di impedire che queste „accedano a determinati luoghi".
Richiesta di braccialetti elettronici
La richiesta di sorveglianza elettronica dei soggetti pericolosi dimessi non è nuova. Già dopo precedenti incidenti, l'ÖVP aveva premuto per un ampliamento degli strumenti di sorveglianza, ma non sempre si era trovata d'accordo con il partner di coalizione. Anche a livello internazionale l'uso di braccialetti elettronici per gli estremisti dimessi dal carcere è regolato in modo differente; in Austria gli ostacoli giuridici a un impiego obbligatorio sono elevati.
Il caso evidenzia una problematica di fondo nella gestione degli estremisti condannati: anche dopo una pena detentiva per preparazione di un grave atto di violenza contro lo Stato, la radicalizzazione può persistere. È esattamente questo il punto di partenza del dibattito sui braccialetti elettronici e sulle restrizioni di soggiorno. Il DSN sostiene che la sorveglianza tecnica metta le autorità di sicurezza in condizione di reagire più rapidamente agli schemi di movimento e ai tentativi di contatto.
Il ministro dell'Interno Gerhard Karner (ÖVP) si era più volte espresso nei mesi scorsi a favore di strumenti più incisivi per la sorveglianza dei soggetti pericolosi. Li considera un'integrazione necessaria ai mezzi dell'intelligence. Critiche e critici mettono però in guardia da un'espansione della sorveglianza, che potrebbe entrare in tensione con la protezione dei dati e con la presunzione di innocenza.
Dibattito di politica interna
Nel caso concreto di Abdul B., l'autorità austriaca non ravvisa alcuna necessità di intervento che vada oltre le indagini in corso. La focalizzazione sul caso di Berlino è motivata dall'assenza di un legame con la scena islamista sul territorio nazionale. La breve, ma molto discussa relazione dell'attentatore con Salisburgo solleva tuttavia ancora interrogativi che riguardano tanto gli investigatori tedeschi quanto quelli austriaci.
Al „Morgenjournal" di Ö1, la capo del DSN ha inoltre sottolineato che il numero dei soggetti islamisti pericolosi sotto osservazione si colloca in una fascia a bassa cifra tripla. Questo ordine di grandezza è rimasto relativamente costante da tempo, ha spiegato. Il caso di Abdul B. è sì un'indicazione del fatto che la radicalizzazione può avvenire rapidamente anche in giovane età e in persone con background migratorio, ma di per sé non costituisce ancora la prova di un fallimento strutturale.
La valutazione delle autorità di sicurezza si basa, secondo quanto comunicato dal DSN, sul confronto di diverse fonti di dati. Tra queste vi sono informazioni dei servizi partner esteri, spostamenti, dati di telecomunicazione e informazioni biografiche. Nel caso di Abdul B. – nonostante il tentativo fallito di unirsi all'IS in Siria – non è emerso alcun collegamento attendibile con reti austriache.
Valutazione delle autorità di sicurezza
Mayer ha sottolineato che le autorità di sicurezza continueranno a seguire con attenzione gli sviluppi in Germania e le informazioni provenienti dal caso. Qualora nel corso delle indagini in corso dovessero emergere nuovi elementi su legami con l'Austria, le autorità competenti verrebbero informate immediatamente. Lo scambio di informazioni tra le autorità dei due Paesi è stretto e funziona senza intoppi, ha detto.
Il dibattito politico sulla gestione dei soggetti pericolosi dimessi dal carcere è riacceso dal caso. Mentre i partiti di governo premono per un inasprimento degli strumenti di sorveglianza, l'opposizione chiede un'analisi più ampia dei percorsi di radicalizzazione e un potenziamento dei programmi di deradicalizzazione. Entrambe le parti si richiamano alla tutela della sicurezza pubblica.
Prospettive
È certo che le autorità di sicurezza austriache classificano il caso concreto di Abdul B. come non direttamente rilevante per la scena islamista interna. La domanda su un eventuale
Attentatore di Berlino: nessun contatto con gli islamisti | quotidiano360